Riporto interamente questo post tratto dal sito di Beppe Grillo. E' la dimostrazione di cosa è diventato il partito dei DS, un'oligarchia completamente staccata dalla base e dagli elettori, cosa che si era già vista in occasione delle primarie a Milano. Un partito incapace di mettersi in discussione e incapace di uscire dal complesso di Berlusconi. Qui il video dell'accaduto descritto nell'articolo."I meet up di Beppe Grillo di Pavia e Milano insieme a Piero Ricca sono andati alla Festa dell'Unità per discutere dell'indulto. Ecco come è andata.
"Rivoglio il mio microfono.
Potrei iniziare da qui, con involontaria citazione dal Santoro rockpolitik, questa cronachetta dalla serata fassiniana alla festa dell'Unità di Milano.
Il microfono del mio megafono Ikarus, intendo, che mi è stato strappato da un militante diessino violento e ladro.
Non è stato semplice, lunedì sera, alla festa dei 'democratici di sinistra' esprimere il nostro democratico diritto al dissenso. Meglio: esprimere l'opinione della maggioranza degli italiani sull'indulto vip di mezza estate. Ma l'avevamo messo in conto. E tutto sommato ci è andata di lusso: siamo rincasati sani e salvi. Ecco com'è andata.
Alle 20,20 ci ritroviamo, come convenuto con i grilli milanesi, alla fermata del metro Lampugnano. Siamo una quindicina, con duemila volantini e i soliti cartelli. In pochi minuti raggiungiamo lo spazio antistante il palamazda (quel palamazda, dove con l'amico Ric Farina sfidammo la tribù forzista, che oggi quasi rivaluto al confronto di tanti militanti diessini). Indossati i cartelli, iniziamo a volantinare a tutto spiano. A un certo punto, in attesa di Fassino, annuncio la nostra presenza al megafono, con breve comizietto. In un attimo mi arrivano addosso in tre o quattro, c'è anche una donna, con la voce roca, i capelli biondastri e l'aria della padrona di casa. Segue un'accesa discussione: nel senso che loro ci aggrediscono e noi cerchiamo di toglierceli di torno. Vogliono impedirci di parlare al megafono e di filmare. Un tizio prende alcuni volantini e li strappa. La biondastra rocamente mi intima di smettere di megafonare. Gli altri ringhiano senza sosta.
Rispondo con le pacate argomentazioni di sempre:
1 - Questa è una piazza pubblica
2 - La festa dell'Unità non è luogo extraterritoriale
3 - Anche qui, dunque, vige l'articolo 21 della Costituzione italiana, che garantisce la libertà di espressione
4 - Peraltro sIamo anche noi elettori del centrosinistra: possiamo criticare o andiamo bene solo alle elezioni?
5 - In tema di indulto, inoltre, la maggioranza degli elettori del governo Prodi è con noi.
Le repliche dei sempre più agitati compagni sono un campionario di ritardo culturale. Eccole riassunte:
1 - Questa è una festa privata
2 - Questa piazza l'abbiamo affittata noi, per questa sera è nostra
3 - Ma a voi chi vi paga, Berlusconi?
4 - Se lo andaste a fare alle feste delle destra, questo lavoro, vedreste cosa vi capita
5 - Andate fuori dai c…ni brutti str…zi!
Volti, espressioni, modi sono incarogniti, minacciosi, penosi. Gli amici della Digos vigilano in disparte, inutile è il mio tentativo di farli intervenire per difendere i nostri diritti. Alle feste 'private' dei Partiti-Stato la vera forza pubblica è il servizio d'ordine. Il primo assalto si conclude con la sospensione del mio comizio al megafono. Poi inizia l'entusiasmante esternazione fassiniana; la seguiamo da uno schermo esterno continuando a volantinare e a esporre i cartelli. C'è il tempo di uno scambio di battute con l'uomo di punta della Quercia a Milano: il presidente della provincia Filippo Penati. Provo a scuoterlo dal suo lugubre torpore obiettando che in un'epoca di corruzione dilagante varare come primo provvedimento parlamentare un indulto esteso ai vip del crimine e a reati non ancora scoperti.. Mi risponde: l'indulto è servito ai poveri cristi, tanto i vip in galera non ci andranno mai, Consorte non è stato ancora condannato. Ha capito tutto.
Verso le 23 Fassino s'avvia al ristorante Valtellina per il rituale saluto ai volontari della festa. Lo avviciniamo chiedendogli di prendere il volantino e di rispondere alle nostre critiche. Lui tira dritto, mesto e indifferente.
A quel punto riprendo il megafono, salgo su una panca e riassumo le nostre ragioni, anche evocando la figura di Enrico Berlinguer e la sua battaglia sulla questione morale.
Apriti cielo. Evocare la questione morale alla festa dei diesse? Peggio che bestemmiare in chiesa! Si leva una sorta di boato, un frastuono indistinto di insulti, minacce, fischi e ululati. I più esagitati ci vengono addosso. Fisico tracagnotto, mezz'età, volti ottusi: il giorno dopo me li ricordo così, gli ultimi residui della vecchia guardia stalinista. Nuovo parapiglia. Si sfiora il linciaggio. Questa volta i gendarmi si mettono in mezzo, limitando i danni. Nel trambusto uno degli stalinisti tracagnotti, protetto dalla massa, per zittirmi mi strappa il microfono del megafono. Non son più riuscito a recuperarlo. Naturalmente i poliziotti - ben attenti a proteggere Fassino dal terribile rischio di una pernacchia - fanno finta di non vedere, benché siano a mezzo metro di distanza. Alle feste 'private' dei Partiti-Chiesa si può aggredire e derubare impunemente un dissenziente sotto lo sguardo vigile della Digos. Ma questa storia non finisce qui. Anche le maggioranze, dopo tutto, hanno diritto a far sentire la propria voce". Piero Ricca."
postato da: civix alle ore 15:18 | Permalink | commenti
categoria:politica, politica italiana, sinistra, partecipazione attiva
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I tifosi della politica mi fanno riflettere molto ultimamente. Molti di loro sono convinti che la loro parte politica sia il meglio, e faticano a vedere errrori, o peggio, doppio giochi e astuzie dei loro leader. In questo momento penso ai tifosi della sinistra, a chi inneggia ai vari Fassino, Rutelli, Dalema. Ecco un ottimo articolo di Giavazzi sul Corriee di oggi, che spiega non solo alcuni colpi di finanza creativa del buon Tremonti, ma come la sinistra li abbia ripresi alla grande. Capisco le difficoltà finanziarie del momento, ma vista la campagna elettorale mi sarei aspettato qualcosa di diverso, più rischio e intraprendenza. Certo, ipotizzando che quel che si dice in campagna elettorale corrisponda almeno un po' agli intenti veri!!!!
Ha poco da sostenere,
A volte mi chiedo se veramente non stiamo vivendo un'enorme commedia dell'arte. Se all'improvviso qualcuno apparira da dietro le quinte gridando "Sorridi, sei su scherzi a parte!!!". Davvero ci meritiamo questa classe politica, questi personaggi, questi VIP???
Pubblico questa lettera del ministro Antonio Di Pietro inviata a Beppe Grillo.
Pubblico questa notizia sulla proposta di istituire una tassa sulle auto inquinanti. Sottoscrivo in pieno l'iniziativa ma boccio in pieno il piano di comunicazione. E' il solito masochismo della sinistra che si vuole attirare le ire del borghese medio-piccolo.
Tratto dal sito di Beppe Grillo. No Comment.
Credo che la sinistra abbia fatto un grosso errore a boicottare Dario Fo a Milano. Nel suo sito (www.dariofo.it) trovate tutti i suoi sostenitori, compreso il sindaco di Londra Livingston. Sindaco rosso in una delle capitali più importanti d'Europa, che ha portato avanti progetti importanti e difficili, come rendere a pagamento la circolazione veicolare nel centro di Londra, rafforzando al tempo stesso i servizi pubblici, con una netta riduzione di inquinamento, congestione e incidenti. Cose che Dario Fo e solo Dario Fo proponeva per Milano, ma che i milanesi non hanno voluto rischiare. La Milano che ha deciso di provare un imprenditore al governo (se ha fatto bene per le aziende, farà bene anche per l'Italia) ha ritenuto troppo rischioso mettere come sindaco un attore di teatro, pur contornato da una squadra di tecnici ed esperti. Non capisco, per me i due fanno lo stesso lavoro, il secondo per di più ha preso anche un Nobel!