domenica, 26 febbraio 2006
Una serie di evidenze scientifiche sulla superiorità dei cibi biologici. Il problema del maggior prezzo resta tutto, anche se l'agricoltura convenzionale dovrebbe mettere in conto gli impatti ambientali che causa. Tratto da Greenplanet.

"Il primo allarme è stato lanciato nel 1993 dal rapporto “Pesticidi nelle dieta dei neonati e dei bambini” del National research council Usa, dopo 5 anni di studi: i criteri di valutazione del rischio tossicologico da pesticidi non prendevano in considerazione i bambini.

I residui ammessi per legge negli alimenti erano (e -ahimè -sono) calcolati sulla base di un “adulto medio” teorico di 60 kg, senza valutazioni in termini di sicurezza per l’età e per le specifiche caratteristiche metaboliche dei bambini, per il fatto che assumono molto più cibo di un adulto (in proporzione al peso corporeo) e sono a maggior rischio di accumulo di contaminanti tossici.

Lo studio del 1999 “Monitoraggio biologico dell’esposizione ad antiparassitari organofosforati nei bambini italiani” realizzato dall’Istituto di pediatria preventiva e neonatologia dell’Università di Siena e dal dipartimento di Tossicologia occupazionale e Igiene industriale dell’Usl scopriva nelle urine di tutti i bambini “valori di residui significativamente più elevati” rispetto agli adulti, residui che scomparivano quando fosse stato consumato in mensa biologica anche un solo pasto al giorno.

Nel 2000 al forum organizzato dal Petrini institute i pediatri concordavano sul fatto che l'alimentazione a base di prodotti biologici soddisfa in misura completa ed equilibrata i fabbisogni nutrizionali del bambino.

Al congresso 2002 della Società italiana di nutrizione umana si raccomandava fortemente il biologico: “è un cibo pulito, controllato e ben si adatta al delicato metabolismo dei bambini e degli adolescenti. Grazie al metodo produttivo contiene meno acqua ed è più ricco di elementi essenziali nella crescita come vitamine, sali minerali e fibre”.

Sempre nel 2002 il Centro di alimentazione infantile per la prevenzione delle malattie dell’adulto dell’Ospedale Melloni di Milano, scriveva nelle conclusioni dell’esperienza clinica condotta sul divezzamento con prodotti biologici: “I vantaggi che si possono ottenere nei bambini con un utilizzo regolare e costante nel tempo dei prodotti biologici sono sicuramente enormi. Rispetto agli alimenti convenzionali, i prodotti biologici forniscono un apporto significativamente maggiore di molte componenti nutrizionali, una qualità migliore per altre e un minore apporto di pesticidi, antibiotici, nitrati, OGM e additivi”.

Nel 2003 il Dipartimento di salute ambientale della School of public health and community medicine dell’Università di Washington concludeva lo studio “Esposizione a pesticidi organofosforati da parte di bambini in età prescolare con alimentazione convenzionale e biologica” con le parole “Lo studio ha rilevato che i bambini con dieta prevalentemente biologica presentano livelli di esposizione ai pesticidi organofosforati significativamente inferiori a quelli che consumano prevalentemente alimenti convenzionali (…) Il consumo di prodotti biologici costituisce un mezzo relativamente semplice a disposizione dei genitori per ridurre l’esposizione dei loro bambini ai pesticidi ”.

Nel 2004 “Chemical trespass: pesticides in our bodies and accountability” , analisi dei dati del Center for disease control degli Stati Uniti, riscontrava la maggior presenza di antiparassitari oltre che nella componente ispano-americana (da cui proviene la maggior parte dei braccianti agricoli degli Usa) in donne e bambini. "I bambini sono i più vulnerabili, e sono esposti ai maggiori livelli di organofosfati, deleteri per il sistema nervoso”: lo studio dimostrava nella fascia d’età tra i 6 e gli 11 anni l’esposizione agli organofosforati in misura 4 volte superiore a quella ritenuta “accettabile” dall’Agenzia statunitense per la protezione ambientale.

Nel 2005 l'Organizzazione mondiale della sanità calcolava che le sostanze chimiche uccidessero 5 milioni di bambini ogni anno: "In quanto soggetti in via di sviluppo i bambini sono particolarmente vulnerabili all'impatto dell'inquinamento: la loro capacità di respirare, mangiare e bere più degli adulti rispetto alla loro massa corporea, fa sì che ingeriscano in maggior misura sostanze potenzialmente tossiche”
Tra le sostanze più nocive diossine, pesticidi, nitriti e nitrati.

Sempre nel 2005 una ricerca della Emory University ha rivelato che nell'urina di chi consuma prodotti alimentari da agricoltura industriale si individuano residui degli antiparassitari organofosforati malathion e chlorpyrifos (possono comportare disordini neurologici negli animali e nell’uomo), che scompaiono dopo pochi giorni con un’alimentazione a base di cibi biologici. I ricercatori indicano espressamente che acquistare alimenti biologici diminuisce il carico corporeo di pesticidi per l’intera famiglia."
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categoria:alimentazione, stili di vita, biologico
giovedì, 23 febbraio 2006
Lettera di Rita Borsellino, moglie di Paolo, a Beppe Grillo

“Caro Beppe,


mi hai chiesto di raccontarti la storia della mia candidatura e della campagna elettorale per la presidenza della Regione in Sicilia. Sono lieta del tuo interesse e dell’opportunità che mi offri per spiegare quanto sta accadendo in questi mesi. Già con le primarie si è creata attorno al mio nome e alla mia candidatura una mobilitazione come non se ne vedevano da tempo in Sicilia. Una partecipazione popolare che ha portato alla nascita di oltre 250 comitati spontanei in tutta l’isola. Dentro le fabbriche, dentro le università, nei cantieri navali, nelle grandi città e nei piccoli centri.

E persino negli uffici della Regione dove il padrone di casa resta il governatore Cuffaro (probabile capolista al Senato per l’Udc e ricandidato dalla Casa delle Libertà anche alla presidenza della Regione nonostante sia stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra).

Perché ho deciso di candidarmi? Perché l’entusiasmo mostrato dalla gente alle primarie nazionali in Sicilia mi ha fatto capire che nell’aria c’era voglia di cambiamento. E che dopo tanti anni di impegno in politica dentro il mondo dell’associazionismo, forse era giunto il momento di fare un passo in più. Così, davanti alle difficoltà del centrosinistra di trovare un candidato unitario per la presidenza della Regione, ho voluto mettere a disposizione la mia storia. Vedi, quello che è successo dopo è stato un entusiasmo crescente. Dopo molto, molto tempo, in Sicilia partiti e società civile organizzata sono tornati a confrontarsi ed ora sono seduti allo stesso tavolo per scrivere il programma.

Già il programma, anche per questo abbiamo scelto un metodo nuovo: lo abbiamo chiamato “cantiere”. E di cantieri ne abbiamo avviati 15 sui temi più disparati: dalla sanità e il welfare alle politiche del lavoro, ai migranti.
Un po’ come tu fai accogliendo proposte su singoli temi nel tuo blog. Ai cantieri partecipano sindacati, esperti, associazioni e gli stessi comitati. E’ un percorso di programma partecipato che non ha precedenti. E che non si fermerà fino alle elezioni, perché i risultati di questi 15 cantieri saranno poi presentati nei Comuni, in quelli che abbiamo chiamato “cantieri comunali”. Nel frattempo io continuerò a fare quello che ho sempre fatto dal ‘92 ad oggi: ascoltare e confrontarmi con la gente. Durante le primarie ho detto che in campagna elettorale avrei cercato di raggiungere il maggior numero di comuni dell’isola. E a quella promessa voglio tenere fede.
Convinta come sono che stavolta, si può cambiare. Davvero.
Ciao e grazie.”

Rita Borsellino
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categoria:politica italiana, buone notizie, beppe grillo
mercoledì, 22 febbraio 2006
Tratto da questo articolo su Luogocomune, dove trovate anche i documenti citati.

"Teologo e scrittore, David Ray Griffin è un arzillo settantenne che ha deciso di mettere il bastone fra le ruote alla grande bugia dell'11 Settembre raccontata al mondo dall'amministrazione Bush.


Se Thierry Meyssan è stato il precursore assoluto nella lotta per la verità sull'11 settembre, David Griffin è stato il primo americano, sul finire del 2002, a rompere la impenetrabile cortina di silenzio che fino a quel momento aveva avvolto negli Stati Uniti i fatti di quel giorno. Unico finora ad essere stato pubblicato su vasta scala - direttamente da Amazon.com - il libro di Griffin si intitolava "11 Settembre - La nuova Pearl Harbor".

Dopo il successo di questo libro, che è arrivato ormai a svariate edizioni, Griffin ha inferto il colpo mortale alla versione ufficiale dell'11 settembre, ...

.. smontando e rivelando la grande copertura costituita dal Rapporto della Commissione Indipendente sull'11 settembre, con il suo secondo libro: "Rapporto della Commissione 9/11: omissioni e distorsioni". Nel frattempo, Griffin non perde un solo momento per saltare da una conferenza l'altra, da una costa all'altra, da una università all'altra, dove snocciola ogni volta di fronte ad un pubblico esterrefatto una lunga lista di motivi per cui "le torri gemelle non possono essere crollate per il solo effetto degli incendi e degli impatti degli aerei".

Naturalmente Griffin viene regolarmente snobbato dai media nazionali, e solo chi si interessa attivamente dell'11 settembre conosce il suo nome. Ma attorno a lui si è agglomerato ormai da qualche tempo un intero movimento, di personalità di spicco del mondo della cultura e dell'accademia scientifica, che sono andate a confluire nel cosiddetto 9/11 Truth Movement.

L'apporto di queste persone sta rivelandosi prezioso nel trasformare quelli che sembravano dei semplici vaneggiamenti da parte di "cospirazionisti" senz'arte nè parte in un solido e credibile impianto di accusa, fondato su basi scientifiche e supportato da una logica rigorosa. Senza queste persone la rabbia e la frustrazione di tutti coloro che hanno intuito una verità diversa sull'11 Settembre, sarebbe probabilmente stata destinata a rimanere tale per sempre.

Di Griffin pubblichiamo due documenti importanti, che abbiamo tradotto dall'inglese originale. Uno è lo schema riassuntivo del libro "Omissioni e distorsioni". L'altro è un lungo e complesso documento che ricalca i passaggi fondamentali delle conferenze di Griffin sul crollo delle Torri.

Un significativo estratto di una di queste conferenze sarà presente anche nella nostra versione definitiva del filmato sull'11 settembre.

Massimo Mazzucco"
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categoria:cospirazioni, 11/9
lunedì, 20 febbraio 2006
Carissimi lettori del blog
andando contro i miei interessi di "editore" () e rischiando di perdere i miei pochi lettori () spero che la maggior parte degli stessi si siano sbagliati quando, rispondendo ad uno dei sondaggi in questo sito, 7 su 8 sostenevano che la verità sull'11/9 si saprà solo tra molti anni e i colpevoli rimarrano impuniti.

E spero che lo speciale del tg1 di ieri sera sull'aereo non caduto sul Pentagono sia solo l'inizio della prova evidente che i miei lettori si sbagliavano. Purtroppo non ho potuto vedere direttamente la puntata (aspetto che la pubblichino sul sito della RAI dedicata a Speciale TG1). Ho raccolto dei commenti sul sito di www.luogocomune.net, nella sezione apposita, dove c'è il commento dell'autore sulla puntata e le discussioni che ne stanno seguendo. Segnalo anche questo articolo di un giornale on line abruzzese, www.primadanoi.it. Anche sul blog di Beppe Grillo qualche partecipante segnala lo speciale, ma Beppe non ha mai (ancora?) parlato di questo argomento. Per chi volesse fare osservazioni o complimenti al giornalista dello speciale, questa è la mail specialetg1@rai.it (si tratta di una azione di cyberdemocrazia e cyberattivismo).

Ma mi pare che sia stato un evento positivissimo. Pur concentrato su un solo fatto (l'aereo del Pentagono), con esperti incerti, generali dell'esercito contro a prescindere, ecc. ecc., la trasmissione ha lasciato il segno, ovvero ha sollevato dei dubbi che molti italiani fino a ieri nemmeno sospettavano. Segnalo solo il caso di una ragazza di 26 anni che, dopo aver letto il quotidiano abruzzese on line, è andata a leggersi il sito di luogocomune, si è iscritta e ora si chiede "Come ho fatto a non saperne mai niente? Perchè nessuno ne ha mai parlato prima? Io sto poco su internet. Devo dire che ho letto un pò di cose questa mattina, sia in quell'articolo che qui, che mi hanno fatto capire che probabilmente l'argomento non è stato trattato come doveva. Sono veramente allibita."

Ripeto, non ho ancora visto la trasmissione, ma la cosa più positiva mi sembra stata la presenza in studio di due piloti professionisti dell'aeronautica, esperti militari, "che chiaramente hanno detto come fosse difficile portare un Boeing 757 come quello che si sarebbe schiantato sul Pentagono alla velocità di 800 km/h, in volo radente per almeno 5 km, gli spettatori hanno potuto intuire quanto bravi, ma soprattutto fortunati, dovevano essere i kamikaze che per la prima volta si sedevano davanti ad una cloche reale, di un Boeing vero. «Con molto addestramento, io che ho moltissima esperienza, potrei riuscire a farcela, ma in quelle condizioni la cloche diventa molto dura ed un minimo movimento può far schizzare il velivolo fuori rotta anche di 100 metri», ha detto uno dei piloti. Uno dei piloti ha anche messo in risalto come sarebbe stato molto più semplice colpire dall’alto la grande costruzione invece di infilarsi al primo piano dell’edificio." Aggiungo che, se non ricordo male, il presunto dirottatore non aveva nemmeno ottenuto il brevetto di volo per pilotare un Cessna, cioè un areo a pochi posti e ad elica, non un Boeing 757 da 60 tonnellate lanciato a 800 Km/h a pochi centimetri dal suolo (vi rendete conto anche solo dell'inerzia dell'aereo in quelle condizioni?).


Oggi sono andato a vedere un nuovo film al cinema, Why we fight, che sperò uscirà anche in Italia. E' un documentario su 50 anni di politica estera americana, ed è un'ottimo completamento di Fahreinheit 911. Durante tutto il film viene chiesto a vari cittadini americani "perchè combattiamo in Iraq", con varie risposte (l'80% dice per la libertà, una signora ha perfino detto "vorrei che non si facesse, ma qualche volta bisogna farlo", della serie, me lo ha prescritto il medico). Alla fine una ragazza quarant'enne, Karen (chi mastica l'inglese può ascoltarla nel sito del film segnalato) che lavorava per il Pentagono, che ha testimoniato come la guerra in Iraq sia stata imposta dall'amministrazione senza alcuna motivazione, e che realizzato questo si è dimessa spontaneamente, dopo 20 anni di onorato servizio, ha detto "Perchè combattiamo? Perchè non c'è un numero sufficiente di persone che dicono "io non voglio più farlo".

WE are the people we are waiting for. NOI siamo le persone che noi stiamo aspettando.
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categoria:buone notizie, cospirazioni, 11/9
sabato, 18 febbraio 2006
Tratto da Biozotec

In questi periodo, a causa della solita cattiva informazione data dai media, i consumi di carni avicole sono scesi drasticamente, si parla di meno 70%.

A questo disastro si sono aggiunti, in questi ultimi giorni, i commenti della RAI che individuano gli allevamenti rurali come i più a rischio di Influenza Aviare. Si stanno umiliando migliaia di agricoltori che ancora credono nel lavoro della terra.
In pratica i prodotti avicoli d'eccellenza allevati all'aperto con metodi antichi, sarebbero un pericolo per i consumatori. Produzioni tradizionali come il Brianzolo in Lombardia, il Perniciato in Emilia, la Valdarnese in Toscana, la Padovana e la Polverara in Veneto, la Bianca di Saluzzo in Piemonte, il Gigante nero in Liguria, la Siciliana in Sicilia e le altre decine di produzioni di elevata qualità sono di colpo denigrate .
Ma queste affermazioni, drammatiche se vere o sciagurate se false, che fondamento di verità hanno?
Ma è proprio vero che gli allevamenti rurali sono i più a rischio?
Per valutare questo pericolo facciamo un po' di conti su quanto è successo dal dicembre 1999 all'aprile 2000 quando il virus dell'Influenza Aviare (H7N1) ha colpito le campagne venete e lombarde portando alla morte quasi 14 milioni di capi.
Per brevità confrontiamo i focolai scoppiati negli allevamenti lombardi di galline ovaiole. Consideriamo come allevamenti rurali e/o biologici quelli con meno di 3.000 galline accasate mentre indichiamo come industriali quelli con più di 3.000 galline.
I dati dell'epidemia parlano chiaro: 72 focolai di Influenza negli allevamenti industriali della Lombardia e solo 4 casi in tutti gli altri allevamenti lombardi rurali e/o biologici. Se rapportiamo i dati relativi ai focolai con il numero delle aziende (fonte ISTAT, Censimento Agricoltura 2000 ) risulta che sono stati colpiti il 43% degli allevamenti industriali di galline ovaiole contro un bassissimo numero di allevamenti rurali: 4 su 17.000.
Con i dati messi a disposizione dagli Istituti Zooprofilattici e dall'ISTAT si possono riproporre moltissimi esempi di questo tipo e in qualsiasi modo le informazioni oggettive vengano elaborate, danno sempre lo stesso risultato: gli allevamenti a rischio sono quelli industriali mentre gli allevamenti rurali sono i più sani e salubri. Non è certo una novità: la debolezza genetica , degli animali allevati dall'industria, e un metodo d'allevamento innaturale (eccessiva concentrazione di animali) rendono gli allevamenti intensivi molto vulnerabili a qualsiasi virus.
Come il buon senso poteva far intuire, le produzioni rurali, con razze a lento accrescimento e con libertà di pascolo , sono ancora le uniche a produrre qualità e le più sicure per i consumatori.
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sabato, 18 febbraio 2006
Da GreenTips, Union of Concerned Scientists

Molte delle nostre azioni quotidiane incidono sull’ambiente, ma poche persone si sono fermate a considerare la più importante: il loro personale contributo al riscaldamento climatico. I combustibili fossili che bruciamo per soddisfare le nostre esigenze di trasporto ed energetiche generano anidride carbonica (CO2), il gas intrappola-calore responsabile principale del cambiamento climatico. In fatti, l’americano medio genera 20 tonnellate di CO2 ogni anno – circa la stessa quantità di tre nuove macchine.
Molti calcolatori on line sono disponibili per aiutarti a determinare la tua produzione annua di CO2, o impronta di anidride carbonica. Questi calcolatori tengono conto di specifiche scelte di stile di vita che immettono CO2 in atmosfera o, in alcuni casi, riducono C02 grazie ad azioni ecologiche che stai già compiendo. Come le seguenti strategie suggeriscono, non è difficile ridurre la tua impronta di anidride carbonica.

Trasporti. Ogni gallone (3,78 litri) di benzina bruciato da una macchina o da un camion rilascia 20 pound (9 chili) di CO2 in atmosfera.
Scegli il mezzo più efficiente dal punto di vista dei consumi per i tuoi bisogni. Se possiedi più di un veicolo, usa quello che ha i peggiori consumi solo quando puoi riempirlo con altri passeggeri o merci. E quando è tempo di cambiare l’auto o il furgone, cerca il più pulito, efficiente, ibrido o alimentato con combustibili alternativi nella sua classe.
Guida meno. Il carpooling (condivisione dell’auto) due volte alla settimana può ridurre le tue emissioni annuali di CO2 di 1.590 pound (720 chili). Raggruppare diverse commissioni in un solo viaggio può ridurre le emissioni ancora di più.

Utilizzo dell’energia. In generale ogni kilowatt-ora (kWh) di elettricità utilizzata nella tua casa genera 2,3 pound (1 chilo) di CO2.
Cambia una lampadina. Se ogni famiglia americana sostituisse solo una lampadina ad incandescenza con una a basso consumo, le emissioni di CO2 si abbatterebbero di più di 90 milioni di pound (41 mila tonnellate) – l’equivalente di togliere 7,5 milioni di auto dalla strada.
Passa al digitale. Sostituire un termostato meccanico con uno digitale ti permette di risparmiare energia programmando il tuo sistema di riscaldamento perché si accenda e si spenga ad orari programmati.
Cerca le etichette energetiche. Gli apparecchi che utilizzano queste etichette usano una quantità significativa di energia in meno rispetto a quelli che non ce l’hanno.
Acquista enegia verde. Molte società ti danno la possibilità di acquistare elettricità generata da fonti rinnovabili come il solare e l’eolico.

Altri suggerimenti
Ricicla. Ridurre i rifiuti portati in discarica riduce le emissioni di CO2 e di metano (un altro gas serra). Il riciclaggio impiega anche meno energia che produrre nuovi materiali.
Acquista localmente. Il cibo coltivato in aziende agricole locali non deve viaggiare lontano, minimizzando le relative emissioni del trasporto.

Combinando efficienza energetica e risparmio energetico con investimenti di sequesto del carbonio (progetti come la riforestazione che sequestra il carbonio dall’atmosfera) è possibile eliminare le tue emissioni di gas serra e raggiungere uno stile di vita “effetto serra-neutrale”.

giovedì, 16 febbraio 2006
Qualcuno è interessato a fondare un Meet Up di Beppe Grillo a Portogruaro? Io sono disponibile. Beppe Grillo è la dimostrazione che possiamo cambiare le cose, se vogliamo, ci impegniamo e facciamo gruppo.

"Ieri sera al Palalottomatica di Roma il nuovo show "Incantesimi"
Monologo graffiante su economia, politica e informazione

di CARLO MORETTI, la Repubblica

ROMA - "Non sarà uno spettacolo, sarà un massacro" avverte Beppe Grillo all'inizio dello spettacolo. Ma andrà molto più in là di quanto promesso. Un attacco durissimo, a tutto campo, dall'economia alla politica, al diritto d'autore "che sta bloccando il nostro futuro". Con un sogno da realizzare: la rivoluzione tecnologica. "Vorrei che alla nascita avessimo tutti il codice digitale, e una e-mail. Ecco una campagna di cui si dovrebbe far portavoce la sinistra. Grazie alla rivoluzione tecnologica, e alle telefonate gratis via Internet, possiamo mandare a casa i cosiddetti manager come Tronchetti Provera, uno che ha decine e decine di miliardi di debiti e vive di conflitti di interesse, già da domani mattina".

L'eroe europeo 2005 scelto per rappresentare l'Italia dalla rivista americana Time ha trovato a Roma la sua prima degna celebrazione. Cinque tutto esaurito di fila al Palalottomatica, da ieri sera e fino al 19 febbraio (con i seimila biglietti per l'ultima data polverizzati in un'ora e mezza di prevendita) non sono una piccola cosa. E non si può parlare di un'eccezione perché lo spettacolo di Beppe Grillo, il monologo di più di due ore intitolato "Incantesimi", in cui il comico genovese affronta tutti i temi a lui più cari, dall'informazione alla politica, al controllo dell'energia, sta ottenendo lo stesso clamoroso successo di pubblico in tutta Italia.

Con questo show Grillo incontra fisicamente anche il pubblico che ogni giorno lo segue sul suo blog. Lo spettacolo è anzi concepito come la ripresa e lo sviluppo dal vivo delle battaglie lanciate sul sito Internet "beppegrillo. it". Tornano i nomi delle aziende italiane che diffondono i veleni cancerogeni attraverso i loro prodotti, dagli omogeneizzati al panettone, e il pubblico del Palalottomatica si gela. "Lo so mi dispiace" commenta Grillo, incurante dei rischi di querela. "Ma questa è la pura verità".

È un diluvio di informazioni e di ironia al vetriolo: "Scajola ci ha chiesto con un decreto di abbassare di un grado il riscaldamento di uffici e case poi a Torino hanno inaugurato un'Olimpiade con una fiaccola alta 50 metri che brucia mille e 800 metri cubi di gas l'ora. In un mese brucerebbe quanto un paese di 6 mila persone. E poi viene a rompere a noi". Il questo contatto diretto, in questo scambio di informazioni senza intermediazione sta la chiave per entrare nello spirito di "Incantesimi". "Tutto si fonda su una battaglia della conoscenza" ha detto Grillo per spiegare il suo modo di intendere la democrazia. "Quello che oggi il potere sta tentando di ottenere è una linea di demarcazione sempre più netta tra chi ha accesso alla conoscenza e chi non ce l'ha, o è comunque destinato ad averne sempre meno".

Per questo Grillo ha colto con interesse la novità offerta dalla Grande Rete, quel blog (per numero di contatti è il decimo al mondo) che rappresenta ai suoi occhi un "Rotary dei disgraziati, di quanti non danno nell'occhio ma aiutano a vincere le battaglie. E qui ricorda delle 850 mila mail spedite a Ciampi per chiedere il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq "ma non se n'è accorto, vi siete chiesti come mai? Forse la signora Franca non gli ha detto nulla".

Lo showman che ha saputo anticipare con la sua precisa analisi lo scandalo Parmalat (e che ha fatto per questo scrivere al Time che "avrebbe forse dovuto fare il revisore dei conti statali piuttosto che il comico: Grillo è uno di quei rari buffoni che, in classe, oltre a far ridere riesce anche a fare i compiti con cura"), ha affascinato il pubblico conducendo tutto lo spettacolo sul difficile crinale che divide la comicità dalla dimostrazione scientifica, con tanto di dati e precisi riferimenti storici, senza peraltro scadere mai nella demagogia.

I suoi affondo mettono a nudo le contraddizioni del nostro modo di vivere, svelano i meccanismi di dominio dell'economia sulla qualità della vita, sulla salute e sull'ambiente, dimostrano come si possa controllare l'informazione per mortificare la democrazia: "Le dittature oggi si impongono con il controllo delle informazioni e della Rete. Le armi sono diventate inutili. Se i cittadini sapessero la verità alcuni governi durerebbero cinque minuti".
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mercoledì, 15 febbraio 2006
Molti medici mi stanno simpatici, ammiro chi si batte per salvare vite umane, specie se in casi urgenti e disperati, con condizioni molto dure da sopportare per paziente, ma anche per il medico. La scienza medica in questo secolo ha raggiunto grandi risultati e salvato molte vite.

Detto questo a me sembra che la medicina oggi sotto molti punti di vista vada messa in discussione. L’intreccio con il business farmaceutico è preoccupante. Sono in corso indagini e processi per corruzione di medici e informatori: la sola inchiesta sulla Glaxo, in Veneto, nel 2004 portò alla denuncia di 4.713, quattromilasettecentotredici persone, tra cui 60 oncologi.  Invece vengono emarginati medici che forse possono dare un contributo decisivo alla cure delle malattie del secolo. Se le scoperte non passano per l'ospedalizzazione e l'uso massiccio di farmaci, non hanno la stessa dignità di sperimentazione. A volte un paziente esce dall'ospedale che sta peggio di prima, a volte nemmeno esce più.

Nello stesso tempo le cure naturali e le cosiddette medicine alternative sono messe all’indice, più volte si è cercato e si sta cercando di varare leggi restrittive e di concedere la possibilità di esercizio solo a medici laureati, mentre i corsi di laurea non sono preparati a formare su queste materie. E gli oltre sette milioni di italiani che si affidano all’omeopatia sono ritenuti quantomeno creduloni.

La nuova generazione di cibi ogm, secondo il New York Times, non sarà più indirizzata a contenere l’uso di pesticidi e prodotti chimici (e non siamo sicuri si possa ottenere nemmeno questo) ma a curare direttamente l’uomo, con principi attivi e nutritivi innestati direttamente nella pianta. Si continuano ad ignorare a riguardo il numero crescente di studi allarmistici. Avrete anche sentito della multa inflitta dal WTO (l’organismo per il commercio internazionale) all’Unione Europea, su pressione di Stati Uniti, Canada e Argentina, per il suo regolamento sull’introduzione degli ogm, che violerebbe i trattati internazionali di libero scambio. Le normative europee non vietano l’introduzione di ogm, ma ne regolamentano l’approvazione. In pratica non siamo più padroni di decidere cosa vogliamo mangiare o meno. Se in un paese del WTO vige una legislazione meno rigorosa della nostra, secondo questi signori ci dobbiamo adattare tutti. Io propongo che per ogni nuovo cibo ogm da introdurre si faccia una sperimentazione sugli stessi scienziati favorevoli, alimentandoli sempre con il prodotto che vogliono introdurre. E resta il fatto che se io voglio continuare a mangiare non ogm, se non fosse altro per avere il diritto di farmi le sementi in casa e non doverle comprare ogni anno, devo poterlo fare. C…o, vogliamo privatizzare tutto, tutto!

Il tutto in nome di una scienza medica sempre più pervasive e invadente, che vuole decidere al posto nostro, mettere tutto in laboratorio.
Guardate il caso aviaria: i giornali hanno intitolato “l’aviaria arriva in Italia”. Sbagliato, nei nostri allevamenti il virus dell’influenza aviaria, un’altra variante rispetto a questa, è presente da diversi anni, specie in Veneto. Allevamenti che sembrano lager, ambienti asettici, artificiali e infarciti di chimica dove l’animale non solo perde la sua dignità di essere vivente, ma anche le più basilari capacità di autodifesa, e dipende da antibiotici e ormoni per sopravvivere. Se è vero che noi siamo quello che mangiamo, ci dobbiamo preoccupare parecchio.

Questa scienza subdola, che vuole convincerci che la chimica è necessaria, è buona, è l’unica soluzione. Guardate questo nuovo servizio Il Corriere della Sera sugli antibiotici, con questo fantomatico presentatore, che parla come la fata turchina di Pinocchio, e il medico “buon padre di famiglia”, che dispensa consigli e mette in guardia i cittadini. “E’ vero che gli antibiotici buttano giù?” “No, la malattia butta giù, non gli antibiotici. E’ una leggenda popolare…” “Perfetto! Ma perchè allora bisogna prendere i fermenti lattici?” “Certo, gli antibiotici uccidono i batteri cattivi, ma anche quelli buoni…” (in pratica fanno tabula rasa dei “biotici”) “Ma I fermenti lattici vanno presi prima, durante o dopo?” “Prima non servono a niente…” (a niente? E tutti sti prodotti a base di yoghurt per “sentirti in forma” e “vivere più a lungo?”) “Se prendiamo due dosi ravvicinate di antibiotici…?” “Ah no! Perchè non aumentano gli effetti diretti, ma possono aumentare gli effetti collaterali”; “Può farmi una breve lista di semplici raccomandazioni da seguire sempre quanto si prendono antibiotici?” “Ah, sarebbe una lista chilomentrica…” Chilometrica? 


E' ora di smetterla di considerare il medico un guru, uno dotato di poteri soprannaturali che non si può discutere. La guarigione e la salute dipende soprattutto dalla persona, che deve prendere in mano la sua situazione. Se mi rompo un braccio vado al pronto soccorso, se mio figlio ha la febbre a 39 cerco di abbassarla, ma se ho mal di stomaco, cerco di capire cosa mi sta dicendo il mio corpo. Se mi va via la voce, cerco di capire se non sia il caso di parlare meno. Se mi viene l'influenza e non posso andare al lavoro, cerco di capire se non ho bisogno di riposo. Non vado in cerca di un vaccino per l'influenza, per andare a lavorare lo stesso. Magari togliendo la possibilità ad un anziano di comprarlo.
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categoria:salute, sanità, allevamenti intensivi, partecipazione attiva