sabato, 29 ottobre 2005
Un'auto ibrida abbina ad un tradizionale motore a benzina, un motore elettrico che aiuta il primo nelle fasi di accelerazione (in alcuni modelli si sostituisce completamente fino ad una certa velocità, in maniera che la partenza dell'auto avvenga solo con la trazione elettrica) e si ricarica quando la macchina decelera o frena, migliorando così la frenata e la durata dei freni. In pratica recupera in parte l'energia ricavata dalla benzina per portare la macchina ad una certa velocità e che viene normalmente persa nella fase di decelerazione.

Si tratta di una tecnologia che sta riscuotendo molto successo, e tutte le principali case di automobili ci stanno investendo parecchio: Toyota (con Prius, auto dell'anno 2004, e Lexus) e Honda sono stati i first mover sul mercato, e diversi nuovi modelli stanno per entrare in commercio. Solo la Fiat sembra non interessarsi della questione, chiaramente. Sarà forse per questo che mentre su Repubblica si descrivevano l'entusiasmo e il fermento per le auto ibride al recente salone dell'auto di Tokyo, il Corriere della Sera (di cui FIAT è il secondo azionista di maggioranza attraverso RCS, con quasi un quarto del capitale azionario e Romiti amministratore delegato fino a poco tempo fa) portava il reseconto di alcuni dirigenti di case automobilistiche europee (Citroen e Bmw) scettici sulle reali potenzialità dell'auto ibrida? Viene addirittura citato il presidente del gruppo BMW (il cui target di clientela, come si sa, è notoriamente preoccupato dei consumi di benzina della propria auto) chiedersi "perché mai, un agricoltore del Montana o dello Wyoming dovrebbe pagare il sovrapprezzo di questo sistema senza averne il minimo vantaggio?".

Oggi ho guidato una Honda Civic ibrida per 250 miglia lungo la costa della California, dove mi trovo in questi mesi. Devo dire che la prima sensazione provata è che un po' di innovazione e tecnologia intelligente siano finalmente entrate in un'auto. E' in qualche modo divertente sentire il motore elettrico dare una spinta aggiuntiva (visibile nel lunotto sull'apposito indicatore) che può diventare decisiva se si preme a fondo l'accelleratore, e ricaricarsi nelle fasi di decelerazione (visibile sembre sullo stesso indicatore). Molto efficace su un percorso con tanti sali e scendi come quello californiano. L'abbinata con il sistema di controllo di velocità (cruise control, di serie sulle auto americane) permette un viaggio in pieno relax, sicurezza (soprattuto nei confronti delle pattuglie) e all'insegna del risparmio; potete godervi il viaggio e tenere il tempo del vostro pezzo musicale preferito con entrambi i piedi, a mantenere costante la velocità ci pensa la macchina. L'unica cosa che non fa è frenare di fronte ad un ostacolo, quindi un minimo di attenzione ci vuole sempre!!!

Risultato: 45 miglia per gallone (mpg) ovvero circa 19 chilometri al litro su percorso misto collinare! In media questo tipo di auto consente di migliorare di almento il 30% le prestazioni e i consumi, e qundi l'impatto ambientale. Sarà per questo che i californiani, pur avendo ancora la benzina a metà del prezzo di noi europei (ma gli si è triplicata nel giro di pochi anni) stanno letteralmente impazzendo per questo tipo di auto, e la Prius è il loro sogno proibito. Alla faccia della BMW (che comunque ha in cantiere un'auto ibrida) e della FIAT (che comunque NON ha in cantiere un'auto ibrida).
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categoria:energia, sviluppo sostenibile, consumo etico
mercoledì, 26 ottobre 2005
Se anche il Polo Sud si mette in mezzo...

Mi è capitato di sentire alcune persone scettiche riguardo ai cambiamenti climatici sostenere che l'innalzamento delle temperature porterebbe anche una serie di vantaggi, come nuova disponibilità di terreni precedentemente inutilizzabili (ad esempio perchè ghiacciati). Ci sarebbero molte osservazioni critiche da fare a riguardo: ad esempio, perdere una fascia di territorio nell'area mediterranea per la desertificazione per acquistarne una nei paesi scandinavi non è la stessa cosa, ammesso che quest'ultima rimanga come la conosciamo oggi, a seguito di temperature più alte. Ad ogni modo, ho trovato poche evidenze di questi vantaggi finora. Ve ne propongo una, che farà felice qualche club di surfisti, ma per la maggior parte della gente credo non abbia gran valore.

Crescono invece ogni giorno le evidenze del cambiamento climatico in atto, ma soprattutto sono sempre più chiare le conseguenze e i costi sociali, oltre che economici ed ambientali. Per la prima volta scopriamo che anche il Polo Sud si sta sciogliendo, mentre credavamo costituisse uno scudo per il riscaldamento climatico.

Se non riusciamo a commuoverci più di tanto di fronte all'estinzione di diverse specie animali, non crediamo che il nostro sistema alimentare sarà messo duramente alla prova, non ci interessa un gran chè perdere spazi naturali perchè viviamo in un ambiente sempre più artificiale, almeno dovremmo considerare che, secondo l'Istituto per l'ambiente e la sicurezza umana dell'United Nations University di Bonn,
le conseguenze del riscaldamento globale, ovvero l'innalzamento dei mari, la desertificazione e la penuria di acqua potabile, costringono alla fuga almeno 10 milioni di persone ogni anno, accrescendo l'esercito dei profughi ambientali, come vengono ormai correntemente chiamati, a ritmi del tutto imprevisti.

Possiamo fare qualcosa? Possiamo fare molto, moltissimo! Ma ci vuole un cambiamento radicale nel modo in cui pensiamo a questi problemi: credo che dobbiamo prendere maggiore coscienza di noi stessi, del fatto che il cambiamento può venire solo dal basso, che non c'è nessuno a cui delegare completamente la loro risoluzione. Sempre più persone si rendono conto di ciò e si muovono. Spero che questo blog ci aiuti a capire come fare, e a farlo!
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categoria:cambiamenti climatici
mercoledì, 26 ottobre 2005
Caro navigatore
inizio la pubblicazione di questo blog, dove vorrei inserire pensieri, riflessioni, articoli e qualsiasi altro materiale su una serie di argomenti di mio interesse, che ruotano attorno tutti attorno al concetto di Sviluppo Sostenibile (il termine è vago e per taluni contraddittorio, spero che il blog aiuterà a chiarirmi le idee a riguardo). In varie maniere mi interesso di ecologia, ambiente, diritti umani, diritti degli animali, progresso tecnologico, equità sociale e civile, economia, e altro che ora non mi viene in mente. Vorrei stimolare discussioni su questi temi, dare e ricevere informazioni utili a cambiare dal basso le cose. Credo infatti che ciascuno di noi abbia molte possibilità di incidere sulle cose, dai piccoli gesti quotidiani parte un filio rosso che si ricollega in qualche maniera ai grandi eventi e alle grandi questioni del nostro tempo. La rete (di relazioni, conoscenze, persone, bit, ecc.) è forse il mezzo più potente che abbiamo oggi a disposizione per supportare e amplificare questa potenzialità. Ecco il perchè di questo blog.
Buona navigazione, chiunque tu sia. Join the blog!


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categoria:aaa introduzione al blog aaa