mercoledì, 20 settembre 2006
Riporto interamente questo post tratto dal sito di Beppe Grillo. E' la dimostrazione di cosa è diventato il partito dei DS, un'oligarchia completamente staccata dalla base e dagli elettori, cosa che si era già vista in occasione delle primarie a Milano. Un partito incapace di mettersi in discussione e incapace di uscire dal complesso di Berlusconi. Qui il video dell'accaduto descritto nell'articolo.

"I meet up di Beppe Grillo di Pavia e Milano insieme a Piero Ricca sono andati alla Festa dell'Unità per discutere dell'indulto. Ecco come è andata.

"Rivoglio il mio microfono.
Potrei iniziare da qui, con involontaria citazione dal Santoro rockpolitik, questa cronachetta dalla serata fassiniana alla festa dell'Unità di Milano.
Il microfono del mio megafono Ikarus, intendo, che mi è stato strappato da un militante diessino violento e ladro.
Non è stato semplice, lunedì sera, alla festa dei 'democratici di sinistra' esprimere il nostro democratico diritto al dissenso. Meglio: esprimere l'opinione della maggioranza degli italiani sull'indulto vip di mezza estate. Ma l'avevamo messo in conto. E tutto sommato ci è andata di lusso: siamo rincasati sani e salvi. Ecco com'è andata.
Alle 20,20 ci ritroviamo, come convenuto con i grilli milanesi, alla fermata del metro Lampugnano. Siamo una quindicina, con duemila volantini e i soliti cartelli. In pochi minuti raggiungiamo lo spazio antistante il palamazda (quel palamazda, dove con l'amico Ric Farina sfidammo la tribù forzista, che oggi quasi rivaluto al confronto di tanti militanti diessini). Indossati i cartelli, iniziamo a volantinare a tutto spiano. A un certo punto, in attesa di Fassino, annuncio la nostra presenza al megafono, con breve comizietto. In un attimo mi arrivano addosso in tre o quattro, c'è anche una donna, con la voce roca, i capelli biondastri e l'aria della padrona di casa. Segue un'accesa discussione: nel senso che loro ci aggrediscono e noi cerchiamo di toglierceli di torno. Vogliono impedirci di parlare al megafono e di filmare. Un tizio prende alcuni volantini e li strappa. La biondastra rocamente mi intima di smettere di megafonare. Gli altri ringhiano senza sosta.
Rispondo con le pacate argomentazioni di sempre:
1 - Questa è una piazza pubblica
2 - La festa dell'Unità non è luogo extraterritoriale
3 - Anche qui, dunque, vige l'articolo 21 della Costituzione italiana, che garantisce la libertà di espressione
4 - Peraltro sIamo anche noi elettori del centrosinistra: possiamo criticare o andiamo bene solo alle elezioni?
5 - In tema di indulto, inoltre, la maggioranza degli elettori del governo Prodi è con noi.
Le repliche dei sempre più agitati compagni sono un campionario di ritardo culturale. Eccole riassunte:
1 - Questa è una festa privata
2 - Questa piazza l'abbiamo affittata noi, per questa sera è nostra
3 - Ma a voi chi vi paga, Berlusconi?
4 - Se lo andaste a fare alle feste delle destra, questo lavoro, vedreste cosa vi capita
5 - Andate fuori dai c…ni brutti str…zi!

Volti, espressioni, modi sono incarogniti, minacciosi, penosi. Gli amici della Digos vigilano in disparte, inutile è il mio tentativo di farli intervenire per difendere i nostri diritti. Alle feste 'private' dei Partiti-Stato la vera forza pubblica è il servizio d'ordine. Il primo assalto si conclude con la sospensione del mio comizio al megafono. Poi inizia l'entusiasmante esternazione fassiniana; la seguiamo da uno schermo esterno continuando a volantinare e a esporre i cartelli. C'è il tempo di uno scambio di battute con l'uomo di punta della Quercia a Milano: il presidente della provincia Filippo Penati. Provo a scuoterlo dal suo lugubre torpore obiettando che in un'epoca di corruzione dilagante varare come primo provvedimento parlamentare un indulto esteso ai vip del crimine e a reati non ancora scoperti.. Mi risponde: l'indulto è servito ai poveri cristi, tanto i vip in galera non ci andranno mai, Consorte non è stato ancora condannato. Ha capito tutto.
Verso le 23 Fassino s'avvia al ristorante Valtellina per il rituale saluto ai volontari della festa. Lo avviciniamo chiedendogli di prendere il volantino e di rispondere alle nostre critiche. Lui tira dritto, mesto e indifferente.
A quel punto riprendo il megafono, salgo su una panca e riassumo le nostre ragioni, anche evocando la figura di Enrico Berlinguer e la sua battaglia sulla questione morale.
Apriti cielo. Evocare la questione morale alla festa dei diesse? Peggio che bestemmiare in chiesa! Si leva una sorta di boato, un frastuono indistinto di insulti, minacce, fischi e ululati. I più esagitati ci vengono addosso. Fisico tracagnotto, mezz'età, volti ottusi: il giorno dopo me li ricordo così, gli ultimi residui della vecchia guardia stalinista. Nuovo parapiglia. Si sfiora il linciaggio. Questa volta i gendarmi si mettono in mezzo, limitando i danni. Nel trambusto uno degli stalinisti tracagnotti, protetto dalla massa, per zittirmi mi strappa il microfono del megafono. Non son più riuscito a recuperarlo. Naturalmente i poliziotti - ben attenti a proteggere Fassino dal terribile rischio di una pernacchia - fanno finta di non vedere, benché siano a mezzo metro di distanza. Alle feste 'private' dei Partiti-Chiesa si può aggredire e derubare impunemente un dissenziente sotto lo sguardo vigile della Digos. Ma questa storia non finisce qui. Anche le maggioranze, dopo tutto, hanno diritto a far sentire la propria voce". Piero Ricca."
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categoria:politica, politica italiana, sinistra, partecipazione attiva
martedì, 06 giugno 2006
Pubblico questo appello per il ritiro delle truppe italiane. I primi firmatari sono una garanzia per quello che vi è scritto. Si può sottoscrivere qui.

"Questo appello, scritto nell’ora tragica in cui le vittime di guerra italiane dei due teatri di guerra Iraq e Afghanistan, tornano in Italia per ricevere i funerali di Stato, cade anche nel momento in cui il nuovo Parlamento della Repubblica inizia i suoi lavori. Vorremmo che fosse un nuovo inizio o meglio una svolta. Una decisa svolta in politica estera con scelte coraggiose per una vera politica di disarmo, per attuare con scelte concrete l’art.11 della nostra Costituzione.

Poiché, secondo l’art. 11, non è possibile usare la guerra come mezzo per risolvere le crisi internazionali, la prima scelta che si impone, che chiediamo al nuovo Parlamento, è quella di interrompere le missioni militari in teatri di guerra e ritirare le truppe italiane dall’Iraq e dall’Afghanistan.

L’unica verità della guerra sono le sue vittime.

Purtroppo in tanti ci accorgiamo di questa verità solo quando le vittime sono i soldati italiani e fatichiamo a realizzare questa stessa verità quando le vittime non le vediamo, sono “altre”, anche se abbiamo saputo in modo indiretto che migliaia di persone sono state trucidate a Falluja, a Ramadi, torturate ad Abu Ghraib, bombardate nei villaggi afgani o saltate in aria e mutilate dalle clusters bombs sia in Afghanistan che in Iraq.

Ma se è vero che l’unica verità della guerra sono le sue vittime, se è vero che in nome di questa verità migliaia di persone sono scese in piazza con la bandiera arcobaleno nel nostro paese, reclamando una politica di pace, allora Vi chiediamo, facendo appello alla libertà di coscienza, ed al rispetto dell’art. 11 della nostra Costituzione, di porre fine alla presenza militare italiana in Iraq e in Afghanistan, decidendo di non rifinanziare queste missioni di guerra.

Le missioni di pace devono tendere alla pacificazione e alla ricostruzione, pertanto dovrebbero essere senza armi, a nostro parere, senza eserciti, fondate sulla cooperazione con gli altri popoli, sulla diplomazia, sul dialogo e la solidarietà. L’intero sistema di intervento va ripensato all’insegna di una nuova politica estera.

Ma per l’immediato, per salvare vite umane, per interrompere la spirale di morte, per operare una pressione internazionale che provochi la fine delle occupazioni militari, chiediamo che il Parlamento italiano dia un segnale forte di discontinuità, immediatamente e senza ambiguità.
Il nostro saluto sia con le parole di Gandhi:
“Non c’è una strada che porta alla pace, la pace è la strada”

PRIMI FIRMATARI:

Luigi Ciotti, Tonio Dell’Olio, Gino Strada, Alex Zanotelli

I primi firmatari di questo appello sollecitano l’adesione di tutte le persone e le associazioni che si sentono impegnate per la pace e la difesa dell’art.11 della Costituzione per rendere visibile l’ampia unità del popolo della pace."
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categoria:iraq, politica italiana, guerra, partecipazione attiva
sabato, 18 febbraio 2006
Da GreenTips, Union of Concerned Scientists

Molte delle nostre azioni quotidiane incidono sull’ambiente, ma poche persone si sono fermate a considerare la più importante: il loro personale contributo al riscaldamento climatico. I combustibili fossili che bruciamo per soddisfare le nostre esigenze di trasporto ed energetiche generano anidride carbonica (CO2), il gas intrappola-calore responsabile principale del cambiamento climatico. In fatti, l’americano medio genera 20 tonnellate di CO2 ogni anno – circa la stessa quantità di tre nuove macchine.
Molti calcolatori on line sono disponibili per aiutarti a determinare la tua produzione annua di CO2, o impronta di anidride carbonica. Questi calcolatori tengono conto di specifiche scelte di stile di vita che immettono CO2 in atmosfera o, in alcuni casi, riducono C02 grazie ad azioni ecologiche che stai già compiendo. Come le seguenti strategie suggeriscono, non è difficile ridurre la tua impronta di anidride carbonica.

Trasporti. Ogni gallone (3,78 litri) di benzina bruciato da una macchina o da un camion rilascia 20 pound (9 chili) di CO2 in atmosfera.
Scegli il mezzo più efficiente dal punto di vista dei consumi per i tuoi bisogni. Se possiedi più di un veicolo, usa quello che ha i peggiori consumi solo quando puoi riempirlo con altri passeggeri o merci. E quando è tempo di cambiare l’auto o il furgone, cerca il più pulito, efficiente, ibrido o alimentato con combustibili alternativi nella sua classe.
Guida meno. Il carpooling (condivisione dell’auto) due volte alla settimana può ridurre le tue emissioni annuali di CO2 di 1.590 pound (720 chili). Raggruppare diverse commissioni in un solo viaggio può ridurre le emissioni ancora di più.

Utilizzo dell’energia. In generale ogni kilowatt-ora (kWh) di elettricità utilizzata nella tua casa genera 2,3 pound (1 chilo) di CO2.
Cambia una lampadina. Se ogni famiglia americana sostituisse solo una lampadina ad incandescenza con una a basso consumo, le emissioni di CO2 si abbatterebbero di più di 90 milioni di pound (41 mila tonnellate) – l’equivalente di togliere 7,5 milioni di auto dalla strada.
Passa al digitale. Sostituire un termostato meccanico con uno digitale ti permette di risparmiare energia programmando il tuo sistema di riscaldamento perché si accenda e si spenga ad orari programmati.
Cerca le etichette energetiche. Gli apparecchi che utilizzano queste etichette usano una quantità significativa di energia in meno rispetto a quelli che non ce l’hanno.
Acquista enegia verde. Molte società ti danno la possibilità di acquistare elettricità generata da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico.

Altri suggerimenti
Ricicla. Ridurre i rifiuti portati in discarica riduce le emissioni di CO2 e di metano (un altro gas serra). Il riciclaggio impiega anche meno energia che produrre nuovi materiali.
Acquista localmente. Il cibo coltivato in aziende agricole locali non deve viaggiare lontano, minimizzando le relative emissioni del trasporto.

Combinando efficienza energetica e risparmio energetico con investimenti di sequesto del carbonio (progetti come la riforestazione che sequestra il carbonio dall’atmosfera) è possibile eliminare le tue emissioni di gas serra e raggiungere uno stile di vita “effetto serra-neutrale”.

mercoledì, 15 febbraio 2006
Molti medici mi stanno simpatici, ammiro chi si batte per salvare vite umane, specie se in casi urgenti e disperati, con condizioni molto dure da sopportare per paziente, ma anche per il medico. La scienza medica in questo secolo ha raggiunto grandi risultati e salvato molte vite.

Detto questo a me sembra che la medicina oggi sotto molti punti di vista vada messa in discussione. L’intreccio con il business farmaceutico è preoccupante. Sono in corso indagini e processi per corruzione di medici e informatori: la sola inchiesta sulla Glaxo, in Veneto, nel 2004 portò alla denuncia di 4.713, quattromilasettecentotredici persone, tra cui 60 oncologi.  Invece vengono emarginati medici che forse possono dare un contributo decisivo alla cure delle malattie del secolo. Se le scoperte non passano per l'ospedalizzazione e l'uso massiccio di farmaci, non hanno la stessa dignità di sperimentazione. A volte un paziente esce dall'ospedale che sta peggio di prima, a volte nemmeno esce più.

Nello stesso tempo le cure naturali e le cosiddette medicine alternative sono messe all’indice, più volte si è cercato e si sta cercando di varare leggi restrittive e di concedere la possibilità di esercizio solo a medici laureati, mentre i corsi di laurea non sono preparati a formare su queste materie. E gli oltre sette milioni di italiani che si affidano all’omeopatia sono ritenuti quantomeno creduloni.

La nuova generazione di cibi ogm, secondo il New York Times, non sarà più indirizzata a contenere l’uso di pesticidi e prodotti chimici (e non siamo sicuri si possa ottenere nemmeno questo) ma a curare direttamente l’uomo, con principi attivi e nutritivi innestati direttamente nella pianta. Si continuano ad ignorare a riguardo il numero crescente di studi allarmistici. Avrete anche sentito della multa inflitta dal WTO (l’organismo per il commercio internazionale) all’Unione Europea, su pressione di Stati Uniti, Canada e Argentina, per il suo regolamento sull’introduzione degli ogm, che violerebbe i trattati internazionali di libero scambio. Le normative europee non vietano l’introduzione di ogm, ma ne regolamentano l’approvazione. In pratica non siamo più padroni di decidere cosa vogliamo mangiare o meno. Se in un paese del WTO vige una legislazione meno rigorosa della nostra, secondo questi signori ci dobbiamo adattare tutti. Io propongo che per ogni nuovo cibo ogm da introdurre si faccia una sperimentazione sugli stessi scienziati favorevoli, alimentandoli sempre con il prodotto che vogliono introdurre. E resta il fatto che se io voglio continuare a mangiare non ogm, se non fosse altro per avere il diritto di farmi le sementi in casa e non doverle comprare ogni anno, devo poterlo fare. C…o, vogliamo privatizzare tutto, tutto!

Il tutto in nome di una scienza medica sempre più pervasive e invadente, che vuole decidere al posto nostro, mettere tutto in laboratorio.
Guardate il caso aviaria: i giornali hanno intitolato “l’aviaria arriva in Italia”. Sbagliato, nei nostri allevamenti il virus dell’influenza aviaria, un’altra variante rispetto a questa, è presente da diversi anni, specie in Veneto. Allevamenti che sembrano lager, ambienti asettici, artificiali e infarciti di chimica dove l’animale non solo perde la sua dignità di essere vivente, ma anche le più basilari capacità di autodifesa, e dipende da antibiotici e ormoni per sopravvivere. Se è vero che noi siamo quello che mangiamo, ci dobbiamo preoccupare parecchio.

Questa scienza subdola, che vuole convincerci che la chimica è necessaria, è buona, è l’unica soluzione. Guardate questo nuovo servizio Il Corriere della Sera sugli antibiotici, con questo fantomatico presentatore, che parla come la fata turchina di Pinocchio, e il medico “buon padre di famiglia”, che dispensa consigli e mette in guardia i cittadini. “E’ vero che gli antibiotici buttano giù?” “No, la malattia butta giù, non gli antibiotici. E’ una leggenda popolare…” “Perfetto! Ma perchè allora bisogna prendere i fermenti lattici?” “Certo, gli antibiotici uccidono i batteri cattivi, ma anche quelli buoni…” (in pratica fanno tabula rasa dei “biotici”) “Ma I fermenti lattici vanno presi prima, durante o dopo?” “Prima non servono a niente…” (a niente? E tutti sti prodotti a base di yoghurt per “sentirti in forma” e “vivere più a lungo?”) “Se prendiamo due dosi ravvicinate di antibiotici…?” “Ah no! Perchè non aumentano gli effetti diretti, ma possono aumentare gli effetti collaterali”; “Può farmi una breve lista di semplici raccomandazioni da seguire sempre quanto si prendono antibiotici?” “Ah, sarebbe una lista chilomentrica…” Chilometrica? 


E' ora di smetterla di considerare il medico un guru, uno dotato di poteri soprannaturali che non si può discutere. La guarigione e la salute dipende soprattutto dalla persona, che deve prendere in mano la sua situazione. Se mi rompo un braccio vado al pronto soccorso, se mio figlio ha la febbre a 39 cerco di abbassarla, ma se ho mal di stomaco, cerco di capire cosa mi sta dicendo il mio corpo. Se mi va via la voce, cerco di capire se non sia il caso di parlare meno. Se mi viene l'influenza e non posso andare al lavoro, cerco di capire se non ho bisogno di riposo. Non vado in cerca di un vaccino per l'influenza, per andare a lavorare lo stesso. Magari togliendo la possibilità ad un anziano di comprarlo.
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categoria:salute, sanità, allevamenti intensivi, partecipazione attiva
domenica, 05 febbraio 2006
Questo post è ancora più lungo del solito, per questo resterà in linea più del solito. In realtà non so bene fino a quando, ma spero che qualcuno vorrà dire la sua, anche brevemente, dandomi un cenno del fatto che non sono da solo. O che sto sbagliando di grosso.




Per lungo tempo ho creduto di vivere in un’epoca tranquilla e serena, la migliore che la razza umana avesse mai avuto. A lungo mi sono imbevuto dell’ottimismo irrazionale della società moderna, della tecnologia e del progresso in grado di risolvere tutti i problemi dell’uomo. Per troppo tempo ho riposto una fede cieca nelle democrazie dei paesi occidentali e nella speranza di una pace mondiale spinta dal desiderio di non ripetere gli errori della storia.

Ora ho capito che queste sono tutte credenze.

Ma il mio ottimismo non è vinto. Ha solamente assunto una maggiore coscienza e ho realizzato quanto difficile sia il progetto di un mondo migliore, sicuro, pacifico e per tutti. Difficile ma non impossibile.

Settantatre anni fa nel cuore dell’Europa iniziava uno dei regimi più sanguinari e folli che la storia abbia mai conosciuto, il Nazismo. Se ad un qualunque cittadino europeo fossero stati rivelati i piani circa il dominio della razza ariana, il genocidio degli ebrei e un nuovo ordine mondiale voluti da Hitler, probabilmente avrebbe ignorato la notizia. E se messo al corrente di quello che succedeva ad Auschwitz durante il conflitto mondiale, circa la razionale, sistematica e industriale organizzazione messa in piedi dal regime per lo sterminio di una razza, avrebbe dato del pazzo al suo interlocutore.

L’Europa è riuscita a sconfiggere il Nazismo, ad un prezzo altissimo. Dalle ceneri di quel conflitto è riuscita a creare un sogno, un’unione di stati pacifica e in grado di garantire un futuro al continente. Fino ad oggi abbiamo vissuto sazi di quel sogno. E abbiamo rinunciato a guardare fuori di casa. Quelli che un tempo erano gli alleati, il governo americano, oggi sono la più grande minaccia per la pace e la stabilità mondiale. Non mi vergogno a dire ciò.

Stiamo consegnando la Terra ad un gruppo di persone che ha occupato la più grande democrazia al mondo (in termini numerici) con il broglio. E sta portando avanti piani di conquista mondiale, con la forza. Una nazione che spende 400 miliardi di dollari all’anno nell’apparato militare (erano 290 nel 2000); la seconda nazione è la Russia, con 60 miliardi all’anno, e questo ci dà un’idea di quanto siamo a rischio “impero”. Una nazione che ha un progetto di 3,6 trilioni di dollari per un sistema di difesa spaziale che le permetterà il dominio globale sul mondo, controllando terra e cielo, satelliti e comunicazioni.

Ho già postato un commento sulle contro inchieste sull’11 settembre, piuttosto cauto. Ma credo sia finito il tempo della cautela. Credo che sia stato un attacco preparato negli Stati Uniti, del quale almeno una parte dell’Amministrazione era a conoscenza e l’ha avvallato e portato avanti, e ha poi messo in piedi la più grande operazione di copertura e suggestionamento della storia. Non so esattamente cosa sia successo o chi esattamente ha agito, ma queste sono risposte che non dobbiamo fornire noi. Non siamo noi ad essere cospirazionisti, noi poniamo delle domande legittime, spinte dalla logica dei fatti e dall’evidenza degli occhi. Ed è sulla base dell’evidenza che penso al coinvolgimento del Governo americano. Ed è il Governo americano che ci deve fornire le risposte.

Non voglio qui spiegare quello che i fatti mostrano, ma mi limito ad indicare alcuni tra gli elementi e prove più schiaccianti. Molti sono video, e per questo difficilmente confutabili. Il movimento di controinformazione sull’11/9 conta sempre più persone, tutte molto credibili, dai comitati dei parenti delle vittime a giornalisti indipendenti, da avvocati a registi, da professori universitari ad ex-ministri di democrazie occidentali, da esperti e tecnici a testimoni oculari degli eventi. E ora forse anche giornalisti non indipendenti. Non possiamo più fare finta di ignorarli.

Riassunto delle principali incongruenze, in un video ben fatto e assolutamente da vedere
Le notizie che svelano la cospirazione nei media
La balla più grossa: il Pentagono (bastano le foto)
L'impossibile collasso delle torri
Un professore di Fisica statunitense rinforza l'ipotesi delle esplosioni controllate per far crollare le torri
Il mistero del quarto volo "caduto"  in Pennsylvania

E vi segnalo solo alcuni dei siti di organizzazioni serie che stanno lavorando per portare a conoscenza di più persone possibile i fatti

Unione di professori e studenti che lavorano sull’11/9
Unione internazionale di cittadini per la verità sull’11/9
Le ultime notizie sulle indagini
E infine uno dei siti italiani migliori, con una sezione dedicata
 
Non dimentichiamo che Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, che è solo un piccolo ma decisivo passo verso la verità, è stato premiato con la palma d’oro a Cannes, non è una montatura! La commissione d’inchiesta voluta dal Governo americano sull11/9 ha lavorato con un budget molto limitato, insufficiente a detta di alcuni suoi membri per arrivare a risultati soddisfacenti. Questo è uno scandalo, se pensiamo che i repubblicani hanno speso più di 40 milioni di dollari per portare a galla lo scandalo di Monica Lewinsky. E sono dimostrati i comportamenti ostruzionisti del governo (tanto per citarne una, il non rilascio delle decine di video che hanno sicuramente filmato il Pentagono al momento dell’impatto, qualunque cosa si trattasse).

Questa verità, nel momento in cui emergerà, è destinata a travolgere l’intera struttura democratica americana. Qualunque cosa possa succedere, credo sia la battaglia più importante che ci troviamo a combattere negli ultimi sessant’anni, una delle più importanti della storia. Non so se Bush è controllato da qualcuno, e non so con quali mezzi. Ma non illudiamoci che la cosa non ci riguardi. La potenza economica e militare che gli USA hanno raggiunto fa sì che nessun paese si permetterà di fare domande su questa questione. Un noto giornale di sinistra, qualche settimana fa, aveva l’occasione di pubblicare l’inchiesta di luogocomune, ma dopo aver visionato i video, ha declinato perché le elezioni sono alle porte e la sinistra non può permettersi di inimicarsi gli americani. Nessun media tradizionale, sotto padrone, alzerà la voce su questo fatto.

Spetta a noi, comuni cittadini, agire. Uscire dal sogno, dall’incantesimo, dall’ipnosi di quegli aerei chi si infilano nelle torri (ed è successo), che crollano in una maniera spiegabile solo con una demolizione controllata, assieme al terzo edificio che, non colpito, è crollato 8 ore dopo, e dall’assenza di immagini degli aerei caduti sul Pentagono e in Pennsylvania. Aprire gli occhi. E aprirgli agli altri. Noi europei dobbiamo dare una spinta decisiva al sogno che ci accomuna e diventare un faro per il resto del mondo, un simbolo di vera democrazia e convivenza civile. Forse possiamo ancora fare finta di niente, continuare la nostra vita come se nulla fosse. Ma che mondo consegneremo ai nostri figli? Quale speranza daremo loro se esso è lasciato in mano a nuovi tiranni senza scrupoli e con una potenza mai vista prima d’ora sulla faccia della Terra?

“Knock Knock Neo”
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categoria:cospirazioni, 11/9, politica americana, partecipazione attiva
giovedì, 26 gennaio 2006
Beppe Grillo esclamerebbe "ma che c..o sta succedendo???"

Ci vengono a dire che la terra si sta riscaldando come mai negli ultimi 1000 anni e ad una velocità mai vista in passato (stasera la CNN U.S. ha dedicato uno speciale al riscaldamento climatico, e non è il primo); che il 2005 è stato dichiarato l'anno più caldo da quando le temperature vengono rilevate con regolarità (circa 1850); che gli oltre 20 uragani succedutisi nel Golfo del Messico lo scorso anno (compreso il devastante Katrina su New Orleans e su tutta la costa americana, dove mancano all'appello ancora 3.200 persone, tremiladuecento, più dei morti dell'9/11) sono dovuti all'aumento delle temperature delle acque del Golfo; che ormai la quasi totalità degli scienziati crede fermamente che le temperature si alzeranno di 4-5 gradi nei prossimi decenni se non interveniamoi decisamente, con consegueze catastrofiche per tutti; che qualche illustre scienziato crede che non ci sia più nulla da fare e che il riscaldamento globale getterà il mondo nel caos più totale.

E poi succede che in Italia non ci sia sufficiente gas per tutti, che faccia un freddo becco e che siamo (siete) costretti ad abbassare il riscaldamento e a chiuderlo prima per assicurare la continuità delle forniture. E che la produzione di energia elettrica e la fornitura di gas alle imprese sia a rischio, come dichiarato dal Governo. Che su tutta l'Italia sia ripreso a nevicare così frequentemente e a lungo come non succedeva da decenni.


Purtropo è tutto coerente. Lasciate che vi dica la mia sulla vicenda. Ho già avuto modo di dire che l'abbasamento delle temperature invernali è in linea con l'innalzamento delle temperature, perchè il progressivo scioglimento dei ghiacci in atto sta moficando la corrente del Golfo (ci sono già alcune evidenze scientifiche a riguardo) e quindi avremo inverni più freddi in Europa, controbilanciati da estati più torride. In realtà nessuno sa dire esattamente cosa succederà di preciso al clima, visto che si sono tanti fattori incidenti. Ma abbiamo informazioni a sufficienza per capire che dobbiamo agire, subito.

Quello che sta succedendo con il gas in Russia, o con il prezzo del petrolio nel mondo, è solo una piccola anticipazione delle guerre e degli scontri per le risorse che vedremo in futuro, in un mondo che ne avrà sempre meno, mentre la popolazione sarà sempre più numerosa. E visti i cambiamenti climatici, il sistema alimentare mondiale sarà più fragile. Moriranno a milioni. Ma ci rendiamo conto che oggi in Cina ci sono 15 milioni di veicoli e nel 2015 (dieci anni da oggi) ne sono previsti 150 milioni? Che i 250 milioni di cinesi ricchi oggi sono lo stesso numero degli americani, ma che rappresentano solo il 19% dei cinesi? Che Cina e India da sole nel 2030 avranno 2,5 miliardi abitanti, tutti o quasi smaniosi di raggiungere gli standard di consumo occidentali?

Siamo seduti sopra ad una bomba ad orologeria, e il conto alla rovescia è già inziato purtroppo. Qui dobbiamo muovere il c..o tutti! Darci da fare, informarci, agire, educare gli altri. Guardate cosa ha fatto il nostro governo. Esperti di energia ed ecomomisti (pochi per la verità, la maggior parte è impegnata a cercare nuovi modi di vendere e nuovi mercati) ci hanno avvisato da anni che dobbiamo intervenire sul risparmio energetico. Si poteva fare con costi contenuti, sviluppando tecnologie efficienti, che creano innovazione, occupazione e ritorni economici per le imprese e per i cittadini. Potevamo oggi avere un fabbisogno di gas molto più basso, quindi nessun problema di approvvigionamento e forse ad un prezzo minore di acquisto. Invece il nostro Governo, che è contro il protocollo di Kyoto, si è grattato gli attributi, ha continuato a sovvenzionare pesantemente le industrie energetiche più inquinanti e con minor tasso di occupazione, ha cercato di rilanciare il programma nucleare. E oggi, per risparmiare, ci costringe ad abbassare la temperatura del riscaldamento (questo non è progresso tecnologico, non è risparmio energetico, è carenza energetica, oltre che mentale). E se la situazione continuerà così farà andare le centrali eletrriche ad olio combustibile. Che è più inquinante, emette più anidride carbonica, e ci costerà 500.000 euro al giorno perchè così sforiamo ancora di più il limiti del protocollo di Kyoto, che siamo costretti a rispettare pena il pagamento di una multa.

La maggior parte delle imprese, la maggior parte dell'accademia, la quasi totalità dei politici e molti cittadini fanno finta di non conoscere la situazione (o proprio non sanno). Continuano la loro vita di sempre, perseguono interessi ed obiettivi di breve periodo, si sbattono per capire come produrre e consumare il più possibile. Questo è un vero e proprio suicidio di massa! Invece occorre il contributo di tutti, la politica da sola non basta (se mai si impegnerà a fondo sull'argomento). Quando i nostri figli saranno maggiorenni, potrebbero ritrovarsi a vivere in un mondo sempre più instabile dal punto di vista climatico, ma anche politico, con milioni se non miliardi di rifugiati, milioni di morti di fame, sete e caldo, nuove malattie, disastri climatici ed ambientali sempre più gravi (lo dicono la Nasa e il Pentagono, non Greenpeace). E non è un film di fantascienza. E' questo che vogliamo consegnare loro? Io personalmente, no. Ma non c'è modo di risolvere il problema se non con il contributo di tutti.

Date un'occhiata a questo stupendo video di Leonardo Di Caprio, molto ben fatto e ispirante. E poi iniziamo a fare qualcosa, ciascuno a suo modo. La cosa più importante è comunicare con gli altri!
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categoria:energia, cambiamenti climatici, partecipazione attiva
mercoledì, 25 gennaio 2006

Caro Dario
sono veneto e sto scrivendo da Berkeley, California, dove mi trovo fino a Marzo. Quindi sono quanto più lontano possibile da Milano e dalle primarie. Ma mi sento di dire, riprendendo le parole di uno dei più grandi politici della storia, che "siamo tutti milanesi". Sì, perchè la tua vittoria aprirebbe un ciclo nuovo nella politica italiana, e non solo. Movimenti come il tuo e quello di Beppe Grillo sono meccanismi di controbilanciamento necessari, direi ormai indispensabili, nella politica di oggi, che si è dimenticata della sua funzione principale: essere a servizio della gente, soprattutto quella che ha meno voce e rappresentanza. E non al servizio dei poteri forti.

E tu stai facendo quello che ogni politico serio dovrebbe fare: stare in mezzo alla gente, e prima di salire su un palco per leggere un discorso pre-confezionato, sedersi tra il pubblico ed ascoltare.

Alle persone che non si fidano di te vorrei dire che è il momento di fare scelte coraggiose, dopo anni di lamentele e insulti verso la politica, sul fatto che i politici sono tutti uguali, che fanno tutti i loro interessi, e bla bla bla. E' solo una scusa per continuare a piangersi addosso. E poi sappiano che ti stai circondando di persone intelligenti e competenti, esperte sui temi che contano (energia, traffico, immigrazione, ecc.), pragmatiche e decise a portare avanti progetti efficaci. Come sta facendo tuo figlio Jacopo, ad esempio con la città di Padova, protagonista di una rivoluzione quasi silenziosa su energia e ambiente. Sappiano che il sindaco di Londra è venuto a parlare a Milano di come regolamentare il traffico grazie a te. Londra che ha avuto il coraggio di chiudere il centro della città e renderlo a pagamento, potenziando i servizi pubblici e diminuendo traffico ed inquinamento fin da subito. Sappiano che gente come te e Grillo è citata dai giornali internazionali, messa ai vertici delle classifiche dei personaggi dell'anno, mentre i nostri politici fanno delle figure pessime, anche nel paese dell'"amico" George.

Permettimi ancora una cosa. Ho una speranza: che chiunque vinca le primarie per il candidato di sinistra domenica prossima, avrà il buon senso di accogliere gli altri candidati nella propria squadra. Sarebbe una dimostrazione di buona fede e buon senso. Sono sicuro che tu sarai disponibile a farlo, non so se tutti gli altri lo saranno altrettanto.

Ed un invito. A tutti i non residenti a Milano, come me: sicuramente avrete qualche amico e/o parente milanese. Chiamatelo, mandategli una lettera, accertatevi che sappia della candidatura di Dario Fo e di quanto importante potrebbe essere una sua vittoria.
Siamo tutti milanesi.

Con affetto
Matteo Civiero
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categoria:politica italiana, sinistra, dario fo, partecipazione attiva
mercoledì, 25 gennaio 2006
Giunge notizia che il motore di ricerca internet Google ha ceduto alle richieste del Governo Cinese sulla censura in internet, per non riununciare al fiorente mercato cinese.

Vi invito a boicottare da oggi Google, fintanto che non prenderà posizione diversa sulla questione.

Siamo per la società digitale, per la libertà di accesso all'informazione da parte di tutti, per la rivoluzione che la rete porta avanti, per il software libero, e poi accettiamo una situazione del genere, in cui a più adi un miliardo di persone è potenzialmente proibito di accedere a tutte le informazioni, soprattutto quelle riguardanti la propria storia (a partire dalla strage di piazza Tienanmen del 1989) e il proprio governo?

C'è anche un discorso più generale: se vogliamo una globalizzazione più giusta ed equa, se vogliamo che i cinesi non ci invadano con prodotti realizzati senza rispetto dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, dobbiamo impegnarci affinchè quella società si apra ai valori occidentali di libertà e democrazia (quella vera, che stiamo cercando di costruire anche noi ancor'oggi). La libertà di informazione è uno dei diritti fondamentali di una società civile.


Anche Yahoo non si è comportato benissimo in passato nei confronti della censura cinese, ma il comportamento di Google è ben più grave. Qualcuno di voi conosce motori di ricerca alternativi? So che Google offre una serie di servizi gratuiti molto utili ed interessanti (ho scaricato da pochi giorni Googleearth per Mac), e voglio che continui a svilupparne di nuovi in futuro. Ma per dare un segnale alla società sarebbe sufficiente far calare sensibilmente gli accessi al motore di ricerca. Diffondete il più possibile questo appello.
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categoria:giustizia, libertà, società, partecipazione attiva