sabato, 18 marzo 2006
Quello che non è in grado di fare il Papa, questo papa che trovo scandaloso, allineato a personaggi come Bush che chiama difensori della libertà e incapace di alzare la voce contro un'amministrazione che ha scatenato due guerre preventive basate sul nulla e che invoca il nome di Dio per i suoi petroconflitti; questo Papa che è disposto a ricevere una parte politica durante la campagna elettorale; questo Papa che interviene duramente su una proposta del centro-sinistra, i PAC e i diritti delle coppie di fatto, che non ha nulla di religioso e che continua a dire di non voler interferire con la politica italiana. Quello che non fa il Papa, dicevo, lo ha fatto un curato di campagna. Dopo aver ricevuto, assieme ad altri 25.000 parroci, le avances politiche di Bondi, ha risposto al mittente senza mezzi termini, mettendo a nudo l'ipocrisia del personaggio, e sbugiardandone il tentativo di farsi amica una parte del mondo cattolico in vista delle elezioni. Ratzinger Zeta ne avrebbe da imparare....

Tratto da Beppe Grillo

"In preda a delirio alcolico Bondi ha inviato una lettera densa di significati pastorali a 25.000 parroci italiani in occasione delle elezioni.

"È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo".
Sandro Bondi

Queste le parole di accompagnamento di Superciuk (Bondi) all'opuscolo: "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato ai parroci italiani. Una brochure che elenca i provvedimenti in favore della Chiesa in questi anni, come la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole.
E inoltre la legge per la fecondazione assistita, la nuova legge contro la droga, le missioni di pace nel mondo in Iraq, Afghanistan, Kosovo, l'indagine conoscitiva sulla legge 194 sull'aborto.

Un parroco gli ha risposto a nome della categoria rispedendo al mittente l'opuscolo.

"Signor Bondi,
sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia.
Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.
Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.
I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi.
Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola.
Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci.
Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione".

Aldo Antonelli (parroco) - Antrosano"
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categoria:politica italiana, berlusconi
venerdì, 27 gennaio 2006
Mentre Silvio si arricchisce l'Italia va sempre peggio, tra i tanti, anche l'Eurispes. Ma occhio alla ricetta, sottolineata in grassetto. Finalmente qualcuno che dica cose serie e sensate! Speriamo siano solo i primi. Tratto da Repubblica.

Il Rapporto Eurispes 2006 denuncia l'immobilismo dell'economia e il conseguente arretramento del Paese, in attesa di 'soluzioni'

L'Italia spreca il talento e declina tra Don Gesualdo, Cassano e debiti

Paese che si mostra incapace di esprimere tutte le sue risorse
. E si indebita: prestiti per mantenere il livello di vita precedente

di ROSARIA AMATO

ROMA - Un Paese che non riesce a trasformare la propria potenza in energia. Che accumula 'robba' che non si traduce in ricchezza collettiva. Che perde per strada, per incapacità di valorizzarli, talenti propri e importati. Per spiegare il declino dell'Italia l'Eurispes, nel Rapporto 2006, tira in ballo la filosofia aristotelica, Mastro Don Gesualdo, protagonista dell'ominimo romanzo di Giovanni Verga, e infine un personaggio dei giorni nostri, Cassano.

Aristotele. Per declinare in questo modo la metafora: di Aristotele si cita la fisica, la trasformazione dell'essere in potenza ad un essere in atto. L'Italia, spiega il presidente dell'Eurispes Gian Maria Fara, è "un Paese dalle grandi risorse e dalle grandi potenzialità che non riesce ad esprimere e ad affermare un progetto di crescita e di sviluppo. Che non riesce ad individuare un percorso orginale al quale affidare il proprio futuro".

Mastro Don Gesualdo. Per cui la ricchezza accumulata, non traducendosi in benessere e progresso per il Paese, diventa inutile come la 'robba' di Mastro Don Gesualdo, che avrebbe dovuto garantire al personaggio verghiano la sognata elevazione sociale, e invece rimane lì, pronta per essere dilapidata dal genero nobile e squattrinato.

Cassano. E così anche quello che avrebbe pregio, che meriterebbe di essere valorizzato diventa inutile, improduttivo. Come il giocatore della Roma Cassano, ricorda l'Eurispes, acquistato dalla Roma nel 2001 per 30 milioni di euro, un talento poco o nulla valorizzato dalla squadra, alla quale alla fine non rimane che venderlo.

Il declino. In opposizione all'ultimo Rapporto Censis che nega che in atto ci sia un declino del Paese, e che parla anzi di segnali, sia pur deboli, di cambiamento, l'Eurispes afferma senza mezzi termini che "l'Italia è già 'declinata'", almeno quella alla quale eravamo abituati, e ne sta nascendo un'altra che gli osservatori stranieri non vedono e non considerano". E alla quale, contesta Fara, si applicano inutilmente "analisi a scoppio ritardato e ricette politiche bipartisan ancora legate ai modelli della tradizione economica, che hanno mostrato il loro sostanziale fallimento nel corso degli ultimi cinquant'anni".

I segnali: l'indebitamento delle famiglie. I più ampi ed espliciti segnali di declino sono naturalmente la stagnazione economica, il cattivo andamento della produzione industriale, la dimuzione delle esportazioni, il debito pubblico...Tutti dati già ampiamente noti, mentre vale la pena di soffermarsi sulla crisi dei bilanci familiari, e sul conseguente aumento esponenziale dell'indebitamento delle famiglie stesse. Nel 2005, si legge nel Rapporto Eurispes, il credito al consumo ha avuto una crescita del 23,4%, pari quasi a 47 miliardi di euro. Ma all'impennata dei debiti non ne corrisponde una analoga dei consumi, cresciuti a malappena nello stesso periodo dell'1%. Questo perché le famiglie vi fanno ricorso "solo per mantenere il vecchio, dignitoso livello di vita".

Prestiti anche per i consumi alimentari. Negli ultimi anni si registra inoltre un allungamento dei crediti al consumo: quelli la cui restituzione è prevista entro i cinque anni sono passati dai 5.802 milioni di euro del 2001 ai 17,5 miliardi del 2005, con un aumento del 200%. Le famiglie ricorrono al credito "soprattutto per far fronte ai bisogni essenziali (cure mediche e specialistiche, automobili, elettrodomestici, servizi per la casa, ecc) piuttosto che per acquistare beni e servizi voluttuari quali, ad esempio, viaggi e vacanze. Peraltro si sta diffondendo sempre più la pratica di credito al consumo per l'acquisto di beni di prima necessità come quelli alimentari". Pertanto, prevede l'Eurispes, nel 2006 la percentuale delle famiglie italiane che vi farà ricorso aumenterà dell'11,8%.

Più poveri, più ricchi. Come segnalato anche da altre ricerche, l'arretramento dell'economia ha schiacciato la classe media, aumentando il divario tra ricchi e poveri. Alle 2.674.000 famiglie (l'11,7 %) povere rilevate dall'Istat secondo l'Eurispes ne vanno aggiunge due milioni e mezzo a rischio povertà. Si ottengono così 5.200.000 nuclei familiari, il 23% del totale, in situazioni di indigenza. Che hanno tagliato le spese per il tempo libero (61,5%), viaggi e vacanze (64%), destinate ai regali (72%) o ai pasti fuori casa (oltre il 66%).

Mentre i nuovi ricchi vanno cercati, rilevano gli autori del Rapporto, "nei settori finanziario, assicurativo, immobiliare e dei servizi alle imprese". E poi tra i "commercianti all'ingrosso e al dettaglio, imprenditori nel settore dell'edilizia, immobiliaristi e agenti immobiliari, produttori e rivenditori di beni di lusso, titolari di centri estetici e beauty farm". E ancora, tra le "diverse tipologie di liberi professionisti come avvocati e consulenti legali dei settori finanziario, assicurativo e immobiliare, medici specialisti e dentisti, commercialisti e tributaristi", categorie che "hanno potuto sfruttare il ciclo economico di elevata inflazione adeguando verso l'alto in maniera pesante onorari, tariffe e parcelle professionali". Mentre a perdere sono stati i piccoli risparmiatori, i piccoli imprenditori, tra i quali gli artigiani, gli impiegati a stipendio fisso.

Cala la fiducia nelle istituzioni. Nei vari sondaggi che registrano la fiducia dei cittadini nelle istituzione il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è quasi sempre in testa alle preferenze, e infatti anche per l'Eurispes non fa eccezione. E tuttavia, fa notare l'istituto di ricerca, anche la credibilità personale del presidente rischia di venire travolta dalla sempre più dilagante sfiducia degli italiani nei confronti di chi li governa: infatti Ciampi passa dall'80% per dell'anno scorso e di due anni fa al 65,6% attuale. Il 49,2% degli intervistati è "meno fiducioso verso le istituzioni" rispetto allo scorso anno. Dopo Ciampi registra i maggiori consensi la magistratura (38,6%), seguita dal Parlamento e dal governo con, rispettivamente, il 24,6 e il 23%. Anche queste ultime sono percentuali in ribasso (l'anno scorso erano al 44, 34 e 32,9%).

L'Italia in potenza. Il Rapporto Eurispes dopo una disamina impietosa del declino passa a parlare delle potenzialità. A cominciare dal patrimonio culturale che, nelle stime dell'Unesco, assomma al 60-70% di quello mondiale. E poi il turismo, e il suo matrimonio fruttuoso con l'agricoltura. "La via d'uscita dalla crisi è legata - afferma Fara - alla riscoperta e alla valorizzazione delle peculiarità e delle vere vocazioni del nostro Paese. Trasformare la potenza in atto significa dunque realizzare il passaggio da un sistema produttivo orientato alla produzione di beni di consumo individuali, materiali o immateriali, verso la produzione di 'ben vivere collettivo' in termini di riqualificazione urbana; energie pulite e rinnovabili; salvaguardia del territorio, dell'acqua e dell'aria; salute e prevenzione sanitaria; agricoltura e sicurezza alimentare; ristrutturazione della mobilità dei passeggeri e delle merci; ristrutturazione disinquinante dei processi produttivi e uso più efficiente delle risorse".

La raccomandazione: esecrabile ma gradita. In una situazione piuttosto nera nella quale le prospettive lavorative più rosee sono quelle di un precariato a vita, l'italiano medio, pur vedendo la raccomandazione come "una pratica negativa e discutibile per entrare nel mondo del lavoro", la considera, nel 65% dei casi "un'occasione d'inserimento", che per il 67,4% (con punte del 73,4% tra i più giovani) risulta "necessaria".
venerdì, 27 gennaio 2006
Mi sto rendendo conto che ormai le campagne elettorali in Italia si decidono sulla base delle simpatie ed antipatie per questo o quel candidato.

Lo ha capito bene anche Berlusconi, che ha impostato la sua campagna elettorale sul discredito dell'avversario, ad ogni costo. Anche certa parte della sinistra lo ha fatto, ma con alcune differenze per me rilevanti. Prima di tutto, l'ha fatto con una certa coerenza: quando la sinistra più radicale taccia il Presidente del Consiglio di arricchirsi alle spalle dei più poveri, lo fa seguendo la sua filosofia anticapitalistica e di maggior egualitarismo tra le persone. Non importa quanto questo sia utopistico o difficilmente realizzabile. Quando invece Berlusconi monta una vicenda giudiziaria contro i vertici della sinistra, lui che ha sempre lamentato il giustizialismo politico nei suoi confronti, vicenda senza alcuna sostanza le cui dichiarazioni sono state giudicate irrilevanti dai giudici, si contraddice grandemente.

Ma soprattutto, la maggior parte delle volte le accuse rivolte a Berlusconi sono vere e verificabili (a differenza delel sue di accuse). In campo giudiziario i reati da lui commessi sono veri e verificabili, con tanto di sentenze giudiziarie (fatevi un giretto qui). Per quanto riguarda il presunto raggiungimento degli obiettivi del suo governo, racconta un sacco di balle, e i dati sono veri e verificabili, ecco qualche esempio (i dati precisi li trovate qui, comprese imprecisioni della sinistra)
  • Berlusconi a Matrix con Rutelli dice che si ricandida perché ha rispettato il contratto con gli italiani, ma i dati ISTAT lo smentiscono (e quindi non può candidarsi)
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che ha rispettato il punto del contratto relativo ai posti di lavoro, perché l’impegno sui nuovi posti di lavoro era alternativo al dimezzamento della disoccupazione, ma il contratto dice una cosa diversa
  • Berlusconi a Matrix con Rutelli dice che con il centro-sinistra la pressione fiscale è aumentata, ma i dati ISTAT lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che ha creato 1.560.000 posti di lavoro, ma i dati ISTAT lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice che moltissimi paesi in Europa crescono meno di noi, ma i dati OCSE lo smentiscono
  • Berlusconi con Rutelli a Matrix dice non ha aumentato le imposte indirette e non ha messo le mani nelle tasche degli italiani, ma i dati ISTAT lo smentiscono
Mi sembra che ce ne sia abbastanza perchè una persona obiettiva possa dire "ok, abbiamo provato il berlusconismo, adesso è giusto cambiare". Non che dall'altra parte ci siano dei geni, ma credo che almeno il livello di decenza sia molto più alto. Ma se davvero tutti questi fatti non fossero convincenti, allora suggerisco di considerare questi (grazie a Sara per la segnalazione).
  • Il Patrimonio di Berlusconi nel 2003 ammontava a 5,9 miliardi di dollari, 10 miliardi nel 2004 e 12 miliardi nel 2005 (fonte Forbes U.S., novembre 2005)
  • nel 2001 la Presidenza del Consiglio (Prodi) aveva commissionato 1 milione e 750 mila euro di spot a Mediaset, nel 2002 la Presidenza del Consiglio (Berlusconi) ha commissionato 9 milioni e 250 mila euro, ed ha aumentato ogni anno fino agli oltre 10 milioni di euro dell'anno scorso (Economist-London)
  • uno dei produttori italiani di apparecchi per ricevere il digitale terrestre è un'impresa controllata, attraverso la finanziaria Pbf srl, dal fratello Paolo Berlusconi, e usufruisce dei contributi statali per il digitale terrestre (Washington Post)
  • Berlusconi era nel 2001 il 48° uomo più ricco al mondo, nel 2005 è il 25°.
A questo punto c'è solo una ragione per votare nuovamente Silvio. Ambire ad avere un italiano tra i 10 più ricchi uomini al mondo entro i prossimi 5 anni.
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categoria:politica italiana, giustizia, corruzione, berlusconi