martedì, 28 marzo 2006
Oggi pubblico questa mail di un amico di corrispondenze internettiane. Sono parole che mi hanno riscaldato il cuore e commosso. Spero possano fare altrettanto a voi.

"Infine condivido con voi alcune riflessioni su quello che sta accadendo in questi giorni... ieri sera, tornando a casa, la mia testa andava ai mille discorsi del presente...le parole spese sui soliti virus - ma non sulla qualità del cibo, dell'acqua e dell'aria -, sull'alta velocità - ma non sulle troppe automobili -, sulle scelte politiche - ma non energetiche e sui motori ad energia elettromagnetica, ad acqua, a energia solare -, sulle crisi energetiche da tagli (russi) - e mi ricordavo di quella voluta dalla Enron in un ormai lontano passato...-, ed economiche - ma guai a parlare del signoraggio delle banche -, di guerra al terrorismo - ma non dei ben più gravi effetti dell'uranio impoverito anche in Europa e sui prossimi e ben più preoccupanti cambiamenti climatici....-, di grandi opere - ma non dei cambiamenti della griglia energetica terrestre a cui esse sottendono -.

Ad un certo punto la mia testa, mentre continuava a parlare, è scivolata sullo sfondo: ho percepito la presenza di un testimone silenzioso nel cuore - muto, osservava le bugie, gli inganni, la stupidità, l'estrema violenza e l'estrema astuzia... Ho percepito anche come può essere difficile rinunciare a credere ancora alle solite parole... emerge il senso di impotenza, di vuoto, di tradimento: per sfuggire dalla disillusione nasce così la volontà di unirsi e di creare qualcosa di grande che porti a sentirsi meno impotenti, ad affidarsi ad un salvatore, ad una guida per il quale rinunciare un pò alla propria intelligenza... e il male ricomincia - mi ricordo una frase di Krishnamurti: "é importante collaborare, ma ancora più importante è capire quando non collaborare..." -.
Questa è forza, ma richiede la capacità di percepire e sopportare il senso di impotenza, di solitudine, di fatica... Allora si può stare da soli nella propria chiarezza, allora è possibile anche, al limite, instaurare collaborazioni flessibili per progetti in cui intelligenza, sensibilità e rispetto siano qualità presenti e vive, protette dalla nostra presenza e dalla nostra capacità di dire NO! quando serve, anche al costo estremo di togliere la nostra collaborazione. Nessuna campana da difendere, nessuna idea per cui sacrificarsi, solo progetti aperti che costruiscono e creano. E soprattutto, progetti che partono dalla nostra sensibilità e intelligenza, e non dalle parole di qualcun altro...

Ma prima di tutto bisogna percepire la ferita dello smarrimento, il bisogno sofferente di un mondo diverso, e ricominciare da lì, in prima persona, ognuno a suo modo, solidi sulle proprie gambe e insieme agli altri finché la propria consapevolezza lo consente. Come dice Ivanov, le cose iniziano a cambiare quando la percezione di ciò che occorre diventa potente, dice infatti...

"Lo si è spesso constatato nel corso della storia: ogni qualvolta appaiono nuovi bisogni in una società, si trova qualcuno pronto a soddisfarli, fornendo alle persone ciò che esse reclamano. Così, in base ai propri bisogni, l'umanità si trasforma ed evolve. I bisogni sono dunque come "la madre" di tutte le creazioni nei vari campi dell'esistenza.
Si osservano le stesse leggi in campo artistico e in campo spirituale. Perché vi sono così pochi artisti che creano opere sublimi? Perché pochissime persone sono in grado di apprezzarle; i desideri e i bisogni elevati di pochi non possono influenzare l'insieme della creazione artistica. E se il Regno di Dio non è ancora venuto sulla terra, è perché non ci sono molte persone che ne hanno bisogno. Se fossero in tanti a reclamare pace e abbondanza per il mondo intero, la pace e l'abbondanza verrebbero."
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categoria:buone notizie, stili di vita
domenica, 26 marzo 2006
In queste ultime settimane le ricerche che dimostrano l'esistenza e la gravità dell'effetto serra e dei cambiamenti climatici provocati dall'uomo si sono moltiplicati (guardatevi i link a destra dell'articolo riportato oggi). Questo è l'ultimo allarme lanciato su Repubblica oggi. Più chiaro di così non poteva essere. Consideriamo che una conseguenza di quanto descritto dall'articolo sarà che i nostri figli (miei, tuoi, suoi) quando avranno cinquant'anni potrebbero essere costretti a migrare verso l'interno dell'Europa, ad affrontare condizioni climatiche estreme, a pagare il cibo dieci volte quanto lo paghiamo oggi. Siamo, in altre parole, ad una generazione dal disastro. Cosa stiamo aspettando? Le testate giornalistiche serie dedicano sempre più spazio al problema che, secondo uno studio del Pentagono (non di Greenpeace), rappresenta una minaccia più seria del terrorismo internazioanle. Questa, ad esempio, è la sezione della BBC.

Due riflessioni. La prima basata sulle evidenze scientifiche e sul parere della stragrande maggioranza di scienziati, tecnici ed esperti: non stiamo facendo abbastanza a livello di grandi istituzioni e paesi per evitare questo scenario, anzi siamo piuttosto distanti. I segnali politici a riguardo sono molto deboli. Secondo: se la situazione è questa, occorre che ci rimbocchiamo tutti le maniche, dal primo all'ultimo, giorno per giorno. Le vere armi di distruzioni di massa sono queste: inondazioni ed uragani, carestie, epidemie ed allergie legate ai cambiamenti climatici. Meglio credere ai libri di Greenpeace piuttosto che a quelli di Chricton. I secondi galleggiano, i primi vi dicono come evitare di ritrovarvi a dover nuotare!
Difficile contestare che, almeno sulla carta, il programma dell'Unione è più serio di quello della Casa delle Libertà.


"2100, Venezia e Londra sott'acqua


L'allarme di Science: "Effetto serra"

di LUIGI BIGNAMI
 
Nel 2100 Venezia potrebbe scomparire sotto il mare

ROMA - È l'ultimo allarme per il nostro pianeta, forse il peggiore tra quelli lanciati finora. Venezia e molte delle città italiane vicino alle coste scompariranno sotto il mare. Il Pantheon a Roma sarà appena sopra il livello del mare. Stessa fine per la Torre di Pisa. E così sarà anche per molte grandi megalopoli della Terra, quali Londra, New York, New Orleans. La causa è la temperatura della Terra che sta salendo ad una tale velocità che lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e dell'Antartide porteranno entro il 2100 ad un innalzamento dei mari di 6 metri.

Il tutto dipende dall'aumento della temperatura terrestre che al tasso attuale di crescita entro la fine del secolo si sarà alzata di poco meno di 2 gradi centigradi rispetto ad oggi. Le regioni artiche raggiungeranno una temperatura che ebbero solo 130.000 anni fa. E proprio in quel periodo il livello dei mari era più alto di oggi di ben sei metri.

Questo studio, condotto da ricercatori dell'Università dell'Arizona di Tucson e pubblicata su Science è particolarmente importante perché tiene conto contemporaneamente di quel che succederà nelle zone artiche e nelle aree antartiche. "Già ora lo scioglimento dei ghiacci è in atto, tant'è che sono molti i mari del pianeta in crescita, Mediterraneo compreso.

Ma a partire dalla seconda parte del secolo, lo scioglimento dei ghiacciai polari accelererà e sarà irreversibile", spiega Jonathan Overpeck uno degli scienziati della ricerca. L'innalzamento dei mari farà si che le tempeste avranno un impatto catastrofico lungo le coste.

Ma si è certi di queste conclusioni? I climatologi lo sono, perché hanno utilizzato un nuovo modello matematico per predire il clima. Per verificare la validità del sistema essi hanno realizzato una simulazione al computer combinando l'aumento della temperatura terrestre con lo scioglimento dei ghiacci del passato per verificare se la simulazione confermava quanto si conosceva.

Essi hanno trovato che i dati concordavano esattamente con quanto i sedimenti e i fossili indicano per il periodo compreso tra 129mila e 136mila anni fa. La conferma della bontà del modello ha dato modo di inserire i dati attuali per predire cosa avverrà nel prossimo futuro.

Nel frattempo lo scioglimento dei ghiacciai groenlandesi è confermata dall'aumento dei terremoti che avvengono sull'isola. La scomparsa del ghiaccio infatti, fa risalire verso l'alto la crosta terrestre che scarica l'energia dando origine a piccoli sismi. Tra il 1993 e il 2002, infatti, se ne verificavano non più di quindici all'anno, nel 2005 furono 36."
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categoria:cambiamenti climatici
mercoledì, 22 marzo 2006
Tratto da Luogocomune. Me lo sono visto in diretta sulla CNN. Privilegio che avrò ancora per pochi giorni! Intervento davvero incisivo. Per inciso, la giornalista che faceva la controparte è del National Geographic (a cui sono iscritto) ed è stata piuttosto vaga nelle risposte. Mi chiedo poi perchè mai il National Geographic faccia degli speciali sull'11/9, quando invece si occupa di natura (così mi è stato detto quando mi sono iscritto). Ma negli Usa funziona così: anche su Discovery Channel, se non ci sono attacchi di squali, formiche assassine, terremoti, uragani o tsunami gli americani non seguono il programma. Insomma, se non c'è tensione, paura e violenza non sono contenti (potrebbe altrimenti calargli l'appettito e l'economia ralllentare!).


"Ieri è toccato all'attore Charlie Sheen dare un'altra picconata al muro di omertà che protegge la bugia dell'undici settembre. Alle sette di sera, in diretta su CNN-Showbiz, e alle 11 di sera, in replica, Charlie Sheen ha risposto telefonicamente ad alcune domande del conduttore, dopo aver manifestato pubblicamente i suoi dubbi sulla versione ufficiale dell'undici Settembre. L'attore ha detto di rendersi perfettamente conto che queste sue dichiarazioni gli costeranno l'ostracismo di una buona parte dell'establishment, ma ha anche detto che "un buon americano non può non porsi certe domande, di fronte a certi fatti inconfutabili".

Sheen ha detto chiaramente che secondo lui le Torri Gemelle sono crollate in maniera "troppo simile a quella di una demolizione controllata" per essere archiviate come crolli passivi. Riguardo al Pentagono, e all'assenza dei resti del Boeing, Sheen si è domandato perché mai il governo americano non ci voglia mostrare una volta per tutte una qualunque delle immagini che deve sicuramente avere dell'aereo in avvicinamento. Sheen ha mostrato di conoscere molto bene la materia, ...

... chiedendo "fatemi vedere come si fa a fare una virata di 270°, con un 757, scendendo di settemila piedi nell'arco di pochi secondi, e come si fa poi a portare questo aereo per 500 metri, a 850 all'ora, volando con sicurezza a pochissimi metri da terra".

Il suo intervento è stato breve, conciso ed efficace. Senza tanti giri di parole, ma in maniera educata e "politically correct", Charlie Sheen ha fatto quello che qualunque persona pubblica dovrebbe fare - avrebbe dovuto fare, anzi, sin dal 12 settembre di cinque anni fa - se ritiene che il suo governo gli abbia mentito.

Subito dopo sono intervenuti, da una parte, la giornalista responsabile della fortunata miniserie TV "Inside 9/11" - che naturalmente è basata sulla versione ufficiale dei fatti - e dall'altra il portavoce ufficiale del gruppo recentemente formato 9/11Truth Movement.

La giornalista ha negato naturalmente l'ipotesi avanzata da Sheen, sostenendo che "è stato ampiamente provato dagli esperti che gli edifici sono crollati da soli, perché la protezione antincendio sulle colonne portanti è risultata assente". Chi l'abbia rubata non si sa, ma prontamente il rappresentante di 9/11Truth si è domandato come possa essere crollato anche WTC7, che non era stato colpito da nessun aereo, ed il cui incendio era decisamente limitato.

La giornalista non si è ritenuta in dovere di dare lei quella risposta.

A sua volta il portavoce di 9/11Truth ha detto che "Charlie Sheen non è solo, l'organizzazione è forte e cresce di giorno in giorno". Ha poi concluso obbligando in qualche modo la giornalista di N.G. ad ammettere che "è giusto che gli americani si pongano delle domande", aggiungendo subito "visto soprattutto che la Commissione Indipendente per il 9/11, che aveva promesso di dare queste risposte, si è poi dimenticata di farlo."

Questo episodio si aggiunge a una serie già notevole di "outings" coraggiosi, dei quali sicuramente il più importante - quello che ha rotto il ghiaccio, a livello di media nazionali - è stata la presa di posizione sui crolli delle Torri Gemelle del Professore di Fisica dell'Università dello Utah, Steven Jones.

Il fatto stesso che Charlie Sheen avesse a disposizione tutte quelle precise informazioni che noi ben conosciamo, e che ne abbia potuto fare un ottimo uso, rispetto al poco tempo che aveva a disposizione, dimostra come Internet sia l'arma preziosa che rischia di cambiare radicalmente la storia di questa ultima strage di stato, rispetto a tutte le precedenti. Per arrivare più o meno al punto in cui siamo oggi con l'undici Settembre, il caso Kennedy - che ha viaggiato solo sui libri, gli articoli di giornale e la radio/TV - ci ha messo almeno trent'anni. E giornali e TV non crescono algebricamente..."
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categoria:11/9
martedì, 21 marzo 2006

Se qualcuno ha notizie simili riguardanti altri produttori è pregato di segnalarle in questo post. Tratto da Jacopofo.it

"Presentiamo oggi un libro molto sofferto ma che e’ unico nel suo settore: la Guida al vestire critico, elaborata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo, lo stesso che periodicamente prepara la Guida al Consumo Critico.
Il libro, che ha richiesto oltre un anno di lavoro, rivela l’assoluta conforme incontrollabilita’ del settore abbigliamento: basti dire che su 61 questionari inviati alle aziende, ne sono tornati indietro solo 5. In molti casi e’ stato un lavoro difficilissimo solo trovare gli stabilimenti esteri e in quali paesi si trovano.
Tutte le aziende dell’abbigliamento lavorano nello stesso modo, seguendo la stessa strategia produttiva: “contenimento dei costi”
Quella che pubblichiamo e’ la storia di una ragazza indonesiana che lavora per un'azienda che fabbrica prodotti Nike e, di seguito, un agghiacciante elenco di soprusi e negazione dei diritti elementari dei lavoratori che si applica nelle fabbriche che lavorano per il colosso multinazionale.
“Buona lettura”.


Il costo di un paio di scarpe Nike

Trymun e' una ragazza indonesiana di 19 anni che lavora in una fabbrica di scarpe. De anni fa lascio' il suo villaggio piena di ottimismo. Sperava di guadagnare abbastanza per mantenersi e mandare a casa un gruzzoletto. In realta' non ce la fa neanche a coprire le sue spese personali. Riesce a sbarcare il lunario condividendo la stanza con altre nove compagne e facendo un sacco di straordinari.
Ecco il suo racconto: "Ogni giorno lavoriamo dalle otto fino a mezzogiorno, poi facciamo pausa per il pranzo. L'orario del pomeriggio dovrebbe andare dall'una alle cinque ma dobbiamo fare gli straordinari tutti i giorni. Durante la stagione di punta lavoriamo fino alle due o alle tre di notte. Anche se siamo sfinite non abbiamo scelta. Non possiamo rifiutare gli straordinari perche' le nostre paghe di partenza sono bassissime. La mia corrisponde a 50 dollari al mese che in realta' diventano 43 perche' il datore di lavoro ci trattiene 7 dollari per le tasse di registrazione. Quando ci ha tolto le spese per il dormitorio, l'acqua e la corrente elettrica, mi rimane molto poco per mangiare".
La fabbrica in cui Trymun lavora appartiene a un sudcoreano, ma le scarpe che produce sono destinate a Nike. Nonostante mezzo miliardo di dollari all'anno di profitti, Nike si lamenta: "Con i tempi che corrono rimanere sul mercato e' una battaglia continua. Per vincerla bisogna investire in pubblicita'". E cosi' fa. Abitualmente dedica a questa voce l'11% del suo fatturato, e non solo per spot televisivi e annunci sui giornali ma anche per sponsorizzazioni.
Strano mondo il nostro. Nel 2003 James LeBron, un atleta americano di pallacanestro neanche diciottenne, ha firmato un contratto di sette anni che lo obbliga a indossare maglie e scarpe col marchio Nike bene in vista. In cambio riceve 90 milioni di dollari. Trymun, che produce il bene su cui e' costruito tutto il castello pubblicitario e commerciale dovrebbe lavorare 150.000 anni per guadagnare la stessa cifra. Tutti si arricchiscono sul lavoro di Trymun, tranne lei. Su un paio di scarpe che in negozio paghi 70 euro, a Trymun va solo mezzo euro, poco piu' o poco meno, a seconda del cambio del dollaro. In definitiva, il prodotto di Trymun come le patatine fritte: un bene insignificante che fa da pretesto per vendere una confezione ingombrante e permettere a pubblicitari, imprenditori, supermercati e altri parassiti di avere la loro fetta di guadagno.
Verificare per credere. Sul prezzo finale di un paio di scarpe Nike, il lavoro di assemblaggio incide per lo 0,4%, il materiale e le altre spese di produzione per 9,6%, il trasporto per il 5%. Il resto sono balzelli privati e pubblici: tasse governative 20%, profitti al produttore 3%, pubblicita' e marketing 8,5%, progettazione 11%, profitti di Nike 13,5%, quota del rivenditore 30%.

Giudicate se questa e' un'azienda...

Per molti anni, Nike e' stata la multinazionale che ha ricevuto piu' critiche per le condizioni di lavoro. In dieci anni di indagini a carico dei suoi fornitori, sono state riscontrate violazioni di ogni genere, compreso il ricorso al lavoro minorile, come denuncio' nel 1996 un servizio apparso su "Life" relativo alla cucitura dei palloni in Pakistan. Nike stessa, nel suo rapporto sociale 2005m riconosce che nelle fabbriche delle sue appaltate si verificano ancora numerose violazioni. Dalle indagini e denunce avanzate da sindacati e associazioni, sia di natura locale che internazionale, risulta che nelle fabbriche al suo servizio si verificano le seguenti violazioni:
- minacce, arresti, tentati omicidi nei confronti di attivisti sindacali;
- mancato rispetto delle liberta' sindacali;
- chiusure di interi stabilimenti, con licenziamento in tronco di migliaia di lavoratori e mancato pagamento degli stipendi arretrati;
- uso di anfetamine per affrontare il lavoro notturno;
- salari al di sotto del minimo legale;
- mensilita' trattenute per impedire ai lavoratori di dimettersi;
- multe e tagli agli stipendi;
- insulti, intimidazioni e molestie sessuali;
- licenziamenti arbitrari;
- lunghi orari di lavoro;
- Straordinari obbligatori e non adeguatamente retribuiti;
- Lavoro a cottimo, con obiettivi produttivi eccessivi;
- Mancato rispetto del riposo settimanale;
- Sorveglianza tramite telecamere, poste anche nei bagni;
- Ambienti di lavoro insalubri;
- Condizioni igieniche precarie;
- Incidenti gravi con menomazioni permanenti;
- Lavoratrici costrette a mostrare l'assorbente per avere il permesso dovuto loro per legge in caso di mestruazioni;
- Test di gravidanza obbligatori."

postato da: civix alle ore 18:17 | Permalink | commenti
categoria:giustizia, stili di vita, consumo etico
lunedì, 20 marzo 2006

Se fosse stata vera, sarebbe stata una buona, buonissima notizia. Avremmo trovato una cavia per testare gli effetti del cibo ogm sulla donna (o meglio, una specie minore), e magari ci saremmo liberati presto di un buffone. Anzi, mi verrebbe da dire che, visto il personaggio, gli effetti della presunta dieta sono già ampiamente visibili. Voglio sottolineare, delle dichiarazioni fatte da questa specie di donna, l'ipocrisia di portare gli ogm come soluzione della fame nel mondo e poi vivere tra lussi e sprechi come fa lei. Tra donne col dito facile e ministri della sanità spioni, consiglio a Fini di fondare un nuovo partito. Tratto da Greenplanet.


"AN, SANTANCHÈ CONTRO ALEMANNO: "IO MANGIO SOLO OGM"

«La  posizione di Alemanno sugli Ogm non è condivisa in An. Non dobbiamo fare una politica miope o di retroguardia, gli Ogm sono una grande opportunità da perseguire, anche per il problema della fame nel mondo».


«Gli Ogm? Io mangio solo quelli».
È cominciato dall’incontro con il mondo economico e con una battuta destinata a far discutere la campagna elettorale di Daniela Santanchè, signora dei salotti milanesi, parlamentare e fedelissima di Gianfranco Fini, che l’ha fortemente voluta al 2° posto, sinonimo di elezione certa, nella lista di An alla Camera, circoscrizione Lombardia 3 [...]

Vestita interamente di bianco, la Santanchè è arrivata alle 10.30 e subito, mentre nella sala vicina si riuniva il consiglio d'amministrazione della Fiera, ha incontrato, insieme con Grillotti, i rappresentanti delle associazioni di categoria: i presidenti della Libera Mario Maestroni, dell’Ascom Claudio Pugnoli, dell’Associazione artigiani Giuseppe Ferrari e Giuseppe Bini, per gli industriali. Anfitrione Antonio Priva, presidente di CremonaFiere. Un confronto di 40 minuti, senza rete, scoppiettante, con più di una sorpresa.
Ha cominciato la Santanchè parlando di Luca di Montezemolo: «Il leader di Confindustria ce l’ha con il centrodestra, anche se più, a dir la verità, con Forza Italia che An. Noi non vogliamo creare tensioni con le associazioni di categoria, questa conflittualità è un errore». «Al nostro interno convivono posizioni ed esigenze diverse», ha risposto Bini.

Archiviato il discorso su Montezemolo, «quali sono i problemi dell’economia cremonese?», ha chiesto la relatrice dell’ultima Finanziaria. «La Cina non ci sta creando grosse difficoltà», ha detto Bini. «Qualche sfumatura, per quanto ci riguarda, c’è. An supporta una certa tesi sugli Ogm, ai quali noi non siamo contrari», ha affermato Maestroni.

«La penso come lei. Mangio solo Ogm», ha colto la palla al balzo la Santanchè, non nascondendo la diversità di vedute sugli Ogm con Gianni Alemanno, ministro all’agricoltura, suo compagno di partito e leader di un’altra corrente, Destra sociale: «Alemanno ha ridato dignità a un ministero che era caduto in disgrazia. La sua posizione sugli Ogm non è la mia e nemmeno di tanti altri in An. Non dobbiamo fare una politica miope o di retroguardia, come ai tempi della rinuncia del nucleare, uno scotto che adesso paghiamo. Gli Ogm rappresentano una grande opportunità, anche per il problema della fame nel mondo, e sono una strada che va perseguita».

[...]

Salutati gli interlocutori, la Santanchè è tornata sulla vicenda degli Ogm: «Se è vero che mangio solo quelli? Era, anche se negli Ogm ci credo davvero, una battuta. Se no cosa scrivete domani?»."
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categoria:politica italiana, ogm
sabato, 18 marzo 2006
Quello che non è in grado di fare il Papa, questo papa che trovo scandaloso, allineato a personaggi come Bush che chiama difensori della libertà e incapace di alzare la voce contro un'amministrazione che ha scatenato due guerre preventive basate sul nulla e che invoca il nome di Dio per i suoi petroconflitti; questo Papa che è disposto a ricevere una parte politica durante la campagna elettorale; questo Papa che interviene duramente su una proposta del centro-sinistra, i PAC e i diritti delle coppie di fatto, che non ha nulla di religioso e che continua a dire di non voler interferire con la politica italiana. Quello che non fa il Papa, dicevo, lo ha fatto un curato di campagna. Dopo aver ricevuto, assieme ad altri 25.000 parroci, le avances politiche di Bondi, ha risposto al mittente senza mezzi termini, mettendo a nudo l'ipocrisia del personaggio, e sbugiardandone il tentativo di farsi amica una parte del mondo cattolico in vista delle elezioni. Ratzinger Zeta ne avrebbe da imparare....

Tratto da Beppe Grillo

"In preda a delirio alcolico Bondi ha inviato una lettera densa di significati pastorali a 25.000 parroci italiani in occasione delle elezioni.

"È, questo, il nostro modo di impegnarci per testimoniare la nostra fede. La prego di voler accogliere questo piccolo pensiero, la nostra semplice brochure, come un modo per condividere l'impegno difficile per l'affermazione della Verità Cristiana nella nostra società e nel tempo che ci è dato di vivere. Con questi sentimenti e pensieri voglia ricevere i miei più affettuosi saluti. Con viva cordialità. Suo devotissimo".
Sandro Bondi

Queste le parole di accompagnamento di Superciuk (Bondi) all'opuscolo: "I frutti e l'albero. Cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa" inviato ai parroci italiani. Una brochure che elenca i provvedimenti in favore della Chiesa in questi anni, come la legge per la regolarizzazione degli insegnanti di religione, la legge per gli oratori, l'abolizione dell'Ici per gli enti ecclesiastici e non profit, la battaglia per il riferimento alle radici cristiane dell'Europa e la difesa del crocifisso nelle scuole.
E inoltre la legge per la fecondazione assistita, la nuova legge contro la droga, le missioni di pace nel mondo in Iraq, Afghanistan, Kosovo, l'indagine conoscitiva sulla legge 194 sull'aborto.

Un parroco gli ha risposto a nome della categoria rispedendo al mittente l'opuscolo.

"Signor Bondi,
sono abituato a dare alle parole il loro peso per cui a chiamarla "onorevole" dovrei coartare la mia coscienza.
Ho ricevuto l'inverecondo opuscolo che lei, immagino, ha inviato a tutte le parrocchie d'Italia.
Glielo restituisco senza nemmeno sfogliarlo e le ricordo che le parrocchie non sono discariche di rifiuti né postriboli nei quali si possa fare opera di meretricio.
Abbiamo una nostra dignità, noi sacerdoti, e non siamo usi a svendere per un piatto di fagioli il nostro patrimonio religioso, culturale, sociale ed umanistico che voi in cinque anni di malgoverno avete dilapidato.
Avete fatto razzia di tutto. Avete dissestato la finanza pubblica, avete ridotto alla fame gli enti locali da una parte e foraggiato, dall'altra, gli enti ecclesiastici cercando di comprarvi il nostro silenzio se non addirittura la nostra compiacenza.
Avete popolato il Parlamento di manigoldi, ladri e truffatori. Di 23 parlamentari condannati in via definitiva più della metà (13 per la precisione) fanno parte del vostro gruppo. Avete fornicato con il razzismo della Lega e con il fascismo di Rauti. Con voi i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri. Il vostro "Capo" in cinque anni ha quadruplicato il suo patrimonio, mentre le aziende del Paese andavano in crisi. Solo l'elettromeccanica, nell'ultimo quadrimestre del 2005, ha perso il 7,1% del suo fatturato.
I nostri pensionati, da qualche anno in qua, non solo non riescono più ad accantonare un soldo, ma hanno incominciato a rosicchiare il loro già risicati risparmi.
Avete speso energie e sedute-fiume in Parlamento per difendere a denti stretti le "vostre" libertà mentre il Paese rotolava al 41° posto quanto a libertà di stampa e pluralismo di informazione, dopo l'Angola.
Avete mercificato i lavoratori e ipostatizzato le merci.
Si tenga pure, signor Bondi, la sua presunzione di coerenza con la "dottrina sociale della Chiesa". Noi preti vogliamo tenerci cara la libertà di lotta e di contestazione contro la deriva liberista e populista della vostra coalizione".

Aldo Antonelli (parroco) - Antrosano"
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categoria:politica italiana, berlusconi
domenica, 05 marzo 2006
Tratto da Greenplanet.

Un paio di settimane fa, gli agrari cremonesi sollecitavano: «Basta con le ideologie, sugli OGM la parola alla scienza».

In autunno, Veronesi si era lamentato perché «In Italia serpeggia un movimento antiscientifico», dopo aver dichiarato l’anno prima che «I cibi geneticamente modificati non nascondono alcun rischio per la salute. Nessuna indagine epidemiologica dimostra l'esistenza di danni provocati da questi alimenti, che anzi sono più sicuri di quelli cosiddetti naturali perché molto più controllati. E dirò di più. Se in Italia si potesse scegliere, personalmente vorrei nutrirmi di mais transgenico».

Più o meno contemporaneamente, Tullio Regge allertava «Attenti, vogliono imbavagliare la scienza», e Giuseppe Bretoni tuonava: «Sugli OGM il principio di precauzione ha rasentato l’ignavia».

E potremmo continuare, piluccando nel nostro capiente archivio.

Nel quale - però - troviamo, tra l’altro, anche notizia della sperimentazione effettuata dall’Arsia per conto della Regione Toscana: il mais OGM contamina tranquillamente l’altro mais seminato a 50 metri di distanza, dato sostanzialmente confermato dal recente lavoro presentato dal Cedab, secondo il quale, in condizioni ottimali, a risparmiare il mais convenzionale o biologico dall'inquinamento dello 0.5% da parte di mais OGM non bastano 30 metri di area tampone.

Ma troviamo anche che ricercatori italiani delle Università di Pavia e di Urbino hanno presentato uno studio nel quale si rilevano nelle cavie alimentate con OGM alterazioni nelle cellule dei testicoli, del fegato e del pancreas (tranquilli: regredivano in poco tempo tornando a una dieta senza OGM).

Oppure che in un rapporto che un’impresa sementiera biotech aveva distrattamente scordato di presentare all’Autorità europea sulla sicurezza alimentare, si rilevavano nelle cavie alimentate con mais OGM malformazioni ai reni, una diversa composizione del sangue e altre gravi anomalie fisiche.

O la presentazione -la settimana scorsa- dei risultati del maxi progetto di ricerca coordinato dall'Inran e finanziato dal Ministero per le politiche agricole, nel quale si rilevano modificazioni della risposta immunitaria intestinale e periferica in animali alimentati con OGM.

Probabilmente agli agrari cremonesi, a Veronesi, Regge & Bertoni, impegnati com’erano nella difesa della scienza contro l’ideologia non è rimasto tempo sufficiente per leggere quanto qui sopra sommariamente accennato.

Chissà come mai ci torna in mente quanto il Consiglio dei diritti genetici scriveva nel presentare gli atti del congresso internazionale "Nutraceutical, nanobiotecnologie, test genetici", e cioè «La scienza è davvero tale solo se usa prudenza e precauzione, se "vede prima" le conseguenze che determina e "pre-viene" quelle negative. Altrimenti è avventura».

Roberto Pinton


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categoria:scienza, salute, ogm
giovedì, 02 marzo 2006

Non vedo l'ora di sentire in Parlamento qualche discorso infuocato di Franca Rame contro destra e sinistra! Vedete? La sinistra non ha voluto candidare Dario Fo a Milano, e forse ora si ritroverà la moglie in Parlamento!!!

di Jacopo Fo

Grazie ai molti che hanno incoraggiato Franca e anche grazie a chi ha votato e commentato il nostro sondaggio si è ormai arrivati alla decisione: Franca si candiderà in Lombardia e Emilia Romagna, come capolista, all'interno delle liste dell'Italia dei Valori di Di Pietro, come indipendente, insieme ad alcune persone provenienti dalle liste civiche che come saprete non sono state accettate dall'Unione.
Questo piccolo gruppo di candidati offrirà la possibilità di un voto diverso pur all'interno dello schieramento di centro sinistra.
Un modo per cercare di portare a votare anche chi è stufo di un certo modo di far politica a votare.
Se Franca verrà eletta metterà al centro del suo impegno l'analisi degli sprechi dello stato e la razionalizzazione del sistema giudiziario (certezza della pena, basta con i cavilli che invalidano le condanne, lotta ai reati di truffa, corruzione, manipolazione del mercato azionario, reati finanziari e umanizzazione delle carceri.
Nei prossimi giorni, ovviamente, vi racconteremo tutti gli svuluppi. Intanto spero che questa notizia vi dia gioia e felicità.
Se vuoi saperne di più:

www.jacopofo.com/?q=node/844

www.jacopofo.com/?q=node/874

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categoria:politica italiana, buone notizie