domenica, 05 marzo 2006
Tratto da Greenplanet.

Un paio di settimane fa, gli agrari cremonesi sollecitavano: «Basta con le ideologie, sugli OGM la parola alla scienza».

In autunno, Veronesi si era lamentato perché «In Italia serpeggia un movimento antiscientifico», dopo aver dichiarato l’anno prima che «I cibi geneticamente modificati non nascondono alcun rischio per la salute. Nessuna indagine epidemiologica dimostra l'esistenza di danni provocati da questi alimenti, che anzi sono più sicuri di quelli cosiddetti naturali perché molto più controllati. E dirò di più. Se in Italia si potesse scegliere, personalmente vorrei nutrirmi di mais transgenico».

Più o meno contemporaneamente, Tullio Regge allertava «Attenti, vogliono imbavagliare la scienza», e Giuseppe Bretoni tuonava: «Sugli OGM il principio di precauzione ha rasentato l’ignavia».

E potremmo continuare, piluccando nel nostro capiente archivio.

Nel quale - però - troviamo, tra l’altro, anche notizia della sperimentazione effettuata dall’Arsia per conto della Regione Toscana: il mais OGM contamina tranquillamente l’altro mais seminato a 50 metri di distanza, dato sostanzialmente confermato dal recente lavoro presentato dal Cedab, secondo il quale, in condizioni ottimali, a risparmiare il mais convenzionale o biologico dall'inquinamento dello 0.5% da parte di mais OGM non bastano 30 metri di area tampone.

Ma troviamo anche che ricercatori italiani delle Università di Pavia e di Urbino hanno presentato uno studio nel quale si rilevano nelle cavie alimentate con OGM alterazioni nelle cellule dei testicoli, del fegato e del pancreas (tranquilli: regredivano in poco tempo tornando a una dieta senza OGM).

Oppure che in un rapporto che un’impresa sementiera biotech aveva distrattamente scordato di presentare all’Autorità europea sulla sicurezza alimentare, si rilevavano nelle cavie alimentate con mais OGM malformazioni ai reni, una diversa composizione del sangue e altre gravi anomalie fisiche.

O la presentazione -la settimana scorsa- dei risultati del maxi progetto di ricerca coordinato dall'Inran e finanziato dal Ministero per le politiche agricole, nel quale si rilevano modificazioni della risposta immunitaria intestinale e periferica in animali alimentati con OGM.

Probabilmente agli agrari cremonesi, a Veronesi, Regge & Bertoni, impegnati com’erano nella difesa della scienza contro l’ideologia non è rimasto tempo sufficiente per leggere quanto qui sopra sommariamente accennato.

Chissà come mai ci torna in mente quanto il Consiglio dei diritti genetici scriveva nel presentare gli atti del congresso internazionale "Nutraceutical, nanobiotecnologie, test genetici", e cioè «La scienza è davvero tale solo se usa prudenza e precauzione, se "vede prima" le conseguenze che determina e "pre-viene" quelle negative. Altrimenti è avventura».

Roberto Pinton


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categoria:scienza, salute, ogm
mercoledì, 15 febbraio 2006
Molti medici mi stanno simpatici, ammiro chi si batte per salvare vite umane, specie se in casi urgenti e disperati, con condizioni molto dure da sopportare per paziente, ma anche per il medico. La scienza medica in questo secolo ha raggiunto grandi risultati e salvato molte vite.

Detto questo a me sembra che la medicina oggi sotto molti punti di vista vada messa in discussione. L’intreccio con il business farmaceutico è preoccupante. Sono in corso indagini e processi per corruzione di medici e informatori: la sola inchiesta sulla Glaxo, in Veneto, nel 2004 portò alla denuncia di 4.713, quattromilasettecentotredici persone, tra cui 60 oncologi.  Invece vengono emarginati medici che forse possono dare un contributo decisivo alla cure delle malattie del secolo. Se le scoperte non passano per l'ospedalizzazione e l'uso massiccio di farmaci, non hanno la stessa dignità di sperimentazione. A volte un paziente esce dall'ospedale che sta peggio di prima, a volte nemmeno esce più.

Nello stesso tempo le cure naturali e le cosiddette medicine alternative sono messe all’indice, più volte si è cercato e si sta cercando di varare leggi restrittive e di concedere la possibilità di esercizio solo a medici laureati, mentre i corsi di laurea non sono preparati a formare su queste materie. E gli oltre sette milioni di italiani che si affidano all’omeopatia sono ritenuti quantomeno creduloni.

La nuova generazione di cibi ogm, secondo il New York Times, non sarà più indirizzata a contenere l’uso di pesticidi e prodotti chimici (e non siamo sicuri si possa ottenere nemmeno questo) ma a curare direttamente l’uomo, con principi attivi e nutritivi innestati direttamente nella pianta. Si continuano ad ignorare a riguardo il numero crescente di studi allarmistici. Avrete anche sentito della multa inflitta dal WTO (l’organismo per il commercio internazionale) all’Unione Europea, su pressione di Stati Uniti, Canada e Argentina, per il suo regolamento sull’introduzione degli ogm, che violerebbe i trattati internazionali di libero scambio. Le normative europee non vietano l’introduzione di ogm, ma ne regolamentano l’approvazione. In pratica non siamo più padroni di decidere cosa vogliamo mangiare o meno. Se in un paese del WTO vige una legislazione meno rigorosa della nostra, secondo questi signori ci dobbiamo adattare tutti. Io propongo che per ogni nuovo cibo ogm da introdurre si faccia una sperimentazione sugli stessi scienziati favorevoli, alimentandoli sempre con il prodotto che vogliono introdurre. E resta il fatto che se io voglio continuare a mangiare non ogm, se non fosse altro per avere il diritto di farmi le sementi in casa e non doverle comprare ogni anno, devo poterlo fare. C…o, vogliamo privatizzare tutto, tutto!

Il tutto in nome di una scienza medica sempre più pervasive e invadente, che vuole decidere al posto nostro, mettere tutto in laboratorio.
Guardate il caso aviaria: i giornali hanno intitolato “l’aviaria arriva in Italia”. Sbagliato, nei nostri allevamenti il virus dell’influenza aviaria, un’altra variante rispetto a questa, è presente da diversi anni, specie in Veneto. Allevamenti che sembrano lager, ambienti asettici, artificiali e infarciti di chimica dove l’animale non solo perde la sua dignità di essere vivente, ma anche le più basilari capacità di autodifesa, e dipende da antibiotici e ormoni per sopravvivere. Se è vero che noi siamo quello che mangiamo, ci dobbiamo preoccupare parecchio.

Questa scienza subdola, che vuole convincerci che la chimica è necessaria, è buona, è l’unica soluzione. Guardate questo nuovo servizio Il Corriere della Sera sugli antibiotici, con questo fantomatico presentatore, che parla come la fata turchina di Pinocchio, e il medico “buon padre di famiglia”, che dispensa consigli e mette in guardia i cittadini. “E’ vero che gli antibiotici buttano giù?” “No, la malattia butta giù, non gli antibiotici. E’ una leggenda popolare…” “Perfetto! Ma perchè allora bisogna prendere i fermenti lattici?” “Certo, gli antibiotici uccidono i batteri cattivi, ma anche quelli buoni…” (in pratica fanno tabula rasa dei “biotici”) “Ma I fermenti lattici vanno presi prima, durante o dopo?” “Prima non servono a niente…” (a niente? E tutti sti prodotti a base di yoghurt per “sentirti in forma” e “vivere più a lungo?”) “Se prendiamo due dosi ravvicinate di antibiotici…?” “Ah no! Perchè non aumentano gli effetti diretti, ma possono aumentare gli effetti collaterali”; “Può farmi una breve lista di semplici raccomandazioni da seguire sempre quanto si prendono antibiotici?” “Ah, sarebbe una lista chilomentrica…” Chilometrica? 


E' ora di smetterla di considerare il medico un guru, uno dotato di poteri soprannaturali che non si può discutere. La guarigione e la salute dipende soprattutto dalla persona, che deve prendere in mano la sua situazione. Se mi rompo un braccio vado al pronto soccorso, se mio figlio ha la febbre a 39 cerco di abbassarla, ma se ho mal di stomaco, cerco di capire cosa mi sta dicendo il mio corpo. Se mi va via la voce, cerco di capire se non sia il caso di parlare meno. Se mi viene l'influenza e non posso andare al lavoro, cerco di capire se non ho bisogno di riposo. Non vado in cerca di un vaccino per l'influenza, per andare a lavorare lo stesso. Magari togliendo la possibilità ad un anziano di comprarlo.
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categoria:salute, sanità, allevamenti intensivi, partecipazione attiva
venerdì, 03 febbraio 2006
Tratto da luogocomune.net. Qui trovate il video del servizio relativo. Dedicato a chi crede fermamente nell'energia atomica, ad ogni costo, e nelle guerre come mezzo di risoluzione dei conflitti.

P.S. Vi segnalo la nuova sezione: video della settimana. I documenti si commentano da soli.

"In inglese si chiama DU, che sta per depleted uranium, ovvero uranio impoverito. Detto così, il termine sa tanto di "piccola fiammiferaia", e viene quasi voglia di consolarlo rispetto al fratello benestante, EU (enriched uranium, o uranio arricchito), di cui è la "scoria naturale".

Ma anche il più povero dei poveri, in una famiglia che viaggia a 232 elettroni per atomo, è in grado di portare dei danni agli organismi viventi che nessuno di noi si augura di conoscere nemmeno da lontano. Il DU infatti ha "solo" il 60% della radioattività del fratello maggiore, e ha un tempo di decadimento "soltanto" dimezzato rispetto al primo, ovvero 4,5 miliardi di anni. Se ce l'hai in giardino, per i tuoi figli non dovrebbe fare una gran differenza.

Ebbene, il "giardino dell'Eden" di cui stiamo parlando pare sia l'intero Iraq. Dopo aver accumulato più di 500.000 tonnellate di uranio impoverito, in 50 anni di produzione di energia atomica, la "semina" da parte americana è iniziata con la prima Guerra del Golfo, nel 1991, ed è ripresa con la Seconda, che è ancora in corso. E così, mentre noi abboccavamo tutti come trote da concorso alla storiella dei bambini iracheni "staccati dalle incubatrici", i medici di quel paese riscontravano, fra le due guerre, un aumento nei tumori infantili del 400%.

All'interno del breve filmato che presentiamo - che in realtà è il trailer di un film, BEYOND TREASON (Tradimento Supremo), che di certo non verrà distribuito dalle major di Hollywood - ci sono alcune brevi immagini che non si possono guardare, ma che non si può fingere di non vedere.

Ma il DU è altamente efficace, penetra le corazze dei carri armati nemici con facilità estrema, serve a sua volta da protezione supplementare, e soprattutto non costa nulla: l'industria energetica è ben contenta di liberarsene a costo zero, facendone dono a quella bellica, che a sua volta ringrazia compiaciuta.

Anche questa è democrazia, anche questo è libero mercato.

Talmente conveniente è l'affare, visto da ambo i lati, che nel '96 Madeleine Albright, al tempo ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, intervistata sull'utilità di una guerra il cui prezzo si aggirava sul mezzo milione di bambini, rispose "E' una scelta difficile, ma il prezzo - pensiamo valga la pena pagarlo" ("it is a hard choice, but the price - we think the price is worth it." ) La trasmissione era "60 Minutes", messa in onda dalla CBS il 12 Maggio del 1996.

Sempre parte del prezzo, ovviamente, devono essere anche i 425.000 soldati americani che da allora sono morti o hanno subito danni - diretti, o sui loro figli - per la prolungata esposizione all'uranio impoverito.

Massimo Mazzucco"

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categoria:guerra, salute, energia
venerdì, 03 febbraio 2006
Pubblico questa lettera da parte del presidente dell'associazione ALBA che difende e diffonde le scoperte del dottor Hamer, che ho già avuto modo di citare in passato. Dal mio punto di vista hanno un atteggiamento troppo cospirazionista e in qualche modo fanatico. Non perchè credo che non abbiano alcun fondamento di ragione, ma semplicemente perchè questo tipo di approccio, quando non supportato da prove evidentissime e schiaccianti, instilla diffidenza piuttosto che curiosità nella gente. Ma le questioni che pongono sono del tutte legittime e meritevoli di considerazione.

"Ieri siamo stati a trovare il dott. Hamer in quel carcere fuori Parigi dove è detenuto e trattato alla stregua del peggior criminale. Ci ha stretto il cuore vedere questo “gigante buono” che conosciamo bene. Un uomo che abbiamo sempre visto disponibile ad ascoltare con gentilezza chiunque chiedesse il suo aiuto e prodigarsi per ore alla ricerca di una possibile soluzione, insieme al paziente, e mai contro qualcosa o qualcuno, nemmeno alla “malattia”. Capace, con una stretta di mano, di farti sentire “a casa”, e con una risata, di riportare il sorriso alla gente più disperata…. E anche quando stava lavorando alla stesura delle sue ultime scoperte era capace di sospendere la scrittura per recarsi alla sua vecchia casa, dove, puntualmente, portava da mangiare ai gatti randagi che senza di lui sarebbero rimasti senza nutrimento. Questo uomo che con forza e dignità ha sempre portato avanti le sue scoperte, e che non ha fatto mai assolutamente nulla di male se non cercare di essere d’aiuto a persone sofferenti, oggi non può nemmeno farsi curare i denti in carcere perché correrebbe un rischio troppo alto: il medico della sua sezione carceraria è psichiatra e sarebbe così facile per loro approfittare dell’incontro per produrre una documentazione ad hoc e richiedere la psichiatrizzazione. E se così fosse, a quel punto nemmeno la scadenza della pena potrebbe riportarlo in liberta!
Ricordiamo che quest’uomo di 70 anni, se fosse un delinquente comune, sarebbe stato scarcerato già il 4 settembre 2005, mentre sta ancora aspettando, e per l’ennesima volta, che i giudici decidano per la sua scarcerazione, come avrebbero dovuto sentenziare l’8 dicembre, rinviato poi al 19 gennaio, successivamente al 26 dello stesso mese e poi al 9 febbraio (data dell’ultimo rinvio).
 
Ora questo, come tutta la sua storia giudiziaria, potrebbe derivare da una situazione casuale, una semplice “sfiga” giudiziaria o da una reazione al fatto che lui non si sia mai “difeso come avrebbe dovuto”(a detta di molti) senza chiedere ogni volta ed in modo prioritario, la VERIFICA delle sue scoperte. Oppure potrebbe essere il preludio alla rivelazione di ben altro…
A questo punto sembra stagliarsi sempre più chiaramente un disegno preciso, enorme, così orribile che diventa difficile credere che una tale malvagità possa essere reale. Sì, si può pensare che un gruppetto di persone in cerca di potere o vendetta potrebbero avere una certa influenza sulle vicende del dott. Hamer, ma arrivare a ipotizzare un disegno ben coordinato, di portata mondiale… questo è davvero troppo!... una “cospirazione mondiale”….
Ma, come dice un noto giornalista americano, quando si parla di cospirazione in effetti si sta facendo una “teoria della cospirazione”. Quando però, seguendo questa teoria, troviamo cinque, dieci,  quindici FATTI che la confermano, allora la teoria diventa PROBABILITÀ.
 
E cosa pensereste se ora, per esempio, venisse alla luce che proprio coloro che hanno messo in atto il processo giudiziario già nel 1993 (quando ancora non c’era alcuna “storia di pazienti curati da Hamer ”) ordinando poi di mettere sotto controllo le sue telefonate, proseguendo con l’accusa e poi il processo, giudicandolo colpevole e in seguito aumentando arbitrariamente la pena in modo da poterlo estradare (come ammesso tacitamente dal giudice Bessy) fossero sempre quelle stesse persone che già nel 1992 hanno voluto lo scioglimento dell’ASAC (Association Stop Au Cancer) di Chambery, per appropriarsi della paternità delle scoperte del dott. Hamer e soprattutto per poter decidere di conseguenza l’utilizzo che ne doveva essere fatto?!
 
No, questo sarebbe davvero troppo… implicherebbe che ognuno di noi sia complice, giorno dopo giorno, di questa immensa “cospirazione mondiale” grazie alla nostra “ingenuità” e al nostro silenzio…. Già, forse è meglio continuare a pensare che sia un caso… che “il lupo nero stia dando solo un bacino, all’agnellino", mentre in realtà lo sta sbranando!
 
Per chi invece si è svegliato dal mondo delle favole ed è convinto che ciò che il dott. Hamer sta sostenendo da tempo sia una “forte probabilità” ed ha voglia di dare il suo contributo concreto per permettere al mondo di riconquistare almeno una parte della sua dignità, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.
 
In primo luogo INFORMARE: ognuno di noi può scaricare da www.albanm.com la “Presentazione della NMG”,  inviarla a tutta la sua mailing list oppure stamparla e spedirla a tutti quelli che conosce, come pure a personaggi influenti del mondo della medicina, dell’informazione, della cultura, dello spettacolo, ecc.
 
PARTECIPARE in maniera massiccia coinvolgendo più gente possibile alla manifestazione internazionale a Tübingen (Germania)  del 13 maggio, in sostegno del riconoscimento della NMG e del dott. Hamer.
 
Stiamo raccogliendo testimonianze documentate di pazienti e operatori sanitari, quali prove  che la NMG è conosciuta e utilizzata già da anni in Italia, a livello ospedaliero, ma solo per pochi eletti. Potete quindi inviare le vostre testimonianze e i vostri suggerimenti a info@nuovamedicina.com
 
Attiviamoci tutti, come piccole formiche, senza lasciarci prendere dall’agonia di “cosa posso fare io, che non sono nessuno”. INSIEME, POSSIAMO!
 
Marco Pfister"
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categoria:giustizia, salute, hamer
lunedì, 30 gennaio 2006
Articolo su uno scandalo riguardante l'industria farmaceutica e il sistema sanitario nazionale. Non ho capito se riguarda anche quella serie di indagini che avevano coinvolto un sacco di medici e informatori veneti e la Glaxo. Tratto da Repubblica.

P.S. Dario Fo non ce l'ha fatta, come sapete. Mi riservo di commentare ulteriormente nei prossimi post.


"Chiesta la chiusura per otto big farmaceutiche


Nel mirino dei giudici Glaxo, Novartis, AstraZeneca, Biofutura e altre. Coinvolti informatori scientifici, medici di base e farmacisti. Ai sanitari a "libro paga" soldi, orologi, telefonini, viaggi. Un "affare" costato oltre 20 milioni di euro al servizio sanitario nazionale.

BARI - Un "affare" ben architettato, costato oltre 20 milioni di euro al sistema sanitario nazionale. Questa la truffa, compiuta fra il 2002 e il 2004 e scoperta dalla procura di Bari, per la quale è stata richiesta l'interdizione dall'attività (o, in subordine alla chiusura, la nomina di un commissario giudiziale per salvaguardare i livelli occupazionali) per otto società produttrici di farmaci, fra le quali anche alcune multinazionali.
Fra i documenti sequestrati durante le indagini, un "libro paga" con i compensi percepiti dai medici che si prestavano all'imbroglio.
La richiesta del pm riguarda solo le filiali italiane delle società.
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Salute Francesco Storace, che ha commentato l'ennesima truffa ai danni del sistema sanitario con un secco "verificheremo".
Secondo il pubblico ministero del tribunale di Bari, Ciro Angelillis, le 126 persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio avevano costituito e preso parte a diversi sodalizi criminali, che agivano fra le province di Bari, Lecce, Brindisi, Foggia e Milano e facevano in modo che le case farmaceutiche lucrassero sulle iper-prescrizioni di farmaci fatte da medici di base.

Le società coinvolte
Importanti le aziende coinvolte: si tratta di Glaxo, Biofutura, Bracco, Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol. In quanto alla Pfizer, comparsa fra le società incriminate, il magistrato non ha chiesto la misura cautelare poiché la multinazionale ha prodotto documenti attraverso i quali sostiene di aver modificato, rispetto all'epoca della truffa, i propri moduli organizzativi, e di aver allontanato le persone coinvolte.

L'accusa
Il pm Ciro Angelillis contesta alle società di aver omesso, in alcuni casi, il controllo sull'attività dei propri dirigenti e dei loro subordinati; in altri casi, una fattispecie dolosa di concorso nel reato attribuito a dirigenti, capiarea e informatori scientifici di case farmaceutiche accusati (in concorso con farmacisti e medici di famiglia compiacenti) di aver truffato servizio sanitario nazionale.

Il meccanismo
I medici di base venivano corrotti dagli informatori scientifici anche su istigazione delle case farmaceutiche, e consegnavano le ricette (intestate a pazienti ignari) alle farmacie "amiche".
I farmacisti - secondo l'accusa - toglievano le fustelle dai farmaci prescritti, le apponevano sulle ricette per ottenere il rimborso dal servizio sanitario nazionale e poi gettavano nella spazzatura i farmaci, alcuni dei quali salvavita, che potevano costare fino a 700 euro a confezione.

Il guadagno
Ai medici corrotti - secondo il pm - andavano compensi in danaro (percentuali tra il 10 e il 18 per cento del prezzo dei medicinali prescritti), oppure orologi, telefoni cellulari, materiale informatico, viaggi di piacere e partecipazioni a congressi. In più di un caso - ritengono i carabinieri del Nas di Bari - tra medici e informatori scientifici c'è stata anche una trattativa sul tipo di compenso: ad esempio, 5.000 euro al mese al posto di vacanze con la famiglia in luoghi esotici o in capitali europee.

L'inchiesta
Nel corso dell'inchiesta è stato sequestrato un libro paga sul quale erano registrati i compensi percepiti dai medici e, accanto, la valutazione dell'informatore scientifico: "scarso", "sufficiente", "buono", "da tornare". Dopo il sequestro del libro-paga (il 15 aprile 2005) il pm ottenne dal gip l'arresto di sessanta persone (18 medici, 16 farmacisti, 6 dirigenti e 20 informatori scientifici di case farmaceutiche nazionali ed estere) che si aggiunsero alle 44 persone arrestate tra il 7 e il 25 luglio del 2003.

Le intercettazioni
Dalle intercettazioni telefoniche compiute sulle utenze di due capiarea di case farmaceutiche, emergono anche ammissioni di tangenti versate ai medici.
Dice un capoarea: "Io capisco se un mio informatore lavora quando mi chiede ossigeno", ossia denaro.
Ma c'è anche un'altra ammissione, che viene dagli stessi informatori scientifici, che commentano il fatto che un loro collega abbia gettato nella spazzatura una busta con una trentina di farmaci defustellati da una farmacia.
Uno dice all'altro: "Siamo tutti una razza, il migliore di noi vuole essere ammazzato".

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categoria:salute, corruzione, sanità
giovedì, 26 gennaio 2006
I cibi convenzionali e industriali sarebbero legati alle malattie mentali

I risultati ottenuti da studi recenti aggiungono consistenza all’ipotesi che il cibo possa essere in una stretta correlazione con lo stato mentale e comportamentale delle persone, e che questo legame sia immediato e duraturo, dato l’effetto che esplica sul cervello umano. E’ quanto presentano gli autori di una ricerca condotta dalla Fondazione sulla Salute Mentale inglese, i quali mettono in relazione il metodo di produzione dei cibi con la composizione degli stessi e quindi con i loro effetti sulla salute.

I cibi industriali posseggono, in misura significativa, un minore contenuto di acidi grassi essenziali, vitamine e minerali, inoltre presentano un alterato bilancio dei nutrienti. Il ricorso ad un’agricoltura intensiva ha introdotto fertilizzanti e antiparassitari di sintesi, ed ha inoltre alterato la composizione dei grassi corporei negli animali da allevamento modificando la loro alimentazione. Come risultato, il quantitativo di acidi grassi omega 3 assunto dalla popolazione è diminuito, mentre è incrementato quello di omega 6. Questa sostituzione sembra essere una delle maggiori cause di incremento delle malattie mentali nel Regno Unito, con costi per lo stato che superano i 100 miliardi di sterline ogni anno.

Il rapporto presentato dalla fondazione afferma che sono numerosi i nutrienti in grado di migliorare la salute mentale umana, e che i cambiamenti di regime alimentare potrebbero essere la chiave di volta per combattere disturbi specifici quali la depressione, la schizofrenia, la sindrome da deficit di attenzione ed il morbo di Alzheimer. Alcuni sondaggi effettuati a livello nazionale dimostrano che le persone maggiormente affette da disturbi di natura mentale mangiano minori quantità di cibi salutari (frutta e verdura fresca, cibi biologici e pasti fatti in casa) e in misura maggiore cibi dannosi (patatine fritte, snack, cibi pronti, cibi da asporto, dolciumi). I report completi possono essere scaricati dai siti: www.mentalhealth.org.uk/feedingminds o www.sustainweb.org. (Sustain Web)

Fonte BioAgricoltura Notizie, www.aiab.it
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categoria:salute, alimentazione, autoproduzione, allevamenti intensivi
mercoledì, 25 gennaio 2006
CONTINUA LA CACCIA GIAPPONESE ALLE BALENE

È ancora in corso la battaglia tra Greenpeace e le navi baleniere giapponesi
nel Mar Antartico. Da dicembre due navi di Greenpeace, "Esperanza" e "Arctic Sunrise" sono entrate in azione contro i cacciatori di balene nelle acque dell'Oceano Meridionale, dove i grandi cetacei dovrebbero essere protetti da un Santuario internazionale. Otto gommoni lanciati dalle due navi hanno ostacolato le loro manovre, riuscendo a incidere negativamente sulla quota di balene cacciate. In più occasioni l'azione si è fatta particolarmente dura: l'8 gennaio la Arctic Sunrise è stata speronata dalla Nisshin Maru, la nave-mattatoio. L'impatto ha danneggiato la prua della nave, ma per fortuna nessuno dei membri dell'equipaggio - tra i quali un'italiana, Caterina Nitto - è rimasto ferito.

Nonostante i ripetuti richiami della Commissione Baleniera Internazionale che chiede al Giappone di bloccare la presunta caccia scientifica, quest'anno l'Agenzia della pesca giapponese ha più che raddoppiato la quota di balenottere minori cacciata, arrivando a 935 e aggiungendo 10 balenottere comuni, specie minacciata d'estinzione. Nei prossimi 2 anni, oltre a 50 megattere, verranno cacciati altri 40 esemplari di balenottera comune, la più grande creatura sulla Terra dopo la balenottera azzurra, che è quasi estinta per via della caccia. Di scientifico la caccia alle balene non ha nulla: come documentano le immagini di Greenpeace, nonostante la scritta "Ricerca" dipinta sulla fiancata delle navi, le balene a bordo vengono pesate, sezionate e impacchettate per raggiungere i mercati del pesce.

Smettere immediatamente di cacciare le balene. E' la richiesta che è stata consegnata ai ministri degli Esteri e della Pesca del Giappone da Italia, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Messico, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna e Svezia. La protesta formale dei 17 Paesi riguarda l'aumento sconsiderato delle balene cacciate dal Giappone che ne caccia più ora che nei 31 anni precedenti la moratoria, in vigore dal 1986. I governi fanno notare anche come il Giappone non abbia rispettato gli inviti a non aumentare il numero di balene cacciate rivoltogli dalla Commissione Baleniera Internazionale.

Durante il suo lungo viaggio, l'Esperanza solcherà i mari dei 5 continenti con l'obiettivo di difendere gli Oceani e promuovere la creazione di una rete di aree marine protette. La nave è attesa in estate nel Mediterraneo. A bordo delle due navi ci sono attualmente 70 persone di equipaggio
provenienti da 19 paesi.

Visita il sito: http://www.greenpeace.org/italy/news/speronamento-arctic


LA COMMISSIONE EUROPEA REGALA ALLA MONSANTO L'APPROVAZIONE DI 3 MAIS OGM

Natale è già passato da un mese, eppure la Commissione Europea ha fatto un bel regalo alla Monsanto, approvando 3 mais Ogm: il GA21 (tollerante agli erbicidi) e l'ibrido MON863xMON810 e il famigerato MON863 per uso alimentare.

Il MON863, in particolare, è stato modificato geneticamente per produrre una tossina insetticida per eliminare parassiti. Il dossier completo sui test condotti dalla Monsanto sull'alimentazione dei topi con il MON863 è stato reso pubblico solo nel giugno 2005, dopo che un tribunale tedesco ha stabilito che l'azienda non poteva tenerli segreti.

Lo studio fatto dalla Monsanto sull'alimentazione a base di MON863 è stato criticato da autorevoli esperti francesi e tedeschi per la sua inconsistenza, in particolare perché lo studio è stato condotto per soli 90 giorni, contro i due anni di durata standard previsti per i pesticidi.

Leggi il comunicato:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/comunicati/monsanto-mais
Leggi il rapporto di Greenpeace sul MON 863:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/rapporto-Mon863

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categoria:natura, animali, salute, alimentazione
martedì, 03 gennaio 2006
Mentre in Italia il cammino delle medicine non convenzionali è irto di ostacoli, dove in altri paesi europei procede speditamente, Michael Moore si prepara a lanciare un nuovo film su un'altro dei grandi business del nostro secolo, oltre ad armi e petrolio: la Sanità. E il mondo delle multinazionali del farmaco è già in agitazione. Ne vedremo delle belle, potete contarci! Tratto da Repubblica Salute.

"Il regista di "Fahrenheit 9/11" gira un nuovo documentario sull'inefficienza e le connivenze politiche del sistema sanitario Usa, tremano i giganti dei farmaci

"Attenti a Moore, ci rovinerà"


Alcune industrie hanno diffuso un avviso interno via email in cui si invita a fare attenzione alle interviste di sconosciuti

ROMA - Non lasciatevi ingannare da un cappellino da baseball, non rispondete alle domande di chi lo indossa perché sotto quella visiera si nasconde una delle teste più pericolose della cinematografia indipendente americana. E' un avvertimento a tutti gli effetti quello che alcune case farmaceutiche americane hanno diffuso fra i dipendenti, quando hanno saputo che Michael Moore sta girando Sicko, titolo provvisorio di un nuovo film-documentario proprio sul sistema sanitario degli Stati Uniti. Un panico amplificato dal silenzio totale del temibile regista, il che alimenta congetture su quello che potrebbe già avere per le mani.

Questa volta l'ex giornalista di Flint, Michigan, punta l'indice su ospedali, agenzie di assicurazioni e soprattutto sull'industria dei medicinali. Semplice l'interrogativo dal quale prende le mosse: "Non capisco perché uno dei Paesi più ricchi del mondo permetta che quattro milioni di cittadini, se si ammalano, non vengano assistiti". Punto di partenza, la storia di dieci persone "costrette" a morire dall'inefficacia della sanità pubblica americana. Facile immaginare un nuovo pugno nello stomaco, dopo le inchieste d'assalto sulla General Motors (Roger&Me, 1989), sulla lobby delle armi (Bowling a Columbine, 2002) e soprattutto dopo il clamore suscitato da Fahrenheit 9/11.

Il film, distribuito da Bob e Harvey Weinstein (dal quale i due fratelli fondatori della Miramax si aspettano grandi cose, tanto che avrebbero già previsto un incasso di 40 milioni di dollari) dovrebbe uscire nel prossimo autunno. Sulle riprese, si diffondono voci incontrollate. Come quella che vorrebbe Moore dimagrito e camuffato - baffi e capelli biondi - per non essere riconosciuto e realizzare interviste senza problemi. In realtà, come avvenuto per Fahrenheit 9/11, non mancheranno volontari pronti a dispensare informazioni per realizzare un film che ha sollevato polemiche e timori ancora prima del concepimento.

Per questo, alcune importanti case farmaceutiche hanno invitato i dipendenti a non cadere nei tranelli che il diabolico Moore potrebbe tendere loro. La Pfizer Global Research, ad esempio, ha inviato una email interna a tutti i dipendenti, con un "identikit" del regista e il monito a fare attenzione. Lo stesso hanno fatto la Glaxosmithkline (dopo l'"avvistamento" di Moore a Philadelphia, quartier generale della società) e la AstraZeneca. Il direttore della comunicazione di quest'ultima azienda, Rachel Bloom, ha dichiarato che "i lavori del regista sono evidentemente tendenziosi, anche questo sarà più una docu-drammatizzazione che un film equilibrato".

Ma se i dipendenti delle case farmaceutiche non parlano, tanto meno rilascia dichiarazioni il diretto interessato. Un cronista di Variety - il magazine-Bibbia di Hollywood - ha cercato di contattarlo ma racconta di non aver ricevuto alcuna risposta. Sul sito michaelmoore.com il riferimento più recente a Sicko risale addirittura al 23 dicembre del 2004, con la citazione di un articolo del Los Angeles Times che raccontava come, già allora, un nervosismo crescente si stesse diffondendo fra le industrie farmaceutiche americane."
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categoria:economia, salute