Un'auto ibrida abbina ad un tradizionale motore a benzina, un motore elettrico che aiuta il primo nelle fasi di accelerazione (in alcuni modelli si sostituisce completamente fino ad una certa velocità, in maniera che la partenza dell'auto avvenga solo con la trazione elettrica) e si ricarica quando la macchina decelera o frena, migliorando così la frenata e la durata dei freni. In pratica recupera in parte l'energia ricavata dalla benzina per portare la macchina ad una certa velocità e che viene normalmente persa nella fase di decelerazione.Si tratta di una tecnologia che sta riscuotendo molto successo, e tutte le principali case di automobili ci stanno investendo parecchio: Toyota (con Prius, auto dell'anno 2004, e Lexus) e Honda sono stati i first mover sul mercato, e diversi nuovi modelli stanno per entrare in commercio. Solo la Fiat sembra non interessarsi della questione, chiaramente. Sarà forse per questo che mentre su Repubblica si descrivevano l'entusiasmo e il fermento per le auto ibride al recente salone dell'auto di Tokyo, il Corriere della Sera (di cui FIAT è il secondo azionista di maggioranza attraverso RCS, con quasi un quarto del capitale azionario e Romiti amministratore delegato fino a poco tempo fa) portava il reseconto di alcuni dirigenti di case automobilistiche europee (Citroen e Bmw) scettici sulle reali potenzialità dell'auto ibrida? Viene addirittura citato il presidente del gruppo BMW (il cui target di clientela, come si sa, è notoriamente preoccupato dei consumi di benzina della propria auto) chiedersi "perché mai, un agricoltore del Montana o dello Wyoming dovrebbe pagare il sovrapprezzo di questo sistema senza averne il minimo vantaggio?".
Oggi ho guidato una Honda Civic ibrida per 250 miglia lungo la costa della California, dove mi trovo in questi mesi. Devo dire che la prima sensazione provata è che un po' di innovazione e tecnologia intelligente siano finalmente entrate in un'auto. E' in qualche modo divertente sentire il motore elettrico dare una spinta aggiuntiva (visibile nel lunotto sull'apposito indicatore) che può diventare decisiva se si preme a fondo l'accelleratore, e ricaricarsi nelle fasi di decelerazione (visibile sembre sullo stesso indicatore). Molto efficace su un percorso con tanti sali e scendi come quello californiano. L'abbinata con il sistema di controllo di velocità (cruise control, di serie sulle auto americane) permette un viaggio in pieno relax, sicurezza (soprattuto nei confronti delle pattuglie) e all'insegna del risparmio; potete godervi il viaggio e tenere il tempo del vostro pezzo musicale preferito con entrambi i piedi, a mantenere costante la velocità ci pensa la macchina. L'unica cosa che non fa è frenare di fronte ad un ostacolo, quindi un minimo di attenzione ci vuole sempre!!!
Risultato: 45 miglia per gallone (mpg) ovvero circa 19 chilometri al litro su percorso misto collinare! In media questo tipo di auto consente di migliorare di almento il 30% le prestazioni e i consumi, e qundi l'impatto ambientale. Sarà per questo che i californiani, pur avendo ancora la benzina a metà del prezzo di noi europei (ma gli si è triplicata nel giro di pochi anni) stanno letteralmente impazzendo per questo tipo di auto, e la Prius è il loro sogno proibito. Alla faccia della BMW (che comunque ha in cantiere un'auto ibrida) e della FIAT (che comunque NON ha in cantiere un'auto ibrida).
postato da: civix alle ore 10:06 | Permalink | commenti
categoria:energia, sviluppo sostenibile, consumo etico
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