martedì, 17 ottobre 2006
E pensare che hanno bloccato il servizio delle Iene sugli stupefacenti parlamentari per questione di privacy...

Londra, 9 ott . (Ign) - Mosche robot in grado di volare nelle postazioni nemiche per spiarne i movimenti. Le stanno mettendo a punto gli scienziati militari britannici. Il progettista, Rafal Zbikowski, ritiene che potrebbero essere operative entro una decina d'anni. Lo riferisce il quotidiano 'Scotsman'. Zbikowski - che ha già realizzato un prototipo che riproduce il battito d'ali d'una mosca in volo - pensa che i minuscoli robot-insetti, in grado di aggirarsi per spazi chiusi e affollati come palazzi, trombe delle scale, tunnel e grotte, potrebbero essere utilizzati per individuare terroristi nascosti o per localizzare le vittime di disastri naturali come i terremoti. Mentre l'esercito degli Stati Uniti, che in parte finanzia la ricerca, ha interesse all'uso delle mosche volanti per il trasporto di piccole cariche d'esplosivo. I piccoli robot, infatti, potrebbero essere l'ultima arma 'intelligente', capace cioè di distruggere un obbiettivo specifico - ad esempio un computer - senza dover bombardare l'intera struttura.

(Adnkronos)
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categoria:tecnologia, guerra
sabato, 24 giugno 2006
Secondo una stima recente il costo di una “biocasa” sarebbe superiore di soli 60 euro al mq rispetto a una casa “convenzionale”. Poco, decisamente poco, rispetto ai vantaggi diretti e indiretti di un diverso modo di costruire. Del fatto che questi 60 euro in più al metro quadrato siano un buon investimento sembrano essere convinti in molti e la rilevanza che il tema ha assunto è testimoniata dal singolare “ingorgo” di manifestazioni, convegni, workshop e seminari che si sta verificando in questi ultimi mesi. Durante la scorsa settimana, Roma è sembrata essere l’epicentro del dibattito, con almeno 5 iniziative organizzate da soggetti diversi (istituzioni, associazioni, ordini professionali). Una di queste iniziative, quella realizzata da ANAB con la Provincia di Roma, era finalizzata a lanciare l’idea di un disegno di legge sull’architettura sostenibile, che definisca gli indirizzi di rinnovamento dell’attività edilizia. Un passo che avrebbe un'importanza enorme per tutto il settore e per lo stesso “sistema paese”, dal momento che, come amano affermare con compiacimento i costruttori, proprio l’edilizia avrebbe tenuto in piedi il PIL nella non facile congiuntura economica attuale.
L’idea di un disegno di legge sembra raccogliere consenso e il documento portato alla discussione durante la tavola rotonda “Idee operative per una proposta di legge sull’architettura sostenibile” svoltasi a Roma lo scorso 26 maggio, è reperibile sul sito di ANAB.

Tornando ai 60 euro in più: a questi vanno comunque aggiunti i risparmi nei consumi energetici che un edificio ecoefficiente permette di conseguire negli anni. Ci metti qualcosa di più all’inizio, ma quel plus di investimento si ripaga, e più velocemente di quanto si pensi. Quando il mercato immobiliare inizierà a premiare anche queste differenze qualitative, l’investimento risulterà essere stato ancor più lungimirante.
Oltre a moltiplicare le occasioni di dibattito e le iniziative politiche, è ancora essenziale lavorare sulla diffusione di una diversa cultura del costruire e del progettare.

Mentre altri pensano già a quartieri sostenibili completamente indipendenti dalle fonti energetiche fossili
noi, in un’Italia ormai tutta già “costruita”, abbiamo di fronte la grande sfida di rinnovare secondo criteri di sostenibilità. E, ancor prima, di imparare come si fa.
giovedì, 25 maggio 2006
Non sapete dove mandare a studiare i vostri figli? Vi chiedete in che campo potranno mai lavorare in futuro? Ecco una possibile risposta. Tratto da Repubblica.

P.S. A chi interessa il tema consiglio di leggersi qualcosa sulle hypercar, concetto sviluppato dal Rocky Mountain Insitute in Colorado.



"Auto a forma di tigre, tricicli a forma di F1 e altre follie nella competizione nella quale vince chi consuma di meno

Maratona super ecologica: 2.885 Km/litro di etanolo

di DANIELE SPARISCI

Quest'anno il record è rimasto imbattuto. I ragazzi del liceo La Joliverie si sono "fermati" a 2.885 chilometri con un litro di etanolo sul circuito di Nogaro, in Francia. Quasi mille in meno in meno rispetto agli svizzeri del Politecnico di Zurigo, che nell'ultima edizione avevano raggiunto il tetto storico dei 3.836 km con l'equivalente di un litro di benzina. I numeri della Shell Eco Marathon, la competizione nella quale vince chi consuma di meno, sono impressionanti. Così come lo sono le vetture che vi partecipano: alcune sembrano moduli spaziali, altre hanno forme feline, di siluro, di pesce, e c'è chi addirittura ha tre ruote dietro e una davanti. Con 285 squadre e oltre 3.000 liceali e universitari provenienti da tutta Europa (quest'anno ce n'era anche uno dall'Arabia Saudita, primo produttore di petrolio al mondo!) la fantasia di certo non manca.

Ma di là dello spirito goliardico, la Shell Eco-Marathon, che prosegue da ventuno anni, è un importante banco di prova per l'efficienza energetica: qui la compagna anglo-olandese testa nuovi tipi di benzina, alleva fucine di giovani ingegneri e chimici e cerca delle risposte dall'energia alternativa, idrogeno, biocarburanti, solare, ma anche da quella tradizionale come il diesel o il gas liquido.

Le regole sono semplici: bisogna percorrere sette giri, cioè 25 chilometri, ad una velocità media minima di 30km/h in meno di 50 minuti, dosando l'acceleratore come se fosse acqua nel deserto. Sulla linea di di arrivo la macchina viene smontata , e il serbatoio grande la metà di una lattina di Coca-Cola, viene controllato scrupolosamente dai tecnici per rilevarne i consumi.
"I migliori - spiega un commissario a bordo pista- usano l'acceleratore solo pochi secondi ogni giro. E un giro dura più di sei minuti".

Il resto è tutto a motore spento, con sorpassi surreali che avvengono nel silenzio più totale, mentre la tecnologia stop & go rimette in moto il propulsore prima di una curva per dare al veicolo la spinta che gli servirà ad affrontare il resto della pista. La differenza nella Shell Eco-marathon la fanno l'aerodinamica, i cuscinetti di ceramica, gli pneumatici radiali, l'abilità ma soprattutto il peso del pilota, che per entrare in una di queste vetture, dove si guida sdraiati e "inscatolati", deve essere piccolo e svelto. Qui le pari opportunità sono roba paleolitica: a guidare, infatti, sono per lo più donne tostissime e minute.

Ma la differenza la fanno anche i soldi - racconta - Riccardo Silimbani, docente presso l'ITIP di Faenza , che da dieci anni partecipa alla corsa insieme ai ragazzi dell'istituto tecnico. Quest'anno il loro veicolo a idrogeno ha conquistato il terzo posto nella categoria "Urban Concept", dove gareggiano macchine ispirate alle city car".

Noi spendiamo diecimila euro- spiega Silimbani-mentre i top-team superano i centomila."E poi c'è l'XTeam della Fondazione Politecnico di Milano che con un veicolo a benzina ha percorso 464 km con un litro, un buon risultato visto che nella precedente edizione non si era nemmeno qualificato per la fase finale. "Il nostro budget per quest'anno era di 38 mila Euro- racconta il team manager Paolo Magni- ma i due terzi li abbiamo spesi per la costruzione di un'officina dove poter lavorare, mentre la fibra di carbonio che è servita per la scocca ci è stata regalata da un cantiere navale."

Intanto i ragazzi della "Jol", la Joliverie, segnano un
altro punto: insieme al Politecnico di Nantes hanno realizzato un mezzo idrogeno da 2.730 km con l'equivalente di un litro di benzina, che si è classificato terzo dopo un altro team francese, l'ESSTIN-Vandouvre-les-Nancy e prima di tedeschi della Hochsule di Offenburg."
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categoria:tecnologia, scienza, sviluppo sostenibile
mercoledì, 01 febbraio 2006
Tratto da Il Sole 24 Ore.

"Ma non abbinando un motore elettrico e un propulsore a benzina per abbattere consumi ed emissioni grazie a un tandem di spinta tra due sistemi reso possibile dell’elettronica, come nel caso dell’ormai leggendaria Toyota Prius, la prima ibrida sul mercato o la Honda Insight. Psa invece punta sull’ibrido diesel ovvero sul matrimonio tra la trazione elettrica e il motore a gasolio con alimentazione common rail di ultima generazione. [...]


Le due macchine consumano 3,4 litri di gasolio per 100 km: quasi 30 chilometri con un litro. Un valore da scooter di piccola cubatura e tale da "impensiere" i giganti del petrolio. Il risulato è soprendente, anche perché raggiunto con un auto normali e non con vetture dotate di carrozzerie specifiche in materiale ultra leggeri. Il consumo delle francesi è 28% minore rispetto ai diesel classici e il 25% di meno degli ibridi a benzina. I due prototipi, secondo quanto afferma il costruttore d'Oltralpe, emettono 90 grammi di CO2 al km, meno della Prius della Toyota che con 194 grammi è ora considerata una delle auto meno inquinanti al mondo. [...]

Sull’ibrido negli ultimi 12 mesi si è scatenata una gara tra i principali costruttori mondiali. La partita agli albori dell'ibrido commerciale si giocava alla giapponese: tra Toyota e Honda, successivamente è entrata in gioco Ford con un patto con Toyota e nella primavera dello scorso anno anche case come Gm (che ha appena deciso di assemblare due Suv ibride a benzina in Texas), Volkswagen e DaimlerChrysler hanno avviato iniziative, anche con alleanze incrociate, per abbattere i costi e arrivare alla commercializzazione di massa. E ora persino Bmw, la casa che più di tutte ha investito sull’idrogeno da bruciare però in motori a benzina plurifrazionati di grande cubatura, crede nell’ibrido."

Fiat, ci sei? sei connessa? Dopo aver venduto il brevetto del common rail agli svedesi, finirà che monteremo motori francesi sulle Punto! Perdendo così anche il comparto motoristico.
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categoria:tecnologia, economia, energia
venerdì, 20 gennaio 2006
Dalla tecnologicissima Silicon Valley, ad un passo da Berkeley, posto questa simpatica parodia sull'invasività della tecnologia nella nostra vita quotidiana. Lungi da me l'accusa che la tecnologia è un male, devo però ammettere che mi ci ritrovo appieno e che in certi casi ci siano degli eccessi, come quello del telefonino.

Tratto da www.managerzen.com

TI RENDI CONTO DI VIVERE NEL 2006 QUANDO...

   1.  Per sbaglio inserisci la password nel microonde.
   2.  Sono anni che non giochi a solitario con carte vere.
   3.  Hai una lista di 15 numeri di telefono per contattare i tuoi 5 familiari.
   4.  Mandi e-mail alla persona che lavora al tavolo accanto al tuo.
   5.  Il motivo per cui non ti tieni in contatto con i tuoi amici e familiari è che non hanno indirizzi e-mail.
   6.  Rimani in macchina e col cellulare chiami a casa per vedere se c'è qualcuno che ti aiuta a portare dentro la spesa..
   7.  Ogni spot in tv ha un sito web scritto in un angolo dello schermo.
   8.  Uscire di casa senza cellulare, cosa che hai tranquillamente fatto per i primi 20, 30 (o 60) anni della tua vita, ora ti crea il panico e ti fa tornare indietro per prenderlo.
   10.  Ti alzi al mattino a ti metti al computer ancora prima di prendere il caffè.
   11.  Cominci ad arrovellarti il cervello alla ricerca di modi per sorridere  : )   :o)    :->
   12.  Mentre leggi tutto questo ridi e fai Sì con la testa.
   13.  Sei troppo occupato per accorgerti che su questa lista manca il punto 9.
   15.  E ora sei tornato indietro per vedere se davvero manca il punto  9..

E ORA STAI RIDENDO DA SOLO....
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categoria:tecnologia, divertimento, societÃ