mercoledì, 26 luglio 2006
A volte mi chiedo se veramente non stiamo vivendo un'enorme commedia dell'arte. Se all'improvviso qualcuno apparira da dietro le quinte gridando "Sorridi, sei su scherzi a parte!!!". Davvero ci meritiamo questa classe politica, questi personaggi, questi VIP???

La goccia che ha fatto traboccare il vaso oggi è stata la conferenza stampa di Moggi: "Non mi faranno fuori dal calcio. Niente da farsi perdonare". Il 14 maggio, subito dopo la vittoria del 29° scudetto (poi revocato), dichiarava "Il calcio non sarà più il mio mondo". Avrà respirato, assieme alle altre squadre indagate, l'aria di indulto che tirava e avrà pensato di poterla fare franca. Tutti hanno dichiarato di volere l'assoluzione piena. Come se gli italiani cretini non avessero letto le interecettazioni. Pene comunque ridimensionate di molto, grazie ad un gruppo giudicante nominato da Carraro, l'ex presidente FIGC dimissionario e indagato. Onore al neocommissario Rossi, che ha cercato (invano, almeno finora) di rifondare il calcio.

A proposito di indulto, complimenti alla sinistra per il provvedimento, l'atto di clemenza verso i condannati, tra i quali rientrano anche quelli che hanno commesso reati contro l'amministrazione pubblica e i corruttori. Così l'amico Previti, dopo essere stato bersaglio per anni della sinistra giustizialista, tornerà in libertà, nemmeno vigilata. In quel parlamento dove siedono ben 82 tra senatori e deputati indagati, condannati in  via definitiva (25) o in primo o secondo grado, miracolati dalla prescrizione o dalle varie leggi-canaglia, quasi il 10 per cento dell’intero Parlamento. Onore solo a Di Pietro, che è sceso in piazza, e Diliberto, che ha chiesto lo stralcio dal provvedimento, di questo tipo di reati.

Il governo inizia un processo di liberalizzazione, di ammodernamento del Paese, seppur timido, e succede il 48, categorie che scendono in piazza a protestare, scioperi selvaggi, manifestazioni a Roma. Ma avete provato a notare quanti giovani ci sono a queste manifestazioni? Nessuno! Semplice, gli ordini sono delle caste semichiuse, nelle quali entri dopo anni di gavetta e sudori (pensate agli architetti) per i quali mai rinnegherai il sistema, non prima di esserti rifatto delle spese almeno.

Nel paese dell'illegalità manifesta, il nero dilaga ovunque. Capisco chi trova conveniente a volte risparmiare su certi acquisti (nessuno qui è santo) ma ad esempio nell'edilizia la cosa sta raggiungendo livelli spaventosi, tanto che il governo ha dovuto varare una legge che dice che verranno chiusi non i cantieri in cui si fa del nero, ma quei cantieri in cui il nero supera il 20%!!! Avete capito, c'è un livello fisiologico di nero accettabile anche dallo Stato!

I servizi segreti continuano le loro lotte interne, e a decidere per il popolo cos'è bene e cos'è male. Per senso dello Stato. Si scatena la guerra delle intercettazioni, servizi che intercettano terroristi, carabinieri che interccettano servizi, guardia di finanza che intercetta politici che intercettano avversari politici. Scandali a profusione, e poveri cristi si buttano dai cavalcavia, mentre il Tronchetto dell'infelicità dice che la sua compagnia è estranea, che la sua compagnia va bene, anche se è la più indebitata d'Europa e il valore delle sue azioni continua a scendere.

E i giovani, magari precari, non sanno più dove battere la testa. Magari se sei carina, puoi sempre tentare la carriera in RAI, devi scendere a qualche compromesso con la tua moralità e i tuoi sani principi. Però se ti va bene, magari dopo qualche anno finisci a condurre una trasmissione di attualità cristiana su RAI1.

L'Inter ha vinto lo scudetto (e non lo può nemmeno festeggiare), l'Italia ha vinto i mondiali. Questi sì che sono veri segnali di cambiamento. Un cucchiano di sciroppo per un malato in fase terminale.



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categoria:politica italiana, giustizia, sinistra, corruzione
martedì, 20 giugno 2006
Valori di giugno vi aspetta. Inchieste, approfondimenti e tante news sui temi della finanza etica e dell’economia sociale; ecco una sintesi di quello che potrete trovare nel sesto numero del 2006.

DOSSIER: Banche etiche d’Europa. Mappa ragionata degli istituti che stanno cambiando il credito

Banca Etica, GLS Gemeinschaftsbank, Triodos, Merkur, BAS, Ekobanken, La Néf: sono solo alcune delle istituzioni finanziarie etiche nate in Europa negli ultimi anni. Diverse per storia, base sociale e dimensioni, le accomuna lo sforzo quotidiano di usare il denaro come mezzo per dare credito alla cooperazione internazionale, alla tutela dell’ambiente, alla cultura, all’integrazione sociale. Quella del credito etico, in tutto il continente, è una rivoluzione silenziosa, che punta a trasformare i meccanismi sociali e gli stili di vita, orientandoli verso una reale sostenibilità.

MAFIA: Anche Palermo cerca di uscire dal buio della paura e del ricatto

"Addio Pizzo" è un’associazione antiracket nata nel 2004, quando una trentina di giovani palermitani hanno tappezzato la città di adesivi listati a lutto con scritto "un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità". Oggi sono oltre 100 i commercianti che vi aderiscono, rendendo pubblico il loro rifiuto di subire le estorsioni mafiose. E più di settemila sono i palermitani che hanno deciso di essere solidali con i loro concittadini, sottoscrivendo l’impegno di andare a comprare nei negozi "ribelli". Una forma di commercio critico e solidale che rende liberi.

NUOVE POVERTÀ: Matera, un’anima fragile dietro il volto rassicurante

La povertà si insinua tra i Sassi di Matera: lo conferma un rapporto redatto dalla Caritas diocesana. Oggi un materano guadagna in media 11.235 euro all’anno, decisamente meno della media nazionale di 15.541 euro. Sempre ammesso che un reddito ci sia! Infatti con un tasso di disoccupazione del 12%, sono in molti a Matera a non vedere soldi a fine mese. E solo nell’ultimo anno nel territorio provinciale ben 2.200 persone hanno perso il lavoro: una cifra rilevante, su una popolazione di 55 mila abitanti. Ma Matera è bravissima a nascondere la miseria, mostrando un’immagine di sé dignitosa e rassicurante. Il disagio profondo si consuma nell’intimità delle case: spezza gli equilibri delle famiglie, provoca separazioni, violenza, ricorso a droghe e alcol.

INTERNAZIONALE: Cina. Parla il sindacalista che lotta per i diritti civili e sociali

Combatte per migliorare le condizioni di lavoro in Cina, ma lo può fare solo all’ombra della Tour Eiffele: è Cai Chongguo, sindacalista cinese scappato a Parigi dopo la strage di Tienammen. "È vero, oggi la Cina è più ricca di dieci anni fa – racconta nell'intervista rilasciata a Valori - ma il prezzo da pagare sono state la sicurezza sociale e la dignità del lavoro. In Cina i lavoratori praticamente non hanno diritti. Lavorano 12-14 ore al giorno, sette giorni su sette, senza alcuna garanzia sociale. I salari sono bassi, e spesso non vengono neanche pagati. La parola sicurezza non esiste. Basti pensare a tutte le esplosioni nelle miniere di carbone: almeno 20 mila minatori muoiono ogni anno".

AMBIENTE: Dal satellite la mappa delle foreste in via di estinzione
È un vero e proprio atlante delle foreste del pianeta quello che Greenpeace è riuscita a creare grazie alle più aggiornate immagini satellitari ad alta definizione. Una mappatura che consente di stabilire qual è lo stato attuale delle foreste in Europa, Africa e America latina. Il tasso più alto di deforestazione spetta al Brasile, che mette a rischio anche le specie animali e le popolazioni indigene.
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categoria:economia, giustizia, ecologia, energia, stili di vita, consumo etico
martedì, 21 marzo 2006

Se qualcuno ha notizie simili riguardanti altri produttori è pregato di segnalarle in questo post. Tratto da Jacopofo.it

"Presentiamo oggi un libro molto sofferto ma che e’ unico nel suo settore: la Guida al vestire critico, elaborata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, lo stesso che periodicamente prepara la Guida al Consumo Critico.
Il libro, che ha richiesto oltre un anno di lavoro, rivela l’assoluta conforme incontrollabilita’ del settore abbigliamento: basti dire che su 61 questionari inviati alle aziende, ne sono tornati indietro solo 5. In molti casi e’ stato un lavoro difficilissimo solo trovare gli stabilimenti esteri e in quali paesi si trovano.
Tutte le aziende dell’abbigliamento lavorano nello stesso modo, seguendo la stessa strategia produttiva: “contenimento dei costi”
Quella che pubblichiamo e’ la storia di una ragazza indonesiana che lavora per un'azienda che fabbrica prodotti Nike e, di seguito, un agghiacciante elenco di soprusi e negazione dei diritti elementari dei lavoratori che si applica nelle fabbriche che lavorano per il colosso multinazionale.
“Buona lettura”.


Il costo di un paio di scarpe Nike

Trymun e' una ragazza indonesiana di 19 anni che lavora in una fabbrica di scarpe. De anni fa lascio' il suo villaggio piena di ottimismo. Sperava di guadagnare abbastanza per mantenersi e mandare a casa un gruzzoletto. In realta' non ce la fa neanche a coprire le sue spese personali. Riesce a sbarcare il lunario condividendo la stanza con altre nove compagne e facendo un sacco di straordinari.
Ecco il suo racconto: "Ogni giorno lavoriamo dalle otto fino a mezzogiorno, poi facciamo pausa per il pranzo. L'orario del pomeriggio dovrebbe andare dall'una alle cinque ma dobbiamo fare gli straordinari tutti i giorni. Durante la stagione di punta lavoriamo fino alle due o alle tre di notte. Anche se siamo sfinite non abbiamo scelta. Non possiamo rifiutare gli straordinari perche' le nostre paghe di partenza sono bassissime. La mia corrisponde a 50 dollari al mese che in realta' diventano 43 perche' il datore di lavoro ci trattiene 7 dollari per le tasse di registrazione. Quando ci ha tolto le spese per il dormitorio, l'acqua e la corrente elettrica, mi rimane molto poco per mangiare".
La fabbrica in cui Trymun lavora appartiene a un sudcoreano, ma le scarpe che produce sono destinate a Nike. Nonostante mezzo miliardo di dollari all'anno di profitti, Nike si lamenta: "Con i tempi che corrono rimanere sul mercato e' una battaglia continua. Per vincerla bisogna investire in pubblicita'". E cosi' fa. Abitualmente dedica a questa voce l'11% del suo fatturato, e non solo per spot televisivi e annunci sui giornali ma anche per sponsorizzazioni.
Strano mondo il nostro. Nel 2003 James LeBron, un atleta americano di pallacanestro neanche diciottenne, ha firmato un contratto di sette anni che lo obbliga a indossare maglie e scarpe col marchio Nike bene in vista. In cambio riceve 90 milioni di dollari. Trymun, che produce il bene su cui e' costruito tutto il castello pubblicitario e commerciale dovrebbe lavorare 150.000 anni per guadagnare la stessa cifra. Tutti si arricchiscono sul lavoro di Trymun, tranne lei. Su un paio di scarpe che in negozio paghi 70 euro, a Trymun va solo mezzo euro, poco piu' o poco meno, a seconda del cambio del dollaro. In definitiva, il prodotto di Trymun come le patatine fritte: un bene insignificante che fa da pretesto per vendere una confezione ingombrante e permettere a pubblicitari, imprenditori, supermercati e altri parassiti di avere la loro fetta di guadagno.
Verificare per credere. Sul prezzo finale di un paio di scarpe Nike, il lavoro di assemblaggio incide per lo 0,4%, il materiale e le altre spese di produzione per 9,6%, il trasporto per il 5%. Il resto sono balzelli privati e pubblici: tasse governative 20%, profitti al produttore 3%, pubblicita' e marketing 8,5%, progettazione 11%, profitti di Nike 13,5%, quota del rivenditore 30%.

Giudicate se questa e' un'azienda...

Per molti anni, Nike e' stata la multinazionale che ha ricevuto piu' critiche per le condizioni di lavoro. In dieci anni di indagini a carico dei suoi fornitori, sono state riscontrate violazioni di ogni genere, compreso il ricorso al lavoro minorile, come denuncio' nel 1996 un servizio apparso su "Life" relativo alla cucitura dei palloni in Pakistan. Nike stessa, nel suo rapporto sociale 2005m riconosce che nelle fabbriche delle sue appaltate si verificano ancora numerose violazioni. Dalle indagini e denunce avanzate da sindacati e associazioni, sia di natura locale che internazionale, risulta che nelle fabbriche al suo servizio si verificano le seguenti violazioni:
- minacce, arresti, tentati omicidi nei confronti di attivisti sindacali;
- mancato rispetto delle liberta' sindacali;
- chiusure di interi stabilimenti, con licenziamento in tronco di migliaia di lavoratori e mancato pagamento degli stipendi arretrati;
- uso di anfetamine per affrontare il lavoro notturno;
- salari al di sotto del minimo legale;
- mensilita' trattenute per impedire ai lavoratori di dimettersi;
- multe e tagli agli stipendi;
- insulti, intimidazioni e molestie sessuali;
- licenziamenti arbitrari;
- lunghi orari di lavoro;
- Straordinari obbligatori e non adeguatamente retribuiti;
- Lavoro a cottimo, con obiettivi produttivi eccessivi;
- Mancato rispetto del riposo settimanale;
- Sorveglianza tramite telecamere, poste anche nei bagni;
- Ambienti di lavoro insalubri;
- Condizioni igieniche precarie;
- Incidenti gravi con menomazioni permanenti;
- Lavoratrici costrette a mostrare l'assorbente per avere il permesso dovuto loro per legge in caso di mestruazioni;
- Test di gravidanza obbligatori."

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categoria:giustizia, stili di vita, consumo etico
venerdì, 03 febbraio 2006
Pubblico questa lettera da parte del presidente dell'associazione ALBA che difende e diffonde le scoperte del dottor Hamer, che ho già avuto modo di citare in passato. Dal mio punto di vista hanno un atteggiamento troppo cospirazionista e in qualche modo fanatico. Non perchè credo che non abbiano alcun fondamento di ragione, ma semplicemente perchè questo tipo di approccio, quando non supportato da prove evidentissime e schiaccianti, instilla diffidenza piuttosto che curiosità nella gente. Ma le questioni che pongono sono del tutte legittime e meritevoli di considerazione.

"Ieri siamo stati a trovare il dott. Hamer in quel carcere fuori Parigi dove è detenuto e trattato alla stregua del peggior criminale. Ci ha stretto il cuore vedere questo “gigante buono” che conosciamo bene. Un uomo che abbiamo sempre visto disponibile ad ascoltare con gentilezza chiunque chiedesse il suo aiuto e prodigarsi per ore alla ricerca di una possibile soluzione, insieme al paziente, e mai contro qualcosa o qualcuno, nemmeno alla “malattia”. Capace, con una stretta di mano, di farti sentire “a casa”, e con una risata, di riportare il sorriso alla gente più disperata…. E anche quando stava lavorando alla stesura delle sue ultime scoperte era capace di sospendere la scrittura per recarsi alla sua vecchia casa, dove, puntualmente, portava da mangiare ai gatti randagi che senza di lui sarebbero rimasti senza nutrimento. Questo uomo che con forza e dignità ha sempre portato avanti le sue scoperte, e che non ha fatto mai assolutamente nulla di male se non cercare di essere d’aiuto a persone sofferenti, oggi non può nemmeno farsi curare i denti in carcere perché correrebbe un rischio troppo alto: il medico della sua sezione carceraria è psichiatra e sarebbe così facile per loro approfittare dell’incontro per produrre una documentazione ad hoc e richiedere la psichiatrizzazione. E se così fosse, a quel punto nemmeno la scadenza della pena potrebbe riportarlo in liberta!
Ricordiamo che quest’uomo di 70 anni, se fosse un delinquente comune, sarebbe stato scarcerato già il 4 settembre 2005, mentre sta ancora aspettando, e per l’ennesima volta, che i giudici decidano per la sua scarcerazione, come avrebbero dovuto sentenziare l’8 dicembre, rinviato poi al 19 gennaio, successivamente al 26 dello stesso mese e poi al 9 febbraio (data dell’ultimo rinvio).
 
Ora questo, come tutta la sua storia giudiziaria, potrebbe derivare da una situazione casuale, una semplice “sfiga” giudiziaria o da una reazione al fatto che lui non si sia mai “difeso come avrebbe dovuto”(a detta di molti) senza chiedere ogni volta ed in modo prioritario, la VERIFICA delle sue scoperte. Oppure potrebbe essere il preludio alla rivelazione di ben altro…
A questo punto sembra stagliarsi sempre più chiaramente un disegno preciso, enorme, così orribile che diventa difficile credere che una tale malvagità possa essere reale. Sì, si può pensare che un gruppetto di persone in cerca di potere o vendetta potrebbero avere una certa influenza sulle vicende del dott. Hamer, ma arrivare a ipotizzare un disegno ben coordinato, di portata mondiale… questo è davvero troppo!... una “cospirazione mondiale”….
Ma, come dice un noto giornalista americano, quando si parla di cospirazione in effetti si sta facendo una “teoria della cospirazione”. Quando però, seguendo questa teoria, troviamo cinque, dieci,  quindici FATTI che la confermano, allora la teoria diventa PROBABILITÀ.
 
E cosa pensereste se ora, per esempio, venisse alla luce che proprio coloro che hanno messo in atto il processo giudiziario già nel 1993 (quando ancora non c’era alcuna “storia di pazienti curati da Hamer ”) ordinando poi di mettere sotto controllo le sue telefonate, proseguendo con l’accusa e poi il processo, giudicandolo colpevole e in seguito aumentando arbitrariamente la pena in modo da poterlo estradare (come ammesso tacitamente dal giudice Bessy) fossero sempre quelle stesse persone che già nel 1992 hanno voluto lo scioglimento dell’ASAC (Association Stop Au Cancer) di Chambery, per appropriarsi della paternità delle scoperte del dott. Hamer e soprattutto per poter decidere di conseguenza l’utilizzo che ne doveva essere fatto?!
 
No, questo sarebbe davvero troppo… implicherebbe che ognuno di noi sia complice, giorno dopo giorno, di questa immensa “cospirazione mondiale” grazie alla nostra “ingenuità” e al nostro silenzio…. Già, forse è meglio continuare a pensare che sia un caso… che “il lupo nero stia dando solo un bacino, all’agnellino", mentre in realtà lo sta sbranando!
 
Per chi invece si è svegliato dal mondo delle favole ed è convinto che ciò che il dott. Hamer sta sostenendo da tempo sia una “forte probabilità” ed ha voglia di dare il suo contributo concreto per permettere al mondo di riconquistare almeno una parte della sua dignità, è venuto il momento di rimboccarsi le maniche.
 
In primo luogo INFORMARE: ognuno di noi può scaricare da www.albanm.com la “Presentazione della NMG”,  inviarla a tutta la sua mailing list oppure stamparla e spedirla a tutti quelli che conosce, come pure a personaggi influenti del mondo della medicina, dell’informazione, della cultura, dello spettacolo, ecc.
 
PARTECIPARE in maniera massiccia coinvolgendo più gente possibile alla manifestazione internazionale a Tübingen (Germania)  del 13 maggio, in sostegno del riconoscimento della NMG e del dott. Hamer.
 
Stiamo raccogliendo testimonianze documentate di pazienti e operatori sanitari, quali prove  che la NMG è conosciuta e utilizzata già da anni in Italia, a livello ospedaliero, ma solo per pochi eletti. Potete quindi inviare le vostre testimonianze e i vostri suggerimenti a info@nuovamedicina.com
 
Attiviamoci tutti, come piccole formiche, senza lasciarci prendere dall’agonia di “cosa posso fare io, che non sono nessuno”. INSIEME, POSSIAMO!
 
Marco Pfister"
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categoria:giustizia, salute, hamer
martedì, 31 gennaio 2006
"NAIROBI - Aiuti sì ma non esattamente umanitari, almeno nella loro destinazione d'uso. Il governo del Kenya, per bocca del suo portavoce ufficiale Alfred Mutua, ha infatto rifiutato l'offerta di 42 tonnellate di «polvere altamente nutriente» utilizzata nella produzione di biscotti per cani che un'azienda neozelandese ha proposto di inviare nel Paese africano, in particolare per i bambini delle aree maggiormente colpite dalla siccità e dalla carestia che sta minacciando milioni di persone in almeno sette paesi dell'Africa orientale [...]

SITUAZIONE DRAMMATICA - La situazione del Kenya (33 milioni di abitanti, circa il 60 per cento dei quali 'vivè con meno di un dollaro al giorno) si fa sempre più drammatica. Quasi quattro milioni di persone sono a rischio per la tremenda siccità che sconvolge il Paese (già una cinquantina di morti per inedia e malattie connesse, soprattutto bimbi), mentre il governo è travolto da un'ondata di scandali relativi a sperperi (di ieri la notizia che in 18 mesi ha speso 10 milioni di euro per il parco auto governative) e corruzione. Al punto che oggi la Banca Mondiale ha deciso la sospensione di un finanziamento di 19 miliardi di scellini keniani (circa 215 milioni di euro) in attesa di verificare iniziative concrete dell'esecutivo contro la corruzione."

Questa sintesi di un articolo de Il Corriere della Sera è paradigmatica della disastrosa situazione del continente Africano, ma soprattutto dello stato degli aiuti allo sviluppo. A parte il fatto che sarebbe interessante capire quanto di questa spaventosa siccità sia imputabile ai cambiamenti climatici, faccio notare che gli aiuti alimentari, quando diventano permanenti, creano una situazione perversa. Sono certamente indispensabili nelle situazioni di emergenza, quando non è possibile reperire cibo in loco. Ma se diventano la prassi, finiscono per distruggere completamente le economie locali in condizionii di normalità, perchè i soldi degli aiuti vengono impiegati per acquistare cibo nei paesi industrializzati e spedirlo in Africa, anzichè avviare attività produttive e sostenere l'agricoltura in loco, rafforzando l'economia e l'autonomia locali. Pensate che ad oggi non un dollaro degli aiuti governativi degli Stati Uniti, la più grande potenza economica mondiale, viene speso in Africa, tutto il cibo è acquistato nella stessa nazione. A tutto vantaggio delle imprese statunitensi. Molto spesso poi si rincara la dose, spedendo nel terzo mondo aiuti alimentari con cibi OGM (molto peggio dell'articolo citato, nel quale l'impresa accusata sembra in buona fede, visto che il titolare consumerebbe lui stesso il preparato perchè altamente nutriente, splendido esempio di acquisto "in economia").

E ce ne sarebbe da dire anche sulla corruzione dei governi locali e sulle loro politiche volte a favorire le grandi multinazionali, sul commercio internazionale e sui sussidi ai sistemi agricoli occidentali, anche se qualcosa sta cambiando. Per chi ha voglia, questo è un articolo interessante.

Pur non essendo un esperto, credo che la situazione degli aiuti a livello di organizzazioni non governative e Nazioni Unite sia migliore, con diversi progretti per costruire pozzi d'acqua, sistemi energetici autonomi e sostenibili, incentivazione delle economie e dell'agricoltura locali. Quindi il consiglio personale è di valutare con un minimo di attenzione i progetti per cui si chiedono donazioni e contributi in denaro. Ci sono un sacco di iniziative meritevoli.
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categoria:politica, giustizia, africa, alimentazione
venerdì, 27 gennaio 2006
Mi sto rendendo conto che ormai le campagne elettorali in Italia si decidono sulla base delle simpatie ed antipatie per questo o quel candidato.

Lo ha capito bene anche Berlusconi, che ha impostato la sua campagna elettorale sul discredito dell'avversario, ad ogni costo. Anche certa parte della sinistra lo ha fatto, ma con alcune differenze per me rilevanti. Prima di tutto, l'ha fatto con una certa coerenza: quando la sinistra più radicale taccia il Presidente del Consiglio di arricchirsi alle spalle dei più poveri, lo fa seguendo la sua filosofia anticapitalistica e di maggior egualitarismo tra le persone. Non importa quanto questo sia utopistico o difficilmente realizzabile. Quando invece Berlusconi monta una vicenda giudiziaria contro i vertici della sinistra, lui che ha sempre lamentato il giustizialismo politico nei suoi confronti, vicenda senza alcuna sostanza le cui dichiarazioni sono state giudicate irrilevanti dai giudici, si contraddice grandemente.

Ma soprattutto, la maggior parte delle volte le accuse rivolte a Berlusconi sono vere e verificabili (a differenza delel sue di accuse). In campo giudiziario i reati da lui commessi sono veri e verificabili, con tanto di sentenze giudiziarie (fatevi un giretto qui). Per quanto riguarda il presunto raggiungimento degli obiettivi del suo governo, racconta un sacco di balle, e i dati sono veri e verificabili, ecco qualche esempio (i dati precisi li trovate qui, comprese imprecisioni della sinistra)
  • Berlusconi a Matrix con Rutelli dice che si ricandida perché ha rispettato il contratto con gli italiani, ma i dati ISTAT lo smentiscono (e quindi non può candidarsi)
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che ha rispettato il punto del contratto relativo ai posti di lavoro, perché l’impegno sui nuovi posti di lavoro era alternativo al dimezzamento della disoccupazione, ma il contratto dice una cosa diversa
  • Berlusconi a Matrix con Rutelli dice che con il centro-sinistra la pressione fiscale è aumentata, ma i dati ISTAT lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che ha creato 1.560.000 posti di lavoro, ma i dati ISTAT lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che moltissimi paesi in Europa crescono meno di noi, ma i dati OCSE lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice non ha aumentato le imposte indirette e non ha messo le mani nelle tasche degli italiani, ma i dati ISTAT lo smentiscono
Mi sembra che ce ne sia abbastanza perchè una persona obiettiva possa dire "ok, abbiamo provato il berlusconismo, adesso è giusto cambiare". Non che dall'altra parte ci siano dei geni, ma credo che almeno il livello di decenza sia molto più alto. Ma se davvero tutti questi fatti non fossero convincenti, allora suggerisco di considerare questi (grazie a Sara per la segnalazione).
  • Il Patrimonio di Berlusconi nel 2003 ammontava a 5,9 miliardi di dollari, 10 miliardi nel 2004 e 12 miliardi nel 2005 (fonte Forbes U.S., novembre 2005)
  • nel 2001 la Presidenza del Consiglio (Prodi) aveva commissionato 1 milione e 750 mila euro di spot a Mediaset, nel 2002 la Presidenza del Consiglio (Berlusconi) ha commissionato 9 milioni e 250 mila euro, ed ha aumentato ogni anno fino agli oltre 10 milioni di euro dell'anno scorso (Economist-London)
  • uno dei produttori italiani di apparecchi per ricevere il digitale terrestre è un'impresa controllata, attraverso la finanziaria Pbf srl, dal fratello Paolo Berlusconi, e usufruisce dei contributi statali per il digitale terrestre (Washington Post)
  • Berlusconi era nel 2001 il 48° uomo più ricco al mondo, nel 2005 è il 25°.
A questo punto c'è solo una ragione per votare nuovamente Silvio. Ambire ad avere un italiano tra i 10 più ricchi uomini al mondo entro i prossimi 5 anni.
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categoria:politica italiana, giustizia, corruzione, berlusconi
mercoledì, 25 gennaio 2006
Giunge notizia che il motore di ricerca internet Google ha ceduto alle richieste del Governo Cinese sulla censura in internet, per non riununciare al fiorente mercato cinese.

Vi invito a boicottare da oggi Google, fintanto che non prenderà posizione diversa sulla questione.

Siamo per la società digitale, per la libertà di accesso all'informazione da parte di tutti, per la rivoluzione che la rete porta avanti, per il software libero, e poi accettiamo una situazione del genere, in cui a più adi un miliardo di persone è potenzialmente proibito di accedere a tutte le informazioni, soprattutto quelle riguardanti la propria storia (a partire dalla strage di piazza Tienanmen del 1989) e il proprio governo?

C'è anche un discorso più generale: se vogliamo una globalizzazione più giusta ed equa, se vogliamo che i cinesi non ci invadano con prodotti realizzati senza rispetto dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente, dobbiamo impegnarci affinchè quella società si apra ai valori occidentali di libertà e democrazia (quella vera, che stiamo cercando di costruire anche noi ancor'oggi). La libertà di informazione è uno dei diritti fondamentali di una società civile.


Anche Yahoo non si è comportato benissimo in passato nei confronti della censura cinese, ma il comportamento di Google è ben più grave. Qualcuno di voi conosce motori di ricerca alternativi? So che Google offre una serie di servizi gratuiti molto utili ed interessanti (ho scaricato da pochi giorni Googleearth per Mac), e voglio che continui a svilupparne di nuovi in futuro. Ma per dare un segnale alla società sarebbe sufficiente far calare sensibilmente gli accessi al motore di ricerca. Diffondete il più possibile questo appello.
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categoria:giustizia, libertà, società, partecipazione attiva
venerdì, 20 gennaio 2006
La 'peace mom' che ha sfidato Bush è nel nostro Paese per continuare la sua lotta

tratto da Peacereporter

Cindy Sheehan, la peace mom simbolo dell’impegno pacifista americano in seguito al suo “accampamento” di 26 giorni davanti al ranch del presidente George W. Bush, a Crawford (Texas), dove chiedeva semplicemente d’incontrare il politico e chiedergli perché suo figlio Casey fosse morto a Baghdad, è arrivata in Italia. Protagonista ieri a Venezia di un dibattito sulla guerra in Iraq, Cindy ha ingranato subito la quarta puntando il dito tanto sul proprio governo quanto su quello italiano, colpevoli entrambi di portare avanti una politica di guerra. “Ma se la guerra va contro la Costituzione italiana e americana, perché lasciare che questi leader facciano qualcosa d’illegale contro la costituzione? Se noi non possiamo infrangere la legge, perché loro lo possono fare? Non sono meglio dei criminali. Chiedo che qualcuno risponda della morte di mio figlio, dei 2200 morti americani, dei morti civili iracheni. Le truppe devono lasciare l’Iraq. Le truppe non sono la soluzione del problema, ma rappresentano il problema”.
 
 Cosa propone allora?
“Ci dobbiamo sbarazzare delle tre B: Bush, Blair e Berlusconi, togliere loro il potere e fare in modo che prendano il loro posto delle persone che possano governare con saggezza e integrità. Adesso c’è un elefante nel negozio di cristalli e fin tanto che resterà, continueranno i danni. I cristalli che sono stati infranti non potranno mai essere messi a posto dall’elefante!”.
 
Blair è appena stato rieletto, Bush poco prima. Solo in Italia si avranno elezioni a breve...
“Dobbiamo renderci conto che non importa il colore della pelle, il linguaggio, eccetera. Facciamo tutti parte dell’umanità e in quanto membri di questa comunità globale, dobbiamo unirci e lavorare tutti insieme e far sì che i nostri leader inizino ad utilizzare le parole per risolvere i problemi e non gli omicidi”.
 
Durante il suo soggiorno in Texas, ha mai temuto per la sua incolumità?
“Quando ero a Crawford ho ricevuto minacce di morte. Lo stesso sceriffo della contea era preoccupato per la mia sicurezza tant’è che mi chiese di dormire in città oppure al chiuso. Per un po’ ha avuto delle guardie del corpo, però non ho paura. Cosa possono fare? Uccidermi? La mia missione continuerà anche dopo di me”.
 
 Ha detto che voleva parlare col presidente degli Stati Uniti prima che il figlio di un’altra madre morisse. Perché sta ancora aspettando?
“Per due ragioni: perché è un codardo e non ha risposte. Io sto ancora aspettando di conoscere qual è la nobile causa per cui mio figlio è morto”.
 
C’è qualcuno del mondo politico americano che le ha dato il proprio sostegno?
“Molti senatori e membri del congresso. John Kerry mi ha semplicemente detto di continuare a fare quello che faccio perché lo faccio bene e così mi ha detto anche la senatrice Hillary Clinton. Però per me quelli che non chiedono il ritiro immediato delle truppe sono complici della guerra in Iraq e dei crimini del mio governo. Ci sono due membri del Partito Repubblicano che mi hanno sostenuto, due membri della Camera dei Rappresentanti: Ron Paul (Texas) e Walter Jones (North Carolina).
 
Da Camp Casey a dove?
“Non mi fermerò finché le truppe non rientreranno dall’Iraq. Le persone m’invitano a parlare. Dopo l’Italia andrò direttamente in Venezuela, in marzo in Germania, ad aprile torneremo a Camp Casey per le festività pasquali. Il fatto di collaborare, rappresentare, dialogare con il Movimento Internazionale della Pace è per me fonte di energia. Viaggio continuamente. In ogni posto c’è un Camp Casey, purtroppo ci sono persone come me che soffrono per la perdita dei propri cari e dobbiamo fermare tutto questo prima di crearne ancora, ancora e ancora, e ancora, e ancora”.
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categoria:iraq, giustizia, guerra