martedì, 31 gennaio 2006
"NAIROBI - Aiuti sì ma non esattamente umanitari, almeno nella loro destinazione d'uso. Il governo del Kenya, per bocca del suo portavoce ufficiale Alfred Mutua, ha infatto rifiutato l'offerta di 42 tonnellate di «polvere altamente nutriente» utilizzata nella produzione di biscotti per cani che un'azienda neozelandese ha proposto di inviare nel Paese africano, in particolare per i bambini delle aree maggiormente colpite dalla siccità e dalla carestia che sta minacciando milioni di persone in almeno sette paesi dell'Africa orientale [...]

SITUAZIONE DRAMMATICA - La situazione del Kenya (33 milioni di abitanti, circa il 60 per cento dei quali 'vivè con meno di un dollaro al giorno) si fa sempre più drammatica. Quasi quattro milioni di persone sono a rischio per la tremenda siccità che sconvolge il Paese (già una cinquantina di morti per inedia e malattie connesse, soprattutto bimbi), mentre il governo è travolto da un'ondata di scandali relativi a sperperi (di ieri la notizia che in 18 mesi ha speso 10 milioni di euro per il parco auto governative) e corruzione. Al punto che oggi la Banca Mondiale ha deciso la sospensione di un finanziamento di 19 miliardi di scellini keniani (circa 215 milioni di euro) in attesa di verificare iniziative concrete dell'esecutivo contro la corruzione."

Questa sintesi di un articolo de Il Corriere della Sera è paradigmatica della disastrosa situazione del continente Africano, ma soprattutto dello stato degli aiuti allo sviluppo. A parte il fatto che sarebbe interessante capire quanto di questa spaventosa siccità sia imputabile ai cambiamenti climatici, faccio notare che gli aiuti alimentari, quando diventano permanenti, creano una situazione perversa. Sono certamente indispensabili nelle situazioni di emergenza, quando non è possibile reperire cibo in loco. Ma se diventano la prassi, finiscono per distruggere completamente le economie locali in condizionii di normalità, perchè i soldi degli aiuti vengono impiegati per acquistare cibo nei paesi industrializzati e spedirlo in Africa, anzichè avviare attività produttive e sostenere l'agricoltura in loco, rafforzando l'economia e l'autonomia locali. Pensate che ad oggi non un dollaro degli aiuti governativi degli Stati Uniti, la più grande potenza economica mondiale, viene speso in Africa, tutto il cibo è acquistato nella stessa nazione. A tutto vantaggio delle imprese statunitensi. Molto spesso poi si rincara la dose, spedendo nel terzo mondo aiuti alimentari con cibi OGM (molto peggio dell'articolo citato, nel quale l'impresa accusata sembra in buona fede, visto che il titolare consumerebbe lui stesso il preparato perchè altamente nutriente, splendido esempio di acquisto "in economia").

E ce ne sarebbe da dire anche sulla corruzione dei governi locali e sulle loro politiche volte a favorire le grandi multinazionali, sul commercio internazionale e sui sussidi ai sistemi agricoli occidentali, anche se qualcosa sta cambiando. Per chi ha voglia, questo è un articolo interessante.

Pur non essendo un esperto, credo che la situazione degli aiuti a livello di organizzazioni non governative e Nazioni Unite sia migliore, con diversi progretti per costruire pozzi d'acqua, sistemi energetici autonomi e sostenibili, incentivazione delle economie e dell'agricoltura locali. Quindi il consiglio personale è di valutare con un minimo di attenzione i progetti per cui si chiedono donazioni e contributi in denaro. Ci sono un sacco di iniziative meritevoli.
postato da: civix alle ore 10:47 | Permalink | commenti
categoria:politica, giustizia, africa, alimentazione