venerdì, 07 luglio 2006
Dal Corriere di oggi questa notizia sintomatica della brutta piega che sta predendo una certa parte dell'informazione e della politica italiana. Coinvolto anche Renato Farina, vicedirettore del quotidiano "Libero", diretto da Vittorio Feltri (nella foto i due), entrambi abituè della tv e dei dibattiti. Se volete una sua intervista da brividi (grisoi diremmo noi in Veneto) leggete qui. Speriamo che il purgatorio che sta attraversando il nostro paese (calciopoli, storaciopoli, velinopoli, ricucciopoli, ecc. ecc.) arrivi fino al midollo spinale. C'è bisogno di cambiamenti radicali.

"Si voleva spostare l'inchiesta giudiziaria Brescia

Falsi su Prodi, fascicoli sui pm. Ecco i dossier segreti del Sismi

Migliaia di file e carte negli armadi custoditi nell'attico di via Nazionale a Roma

ROMA - L'attuale presidente del Consiglio, Romano Prodi. L'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Edmondo Bruti Liberati. E molti altri pm come Stefano Dambruoso, il primo ad aprire l'inchiesta sul sequestro del suo indagato Abu Omar. Ecco le prime vittime accertate delle variegate attività che gli inquirenti etichettano come «disinformazione», «inquinamento delle indagini», «dossieraggio» e «spionaggio abusivo».

Principale accusato è Pio Pompa, il dipendente del Sismi, fedelissimo del generale comandante Niccolò Pollari, che gestiva l'ufficio del servizio segreto militare scoperto dagli inquirenti milanesi in via Nazionale 230, nel palazzo di fronte alla questura di Roma. Negli armadi pieni di carte e materiale informatico, che ora sono sotto sequestro, magistrati e polizia hanno trovato numerosi fascicoli personali intestati a giornalisti e soprattutto a magistrati considerati «nemici» del Sismi. Tra documenti e computer (almeno 5) è spuntato anche il dossier contro Prodi che l'agente Pompa avrebbe inviato ai due giornalisti di Libero ora indagati per favoreggiamento dei sequestratori di Abu Omar.
Il vicedirettore del quotidiano, Renato Farina, sarebbe stato anche pagato dal Sismi: nell'archivio segreto gestito da Pompa sono state trovate le ricevute di almeno due versamenti, che il giornalista firmava con il suo nome in codice di informatore «Betulla». Le somme: 2.000 e 5.000 euro, che per gli inquirenti sono l'indizio di un rapporto «stabile, organico e, dunque, retribuito», col Servizio segreto. Un esempio? Il 9 giugno scorso Libero annuncia «rivelazioni» in prima pagina: sarebbe stato Prodi, quand'era presidente della Commissione europea, ad autorizzare i voli segreti della Cia in Italia. L'articolo è firmato da Farina e dal redattore Claudio Antonelli, che obbedisce al primo (sentendosi presentare al Sismi come «il mio uomo») e che ieri ha concesso ai pm un interrogatorio che è stato segretato. L'accusa a Prodi non ha trovato alcuna conferma nelle indagini internazionali.
Ma nell'ufficio di via Nazionale gli inquirenti milanesi hanno trovato l'originale del dossier trasmesso da Pompa a Farina, che corrisponde esattamente all'articolo poi pubblicato, quando Prodi era già presidente del Consiglio. Un altro obiettivo dell'attività sotterranea degli uomini del Sismi intorno al rapimento di Abu Omar era spostare l'indagine da Milano a Brescia. Come? Tentando di coinvolgere nella vicenda l'ex pm milanese Stefano Dambruoso, titolare dell'inchiesta sul sequestro fino alla primavera del 2004. Secondo la ricostruzione degli attuali pm, l'incontro del 22 maggio scorso tra Renato Farina e i procuratori aggiunti Spataro e Pomarici, avvenuto «simulando un interesse meramente giornalistico», seguiva un preciso disegno: «Porre specifici quesiti (suggeriti da Pompa al giornalista) in modo da poter apprezzare il grado di conoscenza degli inquirenti sul coinvolgimento del Sismi nella vicenda». E soprattutto «sviare gli accertamenti» della Procura fornendo ai pm «false informazioni (anche in questo caso suggerite al giornalista dal Pompa) circa presunte responsabilità organizzative nel sequestro del dr. Stefano Dambruoso e del personale della Digos di Milano».
Qualunque accertamento sull'ex inquirente milanese avrebbe costretto i magistrati a cedere l'inchiesta ai loro colleghi di Brescia. Nello stesso atto d'accusa notificato a Farina e Pompa, inoltre, si sostiene che «sempre il Pompa suggeriva a vari altri giornalisti con i quali era in stretto contatto la pubblicazione di articoli tendenti ad accreditare l'ipotesi di responsabilità del dr. Dambruoso e della Digos di Milano nell'organizzazione del sequestro». Nell'ufficio di Pompa, gli investigatori hanno trovato anche i due «rapporti» trasmessi da Farina e dal suo redattore sul colloquio con Spataro e Pomarici, che si aprì con queste domande: «Il Sismi c'entra col sequestro di Abu Omar? Voi che cosa ne sapete?».
Giovanni Bianconi
Paolo Biondani
07 luglio 2006
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categoria:politica italiana, corruzione, cospirazioni
mercoledì, 22 febbraio 2006
Tratto da questo articolo su Luogocomune, dove trovate anche i documenti citati.

"Teologo e scrittore, David Ray Griffin è un arzillo settantenne che ha deciso di mettere il bastone fra le ruote alla grande bugia dell'11 Settembre raccontata al mondo dall'amministrazione Bush.


Se Thierry Meyssan è stato il precursore assoluto nella lotta per la verità sull'11 settembre, David Griffin è stato il primo americano, sul finire del 2002, a rompere la impenetrabile cortina di silenzio che fino a quel momento aveva avvolto negli Stati Uniti i fatti di quel giorno. Unico finora ad essere stato pubblicato su vasta scala - direttamente da Amazon.com - il libro di Griffin si intitolava "11 Settembre - La nuova Pearl Harbor".

Dopo il successo di questo libro, che è arrivato ormai a svariate edizioni, Griffin ha inferto il colpo mortale alla versione ufficiale dell'11 settembre, ...

.. smontando e rivelando la grande copertura costituita dal Rapporto della Commissione Indipendente sull'11 settembre, con il suo secondo libro: "Rapporto della Commissione 9/11: omissioni e distorsioni". Nel frattempo, Griffin non perde un solo momento per saltare da una conferenza l'altra, da una costa all'altra, da una università all'altra, dove snocciola ogni volta di fronte ad un pubblico esterrefatto una lunga lista di motivi per cui "le torri gemelle non possono essere crollate per il solo effetto degli incendi e degli impatti degli aerei".

Naturalmente Griffin viene regolarmente snobbato dai media nazionali, e solo chi si interessa attivamente dell'11 settembre conosce il suo nome. Ma attorno a lui si è agglomerato ormai da qualche tempo un intero movimento, di personalità di spicco del mondo della cultura e dell'accademia scientifica, che sono andate a confluire nel cosiddetto 9/11 Truth Movement.

L'apporto di queste persone sta rivelandosi prezioso nel trasformare quelli che sembravano dei semplici vaneggiamenti da parte di "cospirazionisti" senz'arte nè parte in un solido e credibile impianto di accusa, fondato su basi scientifiche e supportato da una logica rigorosa. Senza queste persone la rabbia e la frustrazione di tutti coloro che hanno intuito una verità diversa sull'11 Settembre, sarebbe probabilmente stata destinata a rimanere tale per sempre.

Di Griffin pubblichiamo due documenti importanti, che abbiamo tradotto dall'inglese originale. Uno è lo schema riassuntivo del libro "Omissioni e distorsioni". L'altro è un lungo e complesso documento che ricalca i passaggi fondamentali delle conferenze di Griffin sul crollo delle Torri.

Un significativo estratto di una di queste conferenze sarà presente anche nella nostra versione definitiva del filmato sull'11 settembre.

Massimo Mazzucco"
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categoria:cospirazioni, 11/9
lunedì, 20 febbraio 2006
Carissimi lettori del blog
andando contro i miei interessi di "editore" () e rischiando di perdere i miei pochi lettori () spero che la maggior parte degli stessi si siano sbagliati quando, rispondendo ad uno dei sondaggi in questo sito, 7 su 8 sostenevano che la verità sull'11/9 si saprà solo tra molti anni e i colpevoli rimarrano impuniti.

E spero che lo speciale del tg1 di ieri sera sull'aereo non caduto sul Pentagono sia solo l'inizio della prova evidente che i miei lettori si sbagliavano. Purtroppo non ho potuto vedere direttamente la puntata (aspetto che la pubblichino sul sito della RAI dedicata a Speciale TG1). Ho raccolto dei commenti sul sito di www.luogocomune.net, nella sezione apposita, dove c'è il commento dell'autore sulla puntata e le discussioni che ne stanno seguendo. Segnalo anche questo articolo di un giornale on line abruzzese, www.primadanoi.it. Anche sul blog di Beppe Grillo qualche partecipante segnala lo speciale, ma Beppe non ha mai (ancora?) parlato di questo argomento. Per chi volesse fare osservazioni o complimenti al giornalista dello speciale, questa è la mail specialetg1@rai.it (si tratta di una azione di cyberdemocrazia e cyberattivismo).

Ma mi pare che sia stato un evento positivissimo. Pur concentrato su un solo fatto (l'aereo del Pentagono), con esperti incerti, generali dell'esercito contro a prescindere, ecc. ecc., la trasmissione ha lasciato il segno, ovvero ha sollevato dei dubbi che molti italiani fino a ieri nemmeno sospettavano. Segnalo solo il caso di una ragazza di 26 anni che, dopo aver letto il quotidiano abruzzese on line, è andata a leggersi il sito di luogocomune, si è iscritta e ora si chiede "Come ho fatto a non saperne mai niente? Perchè nessuno ne ha mai parlato prima? Io sto poco su internet. Devo dire che ho letto un pò di cose questa mattina, sia in quell'articolo che qui, che mi hanno fatto capire che probabilmente l'argomento non è stato trattato come doveva. Sono veramente allibita."

Ripeto, non ho ancora visto la trasmissione, ma la cosa più positiva mi sembra stata la presenza in studio di due piloti professionisti dell'aeronautica, esperti militari, "che chiaramente hanno detto come fosse difficile portare un Boeing 757 come quello che si sarebbe schiantato sul Pentagono alla velocità di 800 km/h, in volo radente per almeno 5 km, gli spettatori hanno potuto intuire quanto bravi, ma soprattutto fortunati, dovevano essere i kamikaze che per la prima volta si sedevano davanti ad una cloche reale, di un Boeing vero. «Con molto addestramento, io che ho moltissima esperienza, potrei riuscire a farcela, ma in quelle condizioni la cloche diventa molto dura ed un minimo movimento può far schizzare il velivolo fuori rotta anche di 100 metri», ha detto uno dei piloti. Uno dei piloti ha anche messo in risalto come sarebbe stato molto più semplice colpire dall’alto la grande costruzione invece di infilarsi al primo piano dell’edificio." Aggiungo che, se non ricordo male, il presunto dirottatore non aveva nemmeno ottenuto il brevetto di volo per pilotare un Cessna, cioè un areo a pochi posti e ad elica, non un Boeing 757 da 60 tonnellate lanciato a 800 Km/h a pochi centimetri dal suolo (vi rendete conto anche solo dell'inerzia dell'aereo in quelle condizioni?).


Oggi sono andato a vedere un nuovo film al cinema, Why we fight, che sperò uscirà anche in Italia. E' un documentario su 50 anni di politica estera americana, ed è un'ottimo completamento di Fahreinheit 911. Durante tutto il film viene chiesto a vari cittadini americani "perchè combattiamo in Iraq", con varie risposte (l'80% dice per la libertà, una signora ha perfino detto "vorrei che non si facesse, ma qualche volta bisogna farlo", della serie, me lo ha prescritto il medico). Alla fine una ragazza quarant'enne, Karen (chi mastica l'inglese può ascoltarla nel sito del film segnalato) che lavorava per il Pentagono, che ha testimoniato come la guerra in Iraq sia stata imposta dall'amministrazione senza alcuna motivazione, e che realizzato questo si è dimessa spontaneamente, dopo 20 anni di onorato servizio, ha detto "Perchè combattiamo? Perchè non c'è un numero sufficiente di persone che dicono "io non voglio più farlo".

WE are the people we are waiting for. NOI siamo le persone che noi stiamo aspettando.
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categoria:buone notizie, cospirazioni, 11/9
domenica, 05 febbraio 2006
Questo post è ancora più lungo del solito, per questo resterà in linea più del solito. In realtà non so bene fino a quando, ma spero che qualcuno vorrà dire la sua, anche brevemente, dandomi un cenno del fatto che non sono da solo. O che sto sbagliando di grosso.




Per lungo tempo ho creduto di vivere in un’epoca tranquilla e serena, la migliore che la razza umana avesse mai avuto. A lungo mi sono imbevuto dell’ottimismo irrazionale della società moderna, della tecnologia e del progresso in grado di risolvere tutti i problemi dell’uomo. Per troppo tempo ho riposto una fede cieca nelle democrazie dei paesi occidentali e nella speranza di una pace mondiale spinta dal desiderio di non ripetere gli errori della storia.

Ora ho capito che queste sono tutte credenze.

Ma il mio ottimismo non è vinto. Ha solamente assunto una maggiore coscienza e ho realizzato quanto difficile sia il progetto di un mondo migliore, sicuro, pacifico e per tutti. Difficile ma non impossibile.

Settantatre anni fa nel cuore dell’Europa iniziava uno dei regimi più sanguinari e folli che la storia abbia mai conosciuto, il Nazismo. Se ad un qualunque cittadino europeo fossero stati rivelati i piani circa il dominio della razza ariana, il genocidio degli ebrei e un nuovo ordine mondiale voluti da Hitler, probabilmente avrebbe ignorato la notizia. E se messo al corrente di quello che succedeva ad Auschwitz durante il conflitto mondiale, circa la razionale, sistematica e industriale organizzazione messa in piedi dal regime per lo sterminio di una razza, avrebbe dato del pazzo al suo interlocutore.

L’Europa è riuscita a sconfiggere il Nazismo, ad un prezzo altissimo. Dalle ceneri di quel conflitto è riuscita a creare un sogno, un’unione di stati pacifica e in grado di garantire un futuro al continente. Fino ad oggi abbiamo vissuto sazi di quel sogno. E abbiamo rinunciato a guardare fuori di casa. Quelli che un tempo erano gli alleati, il governo americano, oggi sono la più grande minaccia per la pace e la stabilità mondiale. Non mi vergogno a dire ciò.

Stiamo consegnando la Terra ad un gruppo di persone che ha occupato la più grande democrazia al mondo (in termini numerici) con il broglio. E sta portando avanti piani di conquista mondiale, con la forza. Una nazione che spende 400 miliardi di dollari all’anno nell’apparato militare (erano 290 nel 2000); la seconda nazione è la Russia, con 60 miliardi all’anno, e questo ci dà un’idea di quanto siamo a rischio “impero”. Una nazione che ha un progetto di 3,6 trilioni di dollari per un sistema di difesa spaziale che le permetterà il dominio globale sul mondo, controllando terra e cielo, satelliti e comunicazioni.

Ho già postato un commento sulle contro inchieste sull’11 settembre, piuttosto cauto. Ma credo sia finito il tempo della cautela. Credo che sia stato un attacco preparato negli Stati Uniti, del quale almeno una parte dell’Amministrazione era a conoscenza e l’ha avvallato e portato avanti, e ha poi messo in piedi la più grande operazione di copertura e suggestionamento della storia. Non so esattamente cosa sia successo o chi esattamente ha agito, ma queste sono risposte che non dobbiamo fornire noi. Non siamo noi ad essere cospirazionisti, noi poniamo delle domande legittime, spinte dalla logica dei fatti e dall’evidenza degli occhi. Ed è sulla base dell’evidenza che penso al coinvolgimento del Governo americano. Ed è il Governo americano che ci deve fornire le risposte.

Non voglio qui spiegare quello che i fatti mostrano, ma mi limito ad indicare alcuni tra gli elementi e prove più schiaccianti. Molti sono video, e per questo difficilmente confutabili. Il movimento di controinformazione sull’11/9 conta sempre più persone, tutte molto credibili, dai comitati dei parenti delle vittime a giornalisti indipendenti, da avvocati a registi, da professori universitari ad ex-ministri di democrazie occidentali, da esperti e tecnici a testimoni oculari degli eventi. E ora forse anche giornalisti non indipendenti. Non possiamo più fare finta di ignorarli.

Riassunto delle principali incongruenze, in un video ben fatto e assolutamente da vedere
Le notizie che svelano la cospirazione nei media
La balla più grossa: il Pentagono (bastano le foto)
L'impossibile collasso delle torri
Un professore di Fisica statunitense rinforza l'ipotesi delle esplosioni controllate per far crollare le torri
Il mistero del quarto volo "caduto"  in Pennsylvania

E vi segnalo solo alcuni dei siti di organizzazioni serie che stanno lavorando per portare a conoscenza di più persone possibile i fatti

Unione di professori e studenti che lavorano sull’11/9
Unione internazionale di cittadini per la verità sull’11/9
Le ultime notizie sulle indagini
E infine uno dei siti italiani migliori, con una sezione dedicata
 
Non dimentichiamo che Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, che è solo un piccolo ma decisivo passo verso la verità, è stato premiato con la palma d’oro a Cannes, non è una montatura! La commissione d’inchiesta voluta dal Governo americano sull11/9 ha lavorato con un budget molto limitato, insufficiente a detta di alcuni suoi membri per arrivare a risultati soddisfacenti. Questo è uno scandalo, se pensiamo che i repubblicani hanno speso più di 40 milioni di dollari per portare a galla lo scandalo di Monica Lewinsky. E sono dimostrati i comportamenti ostruzionisti del governo (tanto per citarne una, il non rilascio delle decine di video che hanno sicuramente filmato il Pentagono al momento dell’impatto, qualunque cosa si trattasse).

Questa verità, nel momento in cui emergerà, è destinata a travolgere l’intera struttura democratica americana. Qualunque cosa possa succedere, credo sia la battaglia più importante che ci troviamo a combattere negli ultimi sessant’anni, una delle più importanti della storia. Non so se Bush è controllato da qualcuno, e non so con quali mezzi. Ma non illudiamoci che la cosa non ci riguardi. La potenza economica e militare che gli USA hanno raggiunto fa sì che nessun paese si permetterà di fare domande su questa questione. Un noto giornale di sinistra, qualche settimana fa, aveva l’occasione di pubblicare l’inchiesta di luogocomune, ma dopo aver visionato i video, ha declinato perché le elezioni sono alle porte e la sinistra non può permettersi di inimicarsi gli americani. Nessun media tradizionale, sotto padrone, alzerà la voce su questo fatto.

Spetta a noi, comuni cittadini, agire. Uscire dal sogno, dall’incantesimo, dall’ipnosi di quegli aerei chi si infilano nelle torri (ed è successo), che crollano in una maniera spiegabile solo con una demolizione controllata, assieme al terzo edificio che, non colpito, è crollato 8 ore dopo, e dall’assenza di immagini degli aerei caduti sul Pentagono e in Pennsylvania. Aprire gli occhi. E aprirgli agli altri. Noi europei dobbiamo dare una spinta decisiva al sogno che ci accomuna e diventare un faro per il resto del mondo, un simbolo di vera democrazia e convivenza civile. Forse possiamo ancora fare finta di niente, continuare la nostra vita come se nulla fosse. Ma che mondo consegneremo ai nostri figli? Quale speranza daremo loro se esso è lasciato in mano a nuovi tiranni senza scrupoli e con una potenza mai vista prima d’ora sulla faccia della Terra?

“Knock Knock Neo”
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categoria:cospirazioni, 11/9, politica americana, partecipazione attiva
giovedì, 10 novembre 2005


Devo dire che sono piuttosto disorientato. Francamente quando ho postato l'intervento precedente, tra me e me ho pensato "beh, adesso per un po' di tempo non ci sarà niente di così importante da commentare". Forse mi sbagliavo.

Dovete sapere che qui nella Bay Area l'attivismo è molto forte. Capita spesso di incontrare per strada gente che chiede la tua collaborazione, e il tuo contributo economico, per i senzatetto, per lanciare un programma di solare fotovoltaico, per salvare gli orti cittadini, per far cadere il governo, ecc.

Tra i tanti materiali che ti ritrovi facilmente in mano, avevo da qualche giorno quello relativo ad una controinchesta sull'11/9. Sarà perchè oggi è l'11/9 (per chi non lo sa, in America mese e giorno si scrivono al contrario che da noi) sono andato a visitare il sito che viene proposto. In men che non si dica mi sono ritrovato a navigare tra migliaia di pagine di approfondimenti, indagini, analisi video. Ho scoperto che ci sono migliaia di cittadini, di esperti, di giornalisti freelance (of course) profondamente convinti che l'11/9 sia stato un affare interno. Sì, proprio così: provocato dagli stessi Stati Uniti d'America, dietro le quinte delle sue più alte istituzioni, per perseguire interessi personali che comprendono la spesa militare, il petrolio e il controllo geopolitico di precise aree del mondo. Lo so, per molti di noi detta così sembra una pura bestialità. Io stesso l'ho sempre considerata un'enorme esagerazione. Ho sposato totalmente quanto raccontato nel film Fahrenheit 9/11 di Michael Moore, ma non mi sono mai spinto oltre.

Ne ho parlato con Patrizia (mia moglie) ed entrambi stentiamo a non credere a quanto proposto da queste persone, le prove sono talmente lampanti. Questo non vuol dire che nella mia testa ci sia ancora dello sbalordimento. Se tutto ciò è vero, non ho ancora realizzato il quadro d'insieme, e nemmeno in che razza di mondo viviamo. Per questo non sono in grado di articolare un discorso compiuto sulla questione, e non credo servirebbe molto aggiungere altre parole a quanto è già stato scritto.

Voglio però indicarvi alcuni link, tra quelli che più mi hanno convinto della fondatezza delle ipotesi. Mi dispiace, buona parte di essi sono in inglese, ma se cercate su internet sono sicuro che usciranno molti materiali anche in italiano. Come italiano è il filmato più esauriente e serio sulla vicenda che io abbia trovato finora, dal quale parto.

Una lettura preliminare molto veloce e utile è questa tratta dal Corriere sulle intenzioni di invadere l'Iraq da parte di uomini dell'attuale amministrazione già dal 1998.

Se volete, prima di vederlo, visitate questo sito dal nome emblematico, "luogocomune", da cui è stato tratto il video dagli stessi autori.

Per chi se la cava bene con l'inglese (o lo vuole migliorare!!!) qui trovate un buon numero di servizi e inchieste sull'11/9 di giornalisti e ricercatori da ogni parte del mondo.

Che dire? La questione in ballo è enorme. Se qualcuno di voi ha qualche idea o commento a proposito, sarei grato se lo postasse qui, in modo da poter scambiare qualche opinione. Certo che se i fatti stanno così... non lo so. Quel che è certo è che un numero crescente di cittadini, soprattutto qui in America, a partire dai familiari delle vittime, si sta muovendo per fare chiarezza sull'accaduto, in conferenze e sit in in giro per la nazione.

Ve ne propongo giusto due dove potete vedere i video di convegni pubblici sul tema.

http://911citizenswatch.org/
http://www.911truth.org/index.php?topic=about
postato da: civix alle ore 01:44 | Permalink | commenti (1)
categoria:guerra, cospirazioni, politica americana