La scienza è una delle più grandi invenzioni dell'uomo, tra le poche che gli hanno permesso di fare un vero e proprio balzo in avanti nell'evoluzione della specie. Quella di fine millennio, e ancor di più quella del 21° secolo, però, sono pericolosamente sempre più collegate ad interessi economici e politici. Purtroppo la ricerca si fa sempre di più nei laboratori delle aziende, oppure nei laboratori pubblici ma con cospicui finanziamenti privati. Anche per il fatto che spesso nei paesi occidentali sembra imperante la fobia dell'intervento pubblico: nella migliore tradizione repubblicana, ciò che fa lo stato è sempre circondato da un'alone di diffidenza, di presunta inefficienza ed incapacità. Se a ciò aggiungiamo il pessimo stato dei conti pubblici e delle risorse per università e ricerca, specialmente nel nostro paese, ci rendiamo conto che la situazione non è delle migliori.Succede così che, come è stato evidenziato in un post precedente, un noto oncologo ed ex ministro della salute, che nel 2000 si esprime a favore dei prodotti biologici, indicati come una delle migliori soluzioni per la prevenzione del cancro, qualche anno dopo li attacca con termini quasi talebani, "i cibi biologici sono un regresso", sono più pericolosi per la salute, "la polenta fa venire il cancro" (ma non era la gotta?!!), promuovendo a pieni voti i cibi OGM come "futuro dell'umanità". Badate bene che la specializzazione di Veronesi, oncologia, non ha nulla a che fare con agricoltura, alimentazione o epidemiologia. Eppure può benissimo succedere, con la complicità dei media, che un normale cittadino faccia due più due e pensi che Veronesi stia parlando con cognizione di causa. Vi segnalo questo caso, dove si mettono bene in evidenza anche tutti gli errori e le imprecisioni commesse da Veronesi. Chi pensa male non può non ricollegarle al fatto che a settembre 2003 è entrato a far parte del capitale della società biotech Genextra e ne è stato nominato vice-presidente (chi pensa bene dirà che crede talmente tanto agli OGM da investirci anche dei soldi, ed è liberissimo di farlo). Quando poi un sedicente scienziato attacca contiunamente una (sola) parte politica in maniera aperta e veemente, la scienza tocca il fondo: qui trovate l'esempio dell'ormai mitico fisico Franco Battaglia, che oramai ha messo in cantiere una vera e propria pioggia di fuoco, specie contro la sinistra, su OGM, energia, ambiente, agricoltura (vi stupite che scriva per "il Giornale"?). Qui sostiene che il biologico fa ammalare e che l'effetto serra non esiste.
Altro modo di fare disinformazione scientifica è quello di dire che, ad esempio, gli americani hanno introdotto gli OGM su vasta scala e non è successo niente. Questo è proprio un comportamento antiscientifico: non potendo più isolare i soggetti che mangiano OGM con quelli che non lo fanno, non si può ottenere un controllo incrociato sui loro effetti. Gli studi sugli effetti dannosi sulla salute si moltiplicano, l'ultimo è di qualche giorno fa.
O sostenere che una ricerca dimostra che la metà degli agricoltori italiani è favorevole agli OGM (vedi la nota della redazione a fondo pagina).
La sperimentazione sugli OGM viene fatta in massima parte nei laboratori di pochi grandi multinazionali, interessate a ricavare profitto dagli esperimenti e poco propense alla "ricerca di base". Le autorità di controllo si limitano spesso a controllare i dati forniti dalle stesse aziende, anche perchè i controlli e le ricerche in questo campo richiederebbero un sacco di soldi, visto che per la maggior parte delle volte si procede a tentativi. Infatti le conoscenze a disposizione sulle modificazioni genetiche a livello di DNA sono poche rispetto ad un mondo molto vasto e complesso. Per questo non si può parlare di "tecnologie biotech": una tecnologia è data da un insieme di conscenze che mi permette, dato un certo input, di ottenere un determinato output predeterminato, in maniera replicabile ovunque e in qualunque momento. Non è così per gli OGM.
C'è poi la mancata scienza, ovvero la possibilità negata di fare ricerca: restando nel tema degli OGM si può citare Ignacio Chapela, che lavora qui a Berkeley (l'ho potuto sentire di persona un paio di settimane fa ad una conferenza pubblica) e che è stato sospeso tre anni dal suo impiego per la pubblicazione di una ricerca che contesta gli OGM (l'Università di Berkeley aveva ricevuto un finanziamento di 25 milioni di dollari dalla Novartis per sperimentazioni sugli OGM). Chapela non è il solo. Ancora peggio è l'impossibilità di pubblicare i risultati delle proprie ricerche e di metterli al vaglio della comunità scientifica internazionale: penso ai molti dubbi che riguardano la sperimentazione Di Bella, oppure la persecuzione che da anni si abbatte sul dottor Hamer, che ha una teoria molto interessante sull'origine del cancro, supportata da ampie sperimentazioni, e che vorrei una volta per tutte sottoposta alla scienza in maniera obiettiva. Cosa che non è mai stata fatta, per esplicito rifiuto dei suoi superiori (che sono sempre uomini, quindi potenzialmente fallibili).
Senza dimenticare infine, che il metodo scientifico, pur essendo il miglior strumento conoscitivo di cui disponiamo oggi, non è perfetto, nel senso che ci dice qualcosa solo a proposito di ciò che con esso indaghiamo. Difficilmente può dirci se sia vero o meno qualcosa di cui ignoriamo l'esistenza, e che quindi non indaghiamo.





Che 
Mentre in Italia scoppia il caso del
Avete mai pensato cosa significhi
Di rientro da una tre giorni nel sud della California (lunedì c'erano 25°C!!!) e in attesa della cena del Thanksgiving Day, pubblico anch'io, come Beppe Grillo, questa
Sono reduce da un comizio tenuto da Cindy Sheehan a Berkeley sulla necessità del ritiro delle truppe americane dall'Iraq. La cosa che mi colpisce di più degli americani è il trasporto che ci mettono nei discorsi. Potete poi immaginare la forza delle parole di una madre che ha perso il figlio in una guerra che non crede giusta. Sentimenti espressi
Riporto per intero un articolo de Il Corriere della Sera sul tema "dell'uso" di animali per produrre pellicce.